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DRP, Luciano Gallino, il tanto declamato New Deal europeo che nessuno ha intenzione di realizzare e l’ultima occasione per Matteo Renzi

 

 

 

 

Abbiamo particolarmente apprezzato che un sociologo e un intellettuale progressista del calibro di Luciano Gallino (torinese, classe 1927), mai stato marxista (ma attento studioso delle analisi marxiane, si, come si addice ad ogni serio cultore di materie sociologico-economiche) e piuttosto appartenente a quella schiera di liberi pensatori indipendenti che ruotavano attorno al PCI torinese senza un’intima adesione alla prospettiva comunista (Gallino, d’altronde, era stato giovane collaboratore del massone progressista Adriano Olivetti, di sincere convinzioni democratiche e libertarie), abbia di recente pubblicato

“All’Europa serve un New Deal”, articolo by Luciano Gallino, riprodotto per MICROMEGA il 27 giugno 2014 (clicca per leggere).

Gallino, del resto, in questi ultimi anni, ha avuto la lucidità e la sagacia di raccontare la crisi politico-economica occidentale e globale in termini piuttosto convincenti, incentrando correttamente le sue analisi sull’epocale involuzione neo-oligarchica, neo-liberista e tecnocratica promossa da diverse elites ai danni dei ceti medi e proletari, con ampliamento inusitato delle disuguaglianze economiche e sociali.
Libri come Globalizzazione e disuguaglianze (Laterza, Roma-Bari 2000); Il costo della flessibilità (Laterza, Roma-Bari 2001); Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità (Laterza, Roma-Bari 2007); Finanzcapitalismo. La civiltà del denaro in crisi (Einaudi, Torino 2011); La lotta di classe dopo la lotta di classe (Laterza, Roma-Bari 2012); Il colpo di stato di banche e governi. L’attacco alla democrazia in Europa (Einaudi, Torino 2013), pur se non condivisibili- dal nostro punto di vista, almeno- in alcuni (ma in molti altri si) passaggi di natura economicistica e anche se carenti dal punto di vista della qualificazione precisa dei soggetti storici elitari che stanno guidando i processi di globalizzazione in direzione anti-democratica, anti-egualitaria e socialmente iniqua, rappresentano senza dubbio un fondamentale e solido punto di partenza per comprendere adeguatamente cosa stia accadendo in Europa, in Occidente e nel Mondo in quest’alba del XXI secolo.
In omaggio alla lezione galliniana, dunque, riportiamo integralmente, qui di seguito, il testo di

“All’Europa serve un New Deal”, articolo by Luciano Gallino, riprodotto per MICROMEGA il 27 giugno 2014 (clicca per leggere):

 

“Austerity. Se avesse un po’ di coraggio, il governo italiano dovrebbe rilanciare un’idea che circola da tempo: un grande piano per investimenti infrastrutturali.

