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DRP: Giorgio Napolitano e Mario Monti si vergognino, si scusino e si dimettano, cessando di invocare governi consociativi, tecnocratici e anti-democratici anche per il 2013

 

 

 

 

L’ultimissima barzelletta che circola nell’ambiente politico-mediatico italiota è quella che parla di crisi pilotata per un Monti bis (per che fare di diverso da quello che si sta facendo, in pregiudizio degli italiani?), oppure per andare ad elezioni a novembre 2012.
Con la risibile (ancora stiamo sghignazzando) motivazione, questa seconda ipotesi, che sei mesi di prolungata campagna elettorale potrebbero nuocere all’economia italiana…
Ah, ah, ah…
Questa battuta fa il paio con la grottesca affermazione del Premier Monti, secondo cui lo spread s’innalza perché i partiti sono in disaccordo sul futuro politico dell’Italia…
Insomma, nonostante i partiti della maggioranza trasversale (e infame) che sostiene l’attuale esecutivo montiano abbiano ancora l’altro giorno votato in modo asinino, acritico, stoltamente ubbidiente e suicida, approvando il fiscal compact, l’ineffabile Monti non trova di meglio che esternare il proprio auspicio di un pensiero unico politico ancora più unico e tetragono dell’attuale.
Ma la democrazia liberale, da sempre, tranne che nei deliri onirici dei tecnocrati e dei loro servi consociativisti, è fatta di dialettica sanamente conflittuale tra maggioranze e opposizioni, non di larghe maggioranze che ubbidiscano senza fiatare, da destra a sinistra, ai diktat autoritari del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio, a loro volta ispirati da Berlino, Francoforte o Bruxelles, il tutto sopra le teste dei popoli europei e persino sopra quella del Parlamento di Strasburgo.

Al netto di queste considerazioni, pur essendo Mario Monti un personaggio vile, infame, infingardo e traditore della sua stessa patria (le cui cattive misure di governo peseranno come macigni sul futuro di intere generazioni di italiani ed europei), trovi un momento di onestà intellettuale e ammetta senza arrampicarsi sugli specchi quello che tutti possono constatare: le misure governative “salva-Italia” e “cresci-Italia” hanno prodotto solo un costante e inesorabile aggravamento del sistema economico e sociale della Penisola.
Tutti gli indicatori concreti lo attestano in modo inequivocabile: dallo spread con i titoli tedeschi alla disoccupazione, dalla recessione al calo dei consumi e del potere di acquisto delle famiglie, dalla restrizione del credito al fallimento delle imprese e al suicidio di imprenditori e lavoratori, dal dramma pasticcione con gli esodati al peggioramento dei servizi pubblici, dalla inconsistenza delle misure caldeggiate in “Europa” per porre rimedio alla crisi alla salvaguardia dei privilegi dei soliti noti e a diversi scandali (evasione fiscale, nepotismo, conflitto di interessi) che hanno coinvolto e coinvolgono i membri dell’esecutivo tecnico proposto/imposto dall’euro-tecnocrazia e dal Quirinale.
Se Mario Monti fosse una persona seria e sobria (ma invece si tratta di un istrione maligno, bugiardo e masnadiero, vanesio e narciso più di Berlusconi nel suo attaccamento al potere e alle poltrone, insofferente di critiche e dissensi come ogni personalità dispotica, presuntuosa e arrogante), dovrebbe dimettersi immediatamente, scusandosi con gli italiani per il palese e nefasto insuccesso della sua azione di governo.
Invece, con rara faccia di bronzo e impudenza, non solo Mario Monti rimane attaccato alla sua poltrona come un parassita all’animale ospite, come un vampiro alla sua preda, ma si concede anche il lusso e la prepotenza di voler ipotecare il futuro politico dell’Italia dal 2013 in poi.
E’ quanto emerge chiaramente da sue recenti comunicazioni, riportate ad esempio in:

“Crisi, Monti: alto spread delude, partiti siano responsabili”, lancio del 20 luglio 2012 dell’Agenzia di Stampa REUTERS (clicca sopra per leggere).

Nelle stesse ore gli faceva eco un ineffabile Giorgio Napolitano, nel corso della consueta cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare.
In poche e vibranti parole, il Presidente Napolitano mandava in quell’occasione un chiaro messaggio a tutti i partiti dell’arco costituzionale, il cui senso era lo stesso della prospettiva delineata da Monti: anche dopo il 2013 formate delle maggioranze consociative trasversali, mettete in soffitta la normale dialettica parlamentare e, in nome di quella coesione nazionale e di quell’ ineffabile interesse superiore (che ha prodotto centinaia di migliaia di esodati e sta mandando in bancarotta quella che un tempo- all’epoca della lira e dell’inflazione pilotata – era una nazione prospera) cui bisogna inchinarsi facendo il sacrificium intellectus, sostenete un esecutivo che prosegua le (suicide) politiche montiane a base di rigore e austerità (ben visibili) e crescita (invisibile e introvabile).

Orbene, ci dispiace tanto per quelli di NOI di DRP (magari appartenenti anche all’area di GOD) che la pensano diversamente, ci dispiace pure per il nostro leader Gioele Magaldi (il quale nutre una residua simpatia per Napolitano, dettata da una certa sintonia filo-risorgimentale e dalla stima per il modo in cui il Presidente si era comportato durante la crisi libica del 2011 e nella prima parte del suo settennato), ma molte cittadine e cittadini simpatizzanti di Democrazia Radical Popolare (a nome dei quali questo articolo è scritto) ritengono che anche l’attuale inquilino del Quirinale dovrebbe scusarsi con gli italiani e dimettersi prima della scadenza naturale del mandato.
Scusarsi per l’ipoteca consociativa e tecnocratica che anche LUI vorrebbe imporre ai rappresentanti della sovranità del popolo oltre il 2013; scusarsi per il modo becero in cui ha gestito il problema “Mancino”, in polemica inescusabile con la Procura di Palermo e con il diritto degli italiani di sapere da chi e perché sia stato ucciso Paollo Borsellino ; scusarsi per non aver avuto il coraggio e la dignità di dire : “pubblicate pure il testo delle intercettazioni che mi riguardano. Non ho nulla da nascondere e nulla di cui vergognarmi” ; scusarsi per essersi sfacciatamente occupato della tutela meschina della sua persona e di quella di Nicola Mancino, invece di dedicare un minimo di attenzione a cittadini martoriati e vessati dalla Mala Giustizia e dalla Corruzione di Pubblici Ufficiali: ci riferiamo al caso della povera Ginevra Amerighi e della sua figlioletta Arianna Mangifesta, di cui si parla in

Invito n° 2 (2-5 luglio 2012) di Grande Oriente Democratico al Presidente Giorgio Napolitano, al CSM, al Ministro Severino, al Procuratore Capo di Roma Pignatone, affinché intervengano nello scandaloso caso giudiziario di Ginevra Amerighi (clicca sopra per leggere)

Dossier Ginevra Amerighi. Uno scandaloso caso di Mala Giustizia italiana  (clicca sopra per leggere).

Per tutte le ragioni elencate, molti simpatizzanti di Democrazia Radical Popolare (di cui ci facciamo portavoci in questa occasione) chiedono non soltanto le dimissioni del masnadiero bugiardo e falsario Mario Monti, ma anche – checché ne pensi persino il nostro leader Gioele Magaldi – quelle di Giorgio Napolitano, responsabile politicamente di aver avallato e di continuare ad avallare il fallimentare “esecutivo dei tecnici”; responsabile di prospettare anche per il Parlamento futuro delle soluzioni anti-democratiche di consociativismo tecnocratico, in spregio della sovranità popolare; responsabile di aver pensato ultimamente solo ai suoi affari personali (vedi le comunicazioni con Mancino) invece che ad un ruolo di difesa e tutela dei cittadini più deboli, come avrebbe potuto agevolmente fare occupandosi seriamente del “Caso Ginevra Amerighi”.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 23 luglio 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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