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DRP: Cercasi (invano) Nuovo Franklin Delano Roosevelt e Coalizione Progressista per Nuovo New Deal in Italia, in Europa, in Occidente e nel Mondo. Mentre in Germania, nel 2013, si sfideranno (per modo di dire) l’anti-keynesiano sedicente socialdemocratico Peer Steinbrück e l’anti-keynesiana Angela Merkel

 

 

 

 

A distanza di diversi giorni, desta ancora un misto di sconcerto e ridarella il fatto che, durante il confronto televisivo su SKY TG24, richiesti su quale fosse un punto di riferimento per loro nella storia della sinistra, Bersani, Vendola e Renzi abbiano risposto rispettivamente “Papa Giovanni XXIII/alias Angelo Roncalli”, “ il Cardinale Carlo Maria Martini”, “Nelson Mandela”.
Quanto a quest’ultimo, si tratta senz’altro di un grande uomo politico del Novecento, ma la sua cifra è apprezzabile soprattutto per la titanica e benemerita lotta anti-apartheid e per la moderazione equilibrata con la quale, una volta giunto al governo del Sudafrica (1994-1999), seppe gestire la conciliazione nazionale tra neri emancipati ed ex segregazionisti.
Per il resto, se da un lato Mandela si dichiarò più volte amico e “compagno” di dittatori come Fidel Castro e Mu’ammar Gheddafi, non ci sembra che si sia dimostrato un esempio di statista particolarmente memorabile per le politiche sociali (anzi è stato molto criticato per i ritardi e le manchevolezze della sua azione in questo ambito), fallendo per di più nelle contromisure rispetto alla diffusione dell’AIDS nel suo Paese (cosa sulla quale lo stesso Madiba fece in seguito pubblica ammenda).
Non si capisce, quindi, in che senso Matteo Renzi abbia voluto indicare Nelson Mandela come un esempio possibile cui ispirarsi.
In effetti, che cosa c’entra l’esperienza sudafricana novecentesca di Mandela con le problematiche italiane ed europee del XXI secolo?
Forse, Renzi ha saputo dai suoi amici dell’alta finanza massonica reazionaria (travestiti da “neo-laburisti”) che in Italia è previsto un ritorno alla schiavitù e alla segregazione socio-economica de facto per molti appartenenti agli ex ceti medi e a quelli subalterni, e in questo senso si è voluto proporre come colui che guiderà questi ceti verso una nuova emancipazione da questo nuovo tipo di apartheid che i suoi stessi amici dei grandi fondi di investimento stanno contribuendo a creare…
Invece, nel caso di Bersani e Vendola, pensiamo che saranno stati felici i Massoni di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com) nell’apprendere che questi due sedicenti leader di centro-sinistra abbiano indicato nel Massone progressista Angelo Roncalli (poi Papa Giovanni XXIII) e nel Massone progressista Carlo Maria Martini due punti di riferimento nella “storia della sinistra”…
Ma, si domanderanno anche gli stessi Liberi Muratori di GOD, un conto è riconoscere lo spessore innovativo e illuminato di due Fratelli che hanno operato per il Bene e il Progresso dell’Umanità dal di dentro della Chiesa Cattolica (sui particolari in proposito, si veda il libro di Gioele Magaldi, MASSONI. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore, di imminente uscita), un altro è indicare dei personaggi direttamente riconducibili al milieu ideologico-politico della sinistra democratica in ambito secolare e non ecclesiastico.
E qui viene fuori il problemino culturale non da poco degli “ex-compagni” Pierluigi Bersani e Nichi Vendola.
Entrambi sono nati e cresciuti in quel Partito Comunista Italiano (PCI) che si autodefiniva di sinistra, ma i cui massimi capi carismatici di riferimento, italiano ed internazionale, erano stato tutto tranne che dei “democratici”, in Italia adattandosi alle istituzioni liberal-democratiche, parlamentari e fondate sullo stato di diritto solo come espediente tattico per realizzare un giorno la “Rivoluzione proletaria”.
Da Lenin a Stalin, da Trotsky a Kruscev, da Fidel Castro ad Ernesto Che Guevara, da Gramsci a Togliatti e persino a Berlinguer (fautore dell’Austerità in salsa anti-capitalista e dell’Eurocomunismo, non della socialdemocrazia europea o del socialismo liberale…), nessuno deve essere apparso adatto alla bisogna