A marzo 2014 i disoccupati erano 25,7 milioni nella Ue a 28, e poco meno di 19 milioni nell’eurozona (stime Euro­stat). Rispetto a un anno prima si registrava una lieve diminuzione, dal 12% al all’11,8 nell’eurozona, e dal 10,9 al 10,5 nella Ue a 28. A inizio 2008, i disoccupati Ue erano sotto il 7%, circa 10 milioni in meno. Elevatissimi i tassi attuali di disoccupazione degli under 25, anche in paesi che si ritengono poco colpiti dalla crisi: 23,4 in Francia, 23,5 in Svezia, 20,5 in Finlandia, con una media che sfiora il 24% nell’eurozona, pari a 3,5 milioni di giovani. Per non parlare del 42,7 dell’Italia o del 53,9 della Spagna.
A sei anni dall’inizio della crisi, che cosa fanno le istituzioni Ue per combattere la disoccupazione? Da anni la Commissione Europea discute di una «Strategia europea per l’occupazione», nel quadro di un’altra che si chiama «Europa 2020: una strategia per la crescita». Di queste generiche strategie in tema di occupazione non si è visto quasi nulla. Ma ad aprile 2012 la Ce ha lanciato un «Pacchetto per l’occupazione» più dettagliato. Consta di una serie di documenti che gli stati membri dovrebbero fare propri al fine di sostenere la creazione di posti di lavoro, rilanciare la dinamica dei mercati del lavoro, rafforzare il coordinamento tra gli stati membri in tema di politiche dell’occupazione. Le ricette sono le solite che arrivano da Bruxelles: diminuire le tasse sul lavoro; ridurre la segmentazione del mercato del lavoro tra chi ha un’occupazione precaria e chi ha un’occupazione più stabile; sviluppare le politiche attive del lavoro; rimuovere gli ostacoli legali e pratici al libero movimento dei lavoratori, oltre che – nientemeno – incoraggiare la domanda di lavoro.
Come mai, ad onta delle su­dette strategie, la disoccupazione ha continuato a imperversare nella Ue? Perché tali strategie, che la Ce ha pro­posto in pieno accordo con le altre istituzioni UE e la maggior parte dei governi europei, non toccano minimamente i fondamenti strutturali di essa.
Insistono sui soliti motivi istituzionali: l’ordinamento giuri­dico del mercato del lavoro, le tasse eccessive, la riluttanza dei lavoratori ad accettare i posti di lavoro che ci sono in luogo di quelli che preferirebbero, lo scarto tra le capacità professionali di cui i lavoratori dispongono e quelle che le imprese richiedono.
Per contro il lavoro è scarso, e i disoccupati numerosi, perché la compressione dei salari e delle condizioni di lavoro in atto da vent’anni nei paesi Ue ha ridotto la domanda dei consumatori; a loro volta le imprese hanno ridotto di molto gli investimenti e l’accumulazione di capitale reale perché preferiscono distribuire lauti profitti o riacquistare azioni proprie; il forte aumento delle disuguaglianze ha sempre più spostato gli investimenti del 5 per cento dei ricchi e super-ricchi verso il settore finanziario; i maggiori paesi hanno sottratto all’economia decine di miliardi l’anno a forza di avanzi primari, nel vano tentativo di contenere il debito pubblico gravato dai salvataggi delle banche.

Dinanzi alle sedicenti strategie per l’occupazione che la Ce propugna all’unisono con la Bce, il Fmi e i governi Ue, che cosa può fare il governo italiano nel semestre in cui tocca all’Italia la presidenza Ue? A parte il fatto che il governo Renzi ha mostrato con i suoi interventi in tema di lavoro e occupazione di seguire alla lettera i precetti della Ce, è chiaro che dinanzi a tale muro non c’è molto da fare. In ogni caso, se avesse un po’ di coraggio, potrebbe provare a rilanciare un’idea che da tempo circola nella Ue: un New Deal per l’Europa, ovvero un grande piano europeo per investimenti infrastrutturali. Che dovrebbe tenersi alla larga dalle grandi opere, per concentrarsi invece su infrastrutture urbane e interurbane, dalle strade ai trasporti urbani e regionali, dalle scuole agli ospedali, che quasi un decennio di insensate politiche di austerità ha gravemente corroso, e dalle quali possono derivare milioni di posti di lavoro.”

 

Facciamo solo un paio di chiose all’articolo dell’eccellente e sapiente Gallino.
Prima chiosa: certo che servono massicci investimenti pubblici in “infra­strutture urbane e interurbane, dalle strade ai tra­sporti urbani e regionali, dalle scuole agli ospedali”, ma perché mai bisognerebbe “tenersi alla larga dalle grandi opere”?
Anche queste servono eccome e, anzi, spesso possono divenire il volano di altre opere medie e piccole, che ne integrino la funzionalità al servizio dell’interesse collettivo e della convivenza civile.
Seconda chiosa: quando viene scritto che Renzi,

 

“In ogni caso, se avesse un po’ di coraggio, potrebbe provare a rilanciare un’idea che da tempo circola nella Ue: un New Deal per l’Europa, ovvero un grande piano europeo per investimenti infrastrutturali”,

