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DRP: Stefano Fassina si dia una svegliata e Giuseppe Fioroni raggiunga Paola Binetti nell’UDC

 

 

 

 

Come al solito avevamo parlato troppo presto, aprendo nuovamente una linea di credito politico nei confronti di Stefano Fassina in

L'ultima occasione per il Partito Democratico: dia retta a DRP (clicca sopra per leggere).

Invece, ospite della puntata de L’INFEDELE di Gad Lerner dell’11 giugno 2012, Fassina (a parte la scontata denuncia dello sconcio commesso dal Governo Monti ai danni dei cosiddetti esodati ) si è mostrato bolso, contraddittorio e bizantino come spesso gli è accaduto negli ultimi tempi.
Caro Fassina, è ora di crescere.
Non si può denunciare l’egemonia ideologica neoliberista e poi dichiararsi pronti a votare norme come il Fiscal Compact.
Abbi il coraggio di prendere posizioni più nette, se davvero aspiri a fare il bene del Partito Democratico, di un futuro Centro-Sinistra di Governo, dell’Italia complessivamente.
Non ci commuovono più di tanto le sortite velleitarie e contingenti sulle eventuali elezioni anticipate.
Quelle su cui occorre puntare, caro Fassina, se vuoi essere uno dei protagonisti della sinistra del futuro e non essere risucchiato nella palude degli zombies che ti circondano, sono le istanze di cui ragionavamo da ultimo in

L'ultima occasione per il Partito Democratico: dia retta a DRP (clicca sopra per leggere).

Quanto all’ineffabile Giuseppe Fioroni, portavoce di quella lobby clericale trasversale a destre e a sinistre, la quale finora ha mantenuto l’Italia nella condizione di Paese minorato nella sua autonomia di Stato laico e sovrano, rendendolo piuttosto eterodiretto dalla Curia Vaticana e semi-confessionale, se ne vada a ingrossare (si fa per dire) le file dell’UDC, raggiungendo Paola Binetti che l’ha preceduto di qualche anno.
E non faccia ridere i polli, affermando di voler sfidare Pierluigi Bersani alle primarie.
Come sanno cani e porci, il peso elettorale e di appeal di Fioroni è roba da prefisso telefonico.
Del resto, le sue disdicevoli ciance sulla questione delle unioni gay riconosciute dallo Stato (su cui finalmente Bersani ha preso una posizione netta) si commentano da sole nella loro ipocrisia, inconsistenza e miseria morale, intellettuale e civile.
Leggere per credere:

“Fioroni sfida Bersani: ‘No a nozze gay’, oppure ‘mi candido’. E sul web è bufera”, articolo del 12 giugno 2012 per REPUBBICA (clicca sopra per leggere).

Fioroni, e con lui tutti i clericali baciapile e ipocriti che ancora dovessero affollare il PD, seguano le indicazioni del (Dis) onorevole Antonio Mazzocchi del PDL, e se ne vadano dal Partito Democratico:

“Gay: Mazzocchi (PDL), Fioroni e i cattolici sfrattati dal PD”, lancio del 12 giugno 2012 di AGENZIA PARLAMENTARE (clicca sopra per leggere).

Naturalmente, andrà spiegato a Mazzocchi che altro conto è essere cattolici e cristiani (benvenuti nel PD come in qualunque altro partito dell’arco costituzionale), cosa che riguarda la fede, la spiritualità e la religiosità, altra ancora essere clericali e neo-confessionali, pretendendo che uno Stato laico non debba garantire pari diritti civili a tutti gli individui portatori di diversi orientamenti sessuali, culturali, religiosi, etc.
Ad essere sfrattata dal PD, si spera, sarà la mentalità clericale e confessionale, non certo la ricchezza della cultura cattolica, capace di declinarsi in termini laici, liberali, democratici e socialisti.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 13 giugno 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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