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DRP chiosa “Basterà ammazzare il Gattopardo?” by Sergio Magaldi

 

 

 

 

E’ per Noi piuttosto utile, talora, presentare, rilanciare e offrire alla lettura – oltre ad interventi altrui che condividiamo in larga parte- anche dei contributi politologici interessanti, raffinati e ben scritti, ancorché molto lontani dal nostro modo di interpretare l’attualità politica, economica e mediatica.
Caso esemplare, in questo senso, la nostra odierna presentazione di:

“Basterà ammazzare il Gattopardo?”, articolo del 21 marzo 2014 by Sergio Magaldi per LO ZIBALDONE DI SERGIO MAGALDI (clicca per leggere).

Con la consueta prosa brillante e forbita, Sergio Magaldi offre una fotografia dell’Italia attuale e di alcuni suoi protagonisti che è agli antipodi del nostro modo di analizzare e valutare le stesse situazioni e gli stessi personaggi.
Sergio Magaldi fonda gran parte del suo articolo lasciandosi fascinare dalla retorica subdola del libro Ammazziamo il Gattopardo di Alan Friedman, come se costui fosse un giornalista-osservatore politico disinteressato e “non ingaggiato”, animato da pura generosità di cuore nell’offrire all’opinione pubblica italiana le sue (più che conformistiche e banali, oltre che stucchevoli e inconcludenti) analisi e sintesi propositive per uscire dalla crisi.
In realtà, se c’è qualcuno che gattopardescamente ha sempre offerto i suoi servigi a poteri marci sia italiani che extra-italiani, quello è proprio un individuo come Alan Friedman, di cui S. Magaldi avrebbe fatto bene a studiare e valutare meglio la biografia…
Analogamente, appare paradossale citare Ernesto Galli Della Loggia quale maître à penser in grado di restituirci un’immagine intellettualmente onesta della situazione italiana.
Costui, ben paffuto e celebrato accademico ed editorialista del Corriere della Sera, rappresenta esattamente il prototipo del soggetto nutrito e allevato da quella stessa casta di oligarchi che periodicamente (e genericamente) diventano l’oggetto dei suoi strali cartacei, strali sontuosamente ospitati proprio da quel quotidiano italiano che di certe oligarchie italiote è organo di stampa ufficiale…
Semmai, allorché Galli Della Loggia pontifica ipocritamente a proposito di

 

“…una realtà ben altrimenti compatta del potere sociale italiano. All’insegna della protezione degli interessi costituiti; della moltiplicazione dei «contributi» finanziari al pubblico come al privato; della creazione continua di privilegi piccoli e grandi; della disseminazione di leggine e commi ad hoc ; della nascita di enti, agenzie, authority, società di ogni tipo; all’insegna comunque e per mille canali dell’uso disinvolto e massiccio della spesa pubblica. In tal modo favorendo non solo lo sviluppo di uno strato di decine di migliaia di occupanti - quasi sempre gli stessi, a rotazione - di tutti i gabinetti, gli uffici legislativi, gli uffici studi, di tutte le presidenze e di tutti i consigli d’amministrazione possibili e immaginabili, ma altresì il sorgere di un soffocante intreccio di relazioni, di amicizie, di legami personali. Un potere sociale solidificato, includente a pieno titolo anche il sistema bancario e l’impresa privata, che ha usato e usa disinvoltamente la politica - di cui aveva e ha un assoluto bisogno - schierandosi indifferentemente a seconda delle circostanze con la Sinistra, cercando però di non dispiacere alla Destra, e viceversa. E che sia la Destra che la Sinistra si sono sempre ben guardate dallo scalfire.”,

 

si coglie tutto intero il risentimento stizzito di chi, pur interno a questo stesso sistema di “interessi costituiti” (avendone lungamente beneficiato), lamenta il fatto di non averne tratto e fruito gli stessi benefici e privilegi toccati in forma maggiore ad altri soggetti e compagni/antagonisti di cordata…

Paradossale, poi, appare la tendenza di Sergio Magaldi a confidare acriticamente e ingenuamente nella retorica propagandistica pro-renziana, la quale rappresenta il neopremier come una “minaccia” (ma de che?) per quegli stessi interessi costituiti gattopardeschi… i quali, nondimeno, e chissà perché…, sono anche i più leali sostenitori parlamentari del suo governicchio consociativo.
Insomma, se ci sono dei figli del “Gattopardo”, in Italia, quelli sono proprio Alan Friedman ed Ernesto Galli Della Loggia. E, se c’è una nuova incarnazione del sempiterno italico “Gattopardo Pater et Princeps”, quello è proprio Matteo Renzi, lo stesso individuo che- senza tema di suscitare riso e sdegno insieme- ha avuto l’impudenza di andare ad inchinarsi di fronte a Frau Merkel, per dichiararle “virilmente e minacciosamente” che, che lei lo voglia o no, noi italiani rispetteremo alla lettera il Fiscal Compact, (copyright Giorgia Meloni a La Gabbia su La7 di domenica 23 marzo 2014)…
La Merkel si sarà sicuramente spaventata di questo gagliardo giovanotto italiano, il quale l’ha minacciata di trattarla con la stessa reverenza e obbedienza supina che le avevano riservato Monti e Letta…