 

pregheremmo l’esimio sociologo torinese di fare attenzione al fatto che, questa idea del New Deal per l’Europa (sebbene sia ancora minoritaria e faccia difficoltà a divenire concretamente operativa), non circola nella Ue per opera dello Spirito Santo, ma è semmai figlia delle possenti suggestioni pubbliche e private che, da qualche anno, sia Noi di DRP che i Massoni progressisti di Grande Oriente Democratico (GOD), uniti a quei cittadini che sono impegnati da tempo nella preparazione dell’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal” (domani ne verrà finalmente ufficializzata la Bozza di Statuto con i precisi scopi associativi e quant’altro), abbiamo diffuso a piene mani in molteplici ambienti istituzionali, politici, amministrativi, economico-finanziari, diplomatici, militari, industriali, commerciali, etc.
Per mettere meglio a fuoco il nostro (e di nostri amici) lavoro capillare di diffusione di questa IDEA, invitiamo Luciano Gallino e i cittadini/lettori in generale a venire sul nostro sito ufficiale www.democraziaradicalpopolare.it o ad andare su quello di GOD www.grandeoriente-democratico.com, accedere alle rispettive Sezioni CERCA IN DRP (clicca per accedere) e CERCA IN GOD (clicca per accedere) e digitare semplicemente le due paroline “New Deal”: appariranno (scartando nella prima pagina che apparirà in GOD alcuni contributi a firma “Fratello New Deal”) così una miriade di interventi che, negli ultimi anni, testimoniano di un intenso lavorio pubblico e privato per propiziare una prospettiva radicalmente rooseveltiana di risoluzione della crisi epocale in corso.
Di seguito, alcuni dei nostri interventi al riguardo, solo a titolo di esempio:

Flash del 4 agosto 2011. L’insostenibile inconsistenza del Premier Berlusconi: una Mummia in un Parlamento di Zombies /L’insipida vacuità di Angelino Alfano/Ineffabile Pierferdinando Casini: “scelte dolorose inevitabili”/Si cominci piuttosto dagli EUROBOND e dall’ EURO moneta sovrana e si prosegua con un NEW DEAL in stile rooseveltiano/La Vergogna Internazionale sulle vicende di Libia e Siria (clicca per leggere)

