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DRP, Mattia Granata, Matteo Renzi e il Partito della Nazione

 

 

 

 

In attesa di analizzare, nelle prossime ore, l’illusoria bolla elettorale di Matteo Renzi, nella speranza (probabilmente vana) che di questa bolla l’imbonitore fiorentino – trasmutandosi in statista in extremis, dopo essere stato, sinora, soltanto un contingente collettore di voti di un popolo disorientato e devastato- sappia fare buon uso prima che essa si sciolga come neve al sole, suggeriamo al presidente del consiglio nonché segretario PD in carica di leggersi con attenzione

“Partito Nazione”, articolo del 30 maggio 2014 by Mattia Granata per MATTIAGRANATA.IT (clicca per leggere).

Al medesimo Renzi e ai suoi fatui e vacui collaboratori – inconsapevoli del loro status di apprendisti stregoni che danzano con leggerezza sull’orlo dell’abisso, tronfi per un successo elettorale effimero e assai difficile da conservare e consolidare - consigliamo anche la lettura di

“Il Ministro della Paura”, articolo del 22 maggio 2014 by Mattia Granata per MATTIAGRANATA.IT (clicca per leggere)

“Se non cambia l’Europa”, articolo del 28 maggio 2014 by Mattia Granata per MATTIAGRANATA.IT (clicca per leggere),

i cui testi riportiamo anche qui, integralmente:

 

 

Il Ministro della Paura


Oggi ricompare sul Corriere in prima pagina Mario Monti che ammonisce: ordine, disciplina, o sarà di nuovo crisi.
Le pagine dei principali giornali, consapevolmente, inconsapevolmente, comunque correi, suggeriscono che i due colpi di spread ricevuti nei giorni passati, sono direttamente collegati con il “rischio populismi”.
Se vinceranno forze definite antisistemiche, antieuropeiste, antieuro, l'Italia precipiterà nuovamente nel caos.
Lo vogliono i mercati, gli investitori, che non si fidano.
Lo certifica Monti dal Corriere.
Ma chi sono i mercati? Chi sono gli investitori?

Altrimenti potrebbe dirsi che ci si è imposta una linea di politica economica, che in questi tre anni ci ha spolpato, che non si contemplano alternative e che se proviamo a sottrarci a questa politica, ci minacciano e fanno paura.
Certo, sarebbe una visione che potrebbe apparire pro populismi, pro antieuropeisti, pro antieuro. Ma le idee di chi scrive, le mie idee, sono note ed evidenti, e non sono certo grilline o leghiste.

Lo spazio politico e culturale è sottile, ma va ampliato con la consapevolezza che un'alternativa deve essere possibile.
Ed in ogni caso, se il 30% degli italiani avesse un'idea e la esprimesse con il voto, per quanto non condivisibile, nessun fondo di investimento straniero, nessun ministro tedesco, nessun alto rappresentante delle istituzioni, avrebbe titolo e prerogative di imporre, con la paura, visioni alternative.

Dovrebbe essere chiaro che qui non è più solo in gioco l'euro, e nemmeno più solo i nostri risparmi: qui è in gioco la democrazia rappresentativa, e un paio di secoli di fatica spesa per tenerla in piedi.
Nonostante tutto.
2014/05/22 11:44  (Mattia Granata)

 

 

Se non cambia l'Europa


Il risultato elettorale, come ogni passaggio realmente “storico”, ha molte sfumature e quindi sono possibili molte letture.
Troppe letture.
Un aspetto, tuttavia, è chiaro e tondo.
Gli elettori si sono espressi con chiarezza inedita, come se tutti gridassero ad una voce uno stesso concetto, pur votando, addirittura, per differenti schieramenti.
L'Europa cosi non va, non può andare.
Solo i capziosi o i mistificatori potevano inzigare su questo punto. Non si tratta, infatti, di essere pro o contro l'Europa, lo si dice da quattro anni, qui.
Si tratta di essere contro le politiche che ci hanno inutilmente fatto soffrire senza curare il male che si chiama crisi economica, poi divenuta politica e istituzionale.
Cosi' si esprimono gli elettori del Pse, cosi addirittura quelli del Ppe nei paesi meridionali, cosi certamente gli elettori di Tsipras che senza infingimenti, perché con le mani libere, aveva dichiarato la sua linea.
“Basta”, gli italiani, pur da punti diversi, lo hanno detto insieme, e chi meglio ha incarnato questa certezza, ha ottenuto un risultato sorprendente: “l'ultima spiaggia”.

Ora la situazione, se si voglia cambiare, è ottimale.
Non nel senso che il risultato sia garantito, ne abbiamo viste troppe in questi anni, la partita è all'ultimo sangue, i giocatori nascosti nell'ombra e pronti a tutto.
Vi è chi possa volere vendersi come altri hanno fatto in passato, nessun ottimismo facile, nessuna speranza elargita.
Ma l'assetto, non poteva essere migliore di cosi.
Ogni negoziatore deve avere una pistola carica nel cassetto.
LA pistola carica sono il venti per cento di Grillo, lo strapiombo della Le Pen. Perfino il buffone Hollande, dopo avere deluso tutto il sud Europa facendosi eleggere e imboscandosi in una pensioncina, ha svolto il suo ruolo al contrario, dimostrando cosa succede se si suicida una sinistra moderata.
E Il Pd italiano, finalmente nel Pse - finalmente nel Pse! - in quanto nel Pse, in quanto primo partito, in quanto meridione d'Europa, Può e deve esercitare un ruolo di negoziatore al fronte, sfruttando la pressione dei populismi, dando voce esplicitamente alla sinistra europeista radicale, premendo per quanto puo' premere.
Renzi puo' esercitare questo ruolo, ha il coraggio, la forza e il consenso per farlo.

Oggi il Corriere, con un vergognoso articolone fazioso, si premura di dimostrare che non ci sono alternative all'Austerità.
Non ci sarebbero alternative, perché il nord Europa e in particolare i tedeschi, non contemplerebbero alternative.
Che è piu' o meno come dire che non si può negoziare perché la nostra controparte non è disposta a venirci incontro. Ossia una logica così impotente da odorare di malafede a un miglio.
Ci sono le alternative, l'alternativa c'è, è ora ben visibile, ma occorre volerla e perseguirla.

Quello che sbandieriamo ormai da anni, quando solo porre in dubbio Monti o Letta era blasfemo, ora ha cittadinanza.
Un Pd-Pse che alzi la testa alla lotta alla disoccupazione e alla ripresa dello sviluppo economico e civile di un continente intero.
Salvandolo.
2014/05/28 15:59  (Mattia Granata)

 

 

LE CITTADINE  E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 2-5 giugno 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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