In conclusione, consigliamo l’ottimo Sergio Magaldi di risparmiare le sue simpatie e speranze per altri leaders politici italiani che verranno (e se e quando verranno), perché Matteo Renzi è senz’altro indegno (almeno finora) di tali simpatie e speranze, dal momento che il governo da lui presieduto si accinge ancora una volta (al netto della fuffa inconcludente sui pochi euro in più in busta paga di alcuni salariati e del pagamento eventuale di alcuni debiti della pubblica amministrazione…una misura che in qualunque Paese civile sarebbe considerato ordinaria amministrazione, non chissà quale coraggiosa e innovativa iniziativa), come altri esecutivi del recente passato, a penalizzare pensionati, stipendiati e disoccupati, a realizzare recessivi tagli alla spesa pubblica, pesanti privatizzazioni e dismissioni di beni e aziende pubbliche a beneficio di amici e amici degli amici, ulteriore precarizzazione del mondo del lavoro…
E tutte queste misure- stia pur certo Sergio Magaldi, e con lui tutti quelli che in buona fede hanno una percezione capovolta e confusa di ciò e di chi attualmente Renzi rappresenti- saranno accolte con giubilo da tutti i poteri marci della Penisola.
Alcuni dei quali poteri marci- se sono o saranno talora in malmostoso conflitto apparente con l’ex Sindaco di Firenze- lo saranno in virtù del desiderio di partecipare più e meglio al nuovo sacco delle risorse italiane, non certo perché allarmati da uno spaventapasseri che di questi stessi poteri marci (e dei loro patroni extra-italiani) è l’ennesima espressione dopo la venuta di Mario Monti ed Enrico Letta.
Invece, se mai Renzi dovesse metabolizzare adeguatamente le suggestioni contenute in

Appello n.1 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi, affinché usi bene il suo libero arbitrio e scelga una via maestra diversa da quella che porta agli oligarchi semi-nascosti e rappresentati istituzionalmente da Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, etc. (clicca per leggere)

Appello n. 2 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi…Se il nuovo segretario PD vuol dare un segnale di buona fede e onestà, cominci con lo stoppare la privatizzazione di poste italiane, che si preannuncia come l’ennesima truffa ai danni del Popolo Italiano (clicca per leggere)

Appello n.3 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi...Se l'aspirante leader non vuole fallire e divenire odioso dinanzi al Popolo Italiano come Monti o risibile e grottesco come Letta, cominci a mettere il guinzaglio a Davide Serra e agisca tempestivamente tanto per risolvere la vicenda Electrolux che per impedire la privatizzazione truffaldina di Poste Italiane (clicca per leggere)

Appello n. 4 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: attenzione a Francesco Giavazzi, perché dicono che porti sfiga, oltre ad essere un trombone incompetente (clicca per leggere)

Appello n. 5 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: abbandoni i cattivi consiglieri neoliberisti; faccia un governo costituente di alto profilo, con un programma progressista, keynesiano e rooseveltiano; cerchi un largo consenso in Parlamento;  si dimetta a vada subito ad elezioni, se non riesce ad attuare rapidamente riforme e provvedimenti significativi ed incisivi (clicca per leggere)

Appello n. 6 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: si illumini in tempo, prima di finire nel burrone…e scelga ministri autenticamente progressisti, soprattutto per il dicastero dell’economia e per quello degli affari europei (clicca per leggere)

DRP sospende il giudizio sul neocostituito Governo Renzi, invita il premier a licenziare e a sostituire quanto prima Pier Carlo Padoan e rinnova gli appelli per un nuovo corso rooseveltiano e keynesiano del renzismo (clicca per leggere)

Appello n.7 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: da Burattino-Pinocchio diventi un Uomo e un Politico vero, cambi programma di governo e si renda autonomo da Burattinai, Gatti, Volpi e Mangiafuochi vari... (clicca per leggere)

Matteo Renzi e Graziano Del Rio si prendano PierGiorgio Gawronski come consulente economico della Presidenza del Consiglio, onde mettere a fuoco una sapiente e necessaria proposta di riforma dell’eurozona che parta dall’Italia (clicca per leggere)

DRP, GOD, le presunte illusioni sul conto del Governo Renzi e una questione di metodo approvata anche dal nostro leader Gioele Magaldi (clicca per leggere)

DRP: Caro Renzi, prima che sia troppo tardi, congeda Pier Carlo Padoan, Federica Guidi, Yoram Gutgeld e Filippo Taddei... tragicamente inadatti nei rispettivi ruoli... e prenditi come consulenti economici di Palazzo Chigi PierGiorgio Gawronski e i massoni progressisti Paul Krugman, Joseph Stiglitz e Amartya Sen (clicca per leggere)

Le mistificazioni e i paralogismi politici di Matteo Renzi, di Martin Schulz e del PSE su Europa, Democrazia, Debito Pubblico, Conti in ordine degli Stati e futuro dei nostri figli (clicca per leggere),

allora magari sarebbe sensato riporre qualche speranza nella sua traiettoria politica.
Peccato che, al momento, sia ben altro lo scenario effettivamente messo in movimento (nefasto) dall’esecutivo renziano.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 22-24 marzo 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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