La Grande Truffa ai danni dei cittadini italiani (e di quelli europei e statunitensi): una crisi economica artificiosa che serve a rendere i molti schiavi dei pochissimi e a completare una becera “privatizzazione del Mondo”, con la connivenza di destre e sinistre europee e statunitensi, parimenti manipolate, infiltrate e corrotte dai dogmi del pensiero unico sedicente neoliberista. Serve una “Consapevolezza  democratica e liberal-socialista” che distingua con chiarezza (in Italia come altrove) che vuol dire “Sinistra” e che vuol dire “Destra” nel XXI° secolo, smascherando le politiche economiche sedicenti neoliberiste, responsabili di alcune catastrofi economico-sociali  negli anni ’90 e della crisi in corso dal 2008-2009 ad oggi. Noi (D.R.P.) siamo filo-statunintensi (ma per l’America di F.D. Roosevelt, non per quella di Ronald Reagan ed epigoni), siamo europeisti (per un’ Europa Unita politicamente ed economicamente, non per questo aborto di UE), siamo a favore del capitalismo e della libera economia di mercato, in pacifica dialettica complementare con gli interventi statali, ma i neoliberisti  puntano all’ espropriazione elitaria ed oligarchica (illiberale e anti-democratica) di  materie prime, risorse e ricchezze a danno di popoli e individui, di famiglie e comunità. L’unica vera risposta alla crisi è un NEW DEAL rooseveltiano (in Europa e USA), l’EURO moneta sovrana dell’Unione Europea e la creazione degli EUROBOND. Altro che la pietosa conferenza stampa di Berlusconi, Tremonti e Letta del 5 agosto 2011, eterodiretta dalla BCE, e altro che i loro proponimenti con cui tartasseranno gli italiani senza dare sviluppo, crescita e lotta alla disoccupazione, con la complicità di alcuni (non tutti) esponenti del centro-sinistra nostrano, appecoronato ai dogmi della destra massonica internazionale che opprime Europa e Stati Uniti. Obama: svegliati e reagisci!!! (Comincia con mettere Paul Krugman al Dipartimento del Tesoro e Joseph Stiglitz alla Banca Mondiale). Oppure avanti un altro, meno succube delle Agenzie di Rating, della parte peggiore di Wall Street (esiste anche una finanza illuminata e lungimirante), dei repubblicani oltranzisti e dei dogmi del Washington Consensus, applicati da trent’anni dal Fondo Monetario Internazionale e dal WTO ai Paesi del Terzo Mondo e poi alla crisi russa, est-asiatica e argentina (con risultati DISASTROSI per la maggioranza della popolazione) e che ora BCE e FMI vorrebbero imporre all’Italia e a chissà chi altro, dopo averla imposta a Irlanda, Portogallo e Grecia. Negli USA: Timothy Geithner cambi politica (faccia il vero liberal e dimentichi gli insegnamenti del suo mentore, quel tragico incapace di Larry Summers, fra i responsabili dell’irresponsabile deregulation che ha causato la crisi dal 2008-2009 ad oggi) oppure go home! In Italia: Mario Monti? Un altro corresponsabile dell’applicazione delle ricette monetariste-deflazionistiche, delle privatizzazioni/liberalizzazioni a vantaggio di amici di amici, delle drastiche misure di riduzione di debito e deficit che aumenteranno a dismisura la disoccupazione, diminuiranno i consumi e aumenteranno la DEPRESSIONE. Il debito pubblico e il deficit si riducono con lo sviluppo, l’aumento del PIL e della base imponibile. In Europa, anche con l’emissione di EUROBOND, utili per finanziare la ricrescita, per eliminare la speculazione sulle obbligazioni nazionali (che sarebbero sostituite da buoni del tesoro europei unificati) e per pagare meno interessi sul debito pubblico complessivo di tutti i paesi europei. Mario Monti o si faccia perdonare attraverso un impegno serio nel Gruppo Spinelli e l’abbandono di prospettive neo-liberiste, oppure si taccia e abbandoni la scena pubblica, insieme ai suoi compari tecnocrati  rapaci e/o inetti che non sanno come far funzionare la UE. E smetta di fare il maramaldo con quel governo Berlusconi con cui flirtava fino a qualche tempo fa. ITALIANI, RIBELLATEVI! Oppure preparatevi alla peggiore crisi economica dalla Seconda Guerra Mondiale in poi: con i predoni della finanza e dell’industria (che tengono a libro paga burocrati e politicanti europei) pronti ad acquisire beni e servizi dello Stato a quattro soldi e la classe media e medio-bassa che finirà nella miseria e nella disperazione.  Parola d’ordine per Il Nuovo Centro-Sinistra italiano ed europeo (se ci sarà mai): EUROBOND e ancora EUROBOND, EURO moneta sovrana, UE più unita e forte, NEW DEAL rooseveltiano, il resto è FUFFA. Consiglio finale agli strateghi multinazionali ed euro-atlantici di questa macelleria sociale: attenzione, a tirare troppo la corda si finisce come Carlo I Stuart e Luigi XVI di Borbone… (articolo del 5 agosto 2011, clicca per leggere)

Prove generali e globali di Rivoluzione Democratica (articolo del 5 ottobre 2011, clicca per leggere)

Democrazia Radical Popolare (e GOD) a favore (nonostante tutto) della RI-ELEZIONE di Barack Obama come Presidente USA dal 2013 al 2017 (articolo del 22-25 settembre 2012, clicca per leggere)

DRP: Cercasi (invano) Nuovo Franklin Delano Roosevelt e Coalizione Progressista per Nuovo New Deal in Italia, in Europa, in Occidente e nel Mondo. Mentre in Germania, nel 2013, si sfideranno (per modo di dire) l’anti-keynesiano sedicente socialdemocratico Peer Steinbrück e l’anti-keynesiana Angela Merkel (articolo del 17-19 dicembre 2012, clicca per leggere)

DRP segnala l’inconsistenza degli attuali pellegrinaggi europei di Mario Monti (articolo del 9 gennaio 2012, clicca per leggere)

Democrazia Radical Popolare, il Socialismo Liberale e l’imminente disfatta del Partito Democratico italiano (articolo del 13-23 gennaio 2013, clicca per leggere)

Le 5 Priorità per l’Italia e la mancata spiegazione, da parte di Bersani e Fassina, di come aiutare lavoro e crescita con 50 miliardi all’anno da pagare soltanto per il Fiscal Compact (articolo del 25-26 gennaio 2013, clicca per leggere)

Appello n. 5 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: abbandoni i cattivi consiglieri neoliberisti; faccia un governo costituente di alto profilo, con un programma progressista, keynesiano e rooseveltiano; cerchi un largo consenso in Parlamento;  si dimetta a vada subito ad elezioni, se non riesce ad attuare rapidamente riforme e provvedimenti significativi ed incisivi (articolo del 7-14 febbraio 2014, clicca per leggere)

“COSA FARE PER L'EUROPA? APPELLO AI GIOVANI (E AI MENO GIOVANI)” di Daniele Cavaleiro (articolo del 29 marzo-16 aprile 2014, clicca per leggere)

La bolla elettorale e la dispotica insipienza di Matteo Renzi e compari (articolo del 14 giugn0 2014, clicca per leggere).

A consuntivo di queste riflessioni intorno alla necessità di un New Deal europeo, consigliamo vivamente Matteo Renzi di non perdere questa sua ultima occasione- dare retta alle esortazioni di Luciano Gallino e alle nostre- per non dover, fra pochi mesi o pochissimi anni (i bluff, si sa, hanno durata limitata), trovarsi miseramente nella polvere, tra sputi, calci e pomodori in faccia.
Per parte nostra, siccome siamo convinti che sia finito il tempo delle sole analisi (per quanto preziose e indispensabili onde orientarsi nel complesso mondo contemporaneo globalizzato), ribadiamo che ci impegneremo - insieme ad altri cittadini italiani ed extra-italiani - in modo nuovo e più visibile, a partire dalle prossime ore, secondo la traiettoria indicata in

“La nascita dell’Associazione “Eleanor Roosevelt” destinata a promuovere un nuovo paradigma politico, sociale ed economico”, articolo del 26 giugno 2013 (clicca per leggere)

14 luglio 2013: GOD presenta i primi lavori preparatori per la nascita dell'Associazione "Eleanor Roosevelt" (clicca per leggere)

L'Associazione Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal e Democrazia Radical Popolare (clicca per leggere),

DRP commenta “Parte da Gioia Tauro l‘associazione culturale ‘Eleanor Roosevelt’”, articolo del 22 luglio 2013 by Caterina Sorbara per APPRODO NEWS (clicca per leggere)

“Associazione ‘Eleanor Roosevelt’: riflessioni ad alta voce”, articolo del 21 luglio 2013 by Francesco Salistrari per MEMORANDUM DI UNO SMEMORATO (clicca per leggere),

“Associazione ‘Eleanor Roosevelt’: riflessioni ad alta voce”, articolo del 21 luglio by Francesco Salistrari riportato su IL MORALISTA (clicca per leggere).

GOD, l'Associazione "Eleanor Roosevelt", Francesco Salistrari e il Moralista (clicca per leggere),

AUTUNNO 2013:  DRP e GOD ripartono insieme agli italiani con la costruzione dell’ Associazione “Eleanor Roosevelt” (clicca per leggere),

La necessità storica - per l Italia e l’Europa - della nascita dell’Associazione Eleanor Roosevelt (clicca per leggere)

Introduzione operativa all’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal” (a cura di DRP) (clicca per leggere)

Prolegomeni alla costituzione dell'Associazione Eleanor Roosevelt (clicca per leggere),
presentiamo e rilanciamo quanto espresso in

“Tutta la comunità che orbita intorno a “Il Moralista” è chiamata ad operare fattivamente per la buona riuscita dell’Associazione “Eleanor Roosevelt”, articolo del 23 gennaio 2014 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere),

Massoneria democratico-progressista nel 2014. Quello che gli altri si aspettano che faccia e le iniziative che GOD intende promuovere dall'interno di essa. Parte 1 del 22 gennaio 2014 (clicca per leggere)

GOD presenta e rilancia “Tutta la comunità che orbita intorno a “Il Moralista” è chiamata ad operare fattivamente per la buona riuscita dell’Associazione “Eleanor Roosevelt” (clicca per leggere).

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 25-30 giugno 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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