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DRP e GOD esprimono disgusto per la qualità infima del dibattito politico-civile italiano attuale

 

 

 

 

Non che il dibattito europeo in genere sia molto meglio.
Anzi.
Il Vecchio Continente è avvolto da una nube malefica che sprigiona miasmi venefici in ogni contrada.
Ma in Italia c’è l’aggravante dell’irrisorietà, della mediocrità elevata a sistema di convivenza comunicativa quotidiana.
Si alzano forse gli occhi al cielo della macroeconomia e della macropolitica per porsi le giuste domande e pretendere le giuste risposte su quanto sta accadendo di tragico al tessuto sociale e politico italiano, spagnolo, greco, irlandese, portoghese, etc.?
Ci si rende conto che, chiunque vinca in Germania alle elezioni del 22 settembre 2013, la politica teutonica sull’Europa non cambierà di una virgola?
Si è coscienti del fatto che vincerà molto probabilmente la Merkel ma che, se anche vincesse il sedicente socialdemocratico Peer Steinbrück (già Ministro delle Finanze dal 2005 al 2009 nel Governo di Grosse Koalition guidato sempre da Frau Angela), anti-keynesiano ancor più viscerale della Cancelliera in carica (il che è tutto dire) non vi sarebbe alcuna soluzione di continuità nelle politiche economiche proposte/imposte dalla Germania agli altri associati della UE?
Macché.
Si parla più volentieri dell’agibilità politica presente e futura di Silvio Berlusconi.
Anzi, dell’agibilità come parlamentare, perché nessuno vieta al padre-padrone del PDL di continuare a guidare il suo partito fuori da Palazzo Madama, così come Beppe Grillo e Casaleggio tiranneggiano i picciotti a 5 Stelle senza sedere su alcuno scranno da deputato o senatore.
Ci si accapiglia tra ex forcaioli prestati periodicamente al garantismo peloso e neo-giustizialisti assatanati che hanno una ossessione paranoide per le vicende di quello che considerano il “Satiro/Satrapo di Arcore”, percepito come la quintessenza della corruzione e del libertinismo sessuale foriero (secondo loro) di cattiva pedagogia civica.
Ci si appassiona con stronzate sonore, analizzando con dovizia di particolari, di ora in ora, i mutevoli umori e le contraddittorie e incoerenti dichiarazioni di pitonesse, falchi, colombe e altre creature percepite (giustamente…) come metà umane e metà animali.
Alcuni desiderano con protervia l’annientamento politico di Berlusconi per via giudiziaria (dimenticando che la sentenza Mediaset, per quanto definitiva- almeno in attesa di eventuali pronunciamenti di livello sovranazionale- è alquanto iniqua e vessatoria nei confronti di uno dei massimi contribuenti del fisco italiano, un sistema rapace e predatorio come pochi altri), mentre gli apologeti a prescindere del buon Silvio reclamano un’ altrettanto discutibile ineguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, per favorire così il proprio beniamino.
Si dice che il Governo di Letta Junior “abbia già fatto” e cercherà di fare sempre meglio in futuro.
Ma cosa ha fatto, a ben vedere, il Governo Letta?
Roba irrisoria, insignificante, stucchevole.
L’unico provvedimento sensato (e minimale) è stata la provvisoria abolizione dell’IMU (che comunque sarà reintrodotto sotto mentite spoglie, per il tramite di tasse comunali varie), voluto fortissimamente dal PDL e subito con irritazione da una dirigenza PD sempre più insipiente e incapace di rappresentare la sua base di elettori.
Una dirigenza PD abbarbicata sulla stanca litania della promozione del lavoro (“il lavoro prima di tutto”, si ciancia da una festa democratica all’altra), ma che non è in grado di fare o proporre nulla di convincente in proposito.
Nel frattempo, recessione a gogò, calo verticale dei consumi, disoccupazione galoppante, tensioni sociali, disperazione generalizzata, rabbia repressa e pronta ad esplodere o a tramutarsi in dolorosa rassegnazione per alcuni, grave depressione e/o  suicidio per altri.
In effetti, il dibattito su Berlusconi sarebbe assai più interessante se il mercante di Arcore, invece di sostenere acriticamente e per ragioni appunto mercantili e personalistiche (si aspetta la benevolenza in extremis di Nonno Napolitano) il deleterio Governo Letta, avesse imboccato/o imboccasse in extremis la strada suggeritagli ad esempio in

“Berlusconi e il “Veleno” della Sera”, articolo del 5 settembre 2013 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere).

Per altro verso, invece di assistere alle stucchevoli, patetiche e insignificanti diatribe tra il presunto rottamatore Matteo Renzi e i suoi antagonisti ammuffiti del vecchio establishment PD ex DS (al netto di quelli che già sono saltati sul carro del ragazzotto fiorentino benvoluto dai poteri forti sovranazionali), sarebbe grazioso e utile sapere quando il Partito Democratico – sempre più arroccato su posizioni di destra economica – chiederà ufficialmente di far parte, come un qualsiasi partito conservatore sedicente moderato, del Partito Popolare Europeo.
Si guadagnerà in chiarezza, l’alleanza con Scelta Civica e con alcuni settori del PDL sarà meglio incardinata su un contesto politico-ideologico comune, e anche il rapporto con la CDU tedesca e con la sua leader Angela Merkel (la quale ha ricevuto pochi mesi fa il baciamano sia di Enrico letta che di Matteo Renzi, uno dopo l’altro) apparirà finalmente per quello che è: un legame di subordinazione di un partitino conservatore dell’Europa meridionale (travestito in abiti finto-progressisti) con la casa madre teutonica, dove si cucinano slogan buoni per i gonzi come quello “sull’economia sociale di mercato”.
L’ “economia sociale di mercato”, uno slogan che non significa concretamente nulla, salvo politiche di austerità e rigore suicida imposte a tutti i paesi dell’eurozona succubi della Germania nazione-kapò e dell’eurotecnocrazia rapace e predatoria, la quale ha messo impunemente in ginocchio un intero continente.
L’ “economia sociale di mercato”: uno slogan che non significa concretamente nulla, ma che piace tanto a personaggi come Angela Merkel, Mario Monti, Mario Draghi, etc.
E, lo sappiamo, uno slogan che piace anche ad Enrico Letta, al suo fido Francesco Boccia e al suo (finto) antagonista Matteo Renzi.
Perché è una locuzione che sembra mettere insieme la “freddezza” del mercato con il “calore” dell’attenzione ai problemi sociali.
Nulla di più falso, nella pratica effettiva, ma gli slogan servono a manipolare un ‘opinione pubblica europea ed italiana in gran parte incapace di intendere e volere.
Perciò, continuiamo a parlare di agibilità politica di Berlusconi, di decadenza o meno dal suo seggio senatoriale, di caduta del Governo Letta semel e futura nascita del Letta bis, dell’economia sociale di mercato, delle armi chimiche in Siria, della rava e della fava, di fra’ Cazzo da Velletri.
E così via, mentre vi portano via da sotto il culo la sedia su cui sedevate…
Su cui sedevate ascoltando queste scempiaggini irrilevanti per il futuro di milioni e milioni di persone.
Voi compresi.
Voi per primi.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

con

I FRATELLI DI GRANDE ORIENTE DEMOCRATICO (www.grandeoriente-democratico.com)

[ Articolo del 30 luglio- 11 settembre 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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