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DRP: dispiace dirlo, ma sulla questione Europa-Germania-Eurozona ha ragione Berlusconi e Bersani fa il pesce in barile come al solito

 

 

 

 

Sappiamo tutti bene che, se i Padroni del Vapore che al momento (mal) governano l’Europa e l’Eurozona gli avessero concesso di allearsi con Monti e formare una grande area dei sedicenti moderati a guida di effettivi massoni reazionari, Silvio Berlusconi avrebbe accettato ben volentieri.
Anzi, Berlusconi aveva corteggiato lungamente Monti e inviato preci e suppliche ai suoi danti causa extra-italiani.
Ma le cose sono andate diversamente.
I vertici massonici (reazionari) che al momento hanno piazzato i loro uomini nei posti chiave dell’eurotecnocrazia e che controllano trasversalmente diversi partiti di centro-destra e centro-sinistra in molti Paesi del Vecchio Continente, non hanno ritenuto più spendibile la carta Berlusconi.
Sin dall’estate-autunno 2011.
Berlusconi che imponeva l’IMU, che faceva la riforma delle pensioni e dell’articolo 18, che faceva la spending review e che affossava in modo feroce i livelli di consumo degli italiani, non sarebbe stato digerito dal popolo italiano.
Sarebbe scoppiata una Rivoluzione, con il PD opportunisticamente alla sua guida, in prima fila.
Invece è stato tirato fuori dal cilindro Mario Monti, che ha potuto svolgere indisturbato il suo ruolo di becchino dell’Italia, con l’appoggio consociativo di PDL e PD, manipolando abilmente la pubblica opinione italiota.
Ma ora, sciolto da vincoli con le cupole massoniche sovranazionali che hanno commissariato diversi Paesi europei con il solerte aiuto della nazione-kapò guidata da Angela Merkel (la Germania), Silvio Berlusconi fa come Pulcinella e Arlecchino : si permette il lusso di dire alcune verità alla luce del sole, senza paludamenti e infingimenti.

Così, il 1 febbraio 2013, dopo aver già ragionato nei giorni precedenti sull’argomento, Berlusconi se ne è uscito con una serie di azzeccati proponimenti politici.
Al riguardo, vedi

“Berlusconi: ‘Vincere il braccio di ferro con la Germania o fuori dall’euro’, articolo del 1 febbraio 2013 by A.D.G. per IL CORRIERE DELLA SERA(clicca per leggere)

“Berlusconi: ‘Vincere il braccio di ferro con la Germania o fuori dall’euro’. Bersani: ‘Battute da due soldi’, articolo redazionale del 1 febbraio per IL MESSAGGERO(clicca per leggere).

Tali proponimenti berlusconiani, in effetti, ricalcano alla perfezione gran parte di quanto abbiamo proposto innumerevoli volte, in passato, e quanto abbiamo di recente ribadito in

Le 5 Priorità per l'Italia e la mancata spiegazione, da parte di Bersani e Fassina, di come aiutare lavoro e crescita con 50 miliardi all'anno da pagare soltanto per il Fiscal Compact (clicca per leggere).

Dispiace davvero dover constatare – dal nostro punto di vista anti-berlusconiano, progressista e centro-sinistrorso- che sia stato Berlusconi (strumentalmente quanto si vuole, ma intanto l’ha fatto) e non il sedicente leader del sedicente fronte dei “Democratici e dei Progressisti” a far sue le uniche ricette concrete in grado di dare una svolta positiva alla storia politica ed economica dell’Italia e dell’Europa.

Di questo passo, gli ineffabili Bersani, Fassina & Compari si troveranno nella paradossale situazione di essere più a destra e più conservatori di Berlusconi, in omaggio ad un cerchiobottismo che farà loro soltanto perdere consensi e appeal.
Spetterebbe alle coalizioni e ai partiti del centro-sinistra europeo pretendere di ottenere un cambio radicale delle strategie europee finora egemonizzate da Angela Merkel e complici vari.
Spetterebbe sempre a loro ingaggiare un energico braccio di ferro per cambiare rotta, anche minacciando l’uscita dall’eurozona, pur di negoziare una vera integrazione politico-economica dell’Europa e la fine della stagione dell’austerità.
Invece, cosa fanno questi “progressisti della domenica”?
I pesci in barile.
Pensando che, restando fermi e inutilmente composti (sarebbe meglio dire: “imbalsamati”) e cercando di mettere insieme mille contraddizioni (austerità e sviluppo, rigore ma anche crescita, fiscal compact da non discutere ma rilancio degli investimenti pubblici e del lavoro, etc.) si possa vincere e poi magari anche governare.
Cambia passo, caro Bersani.
Altrimenti, non solo rischi di perdere o pareggiare, ma anche, dopo aver vinto, di essere defenestrato dopo pochi mesi di governo.
Parola di DRP.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 30 gennaio-2 febbraio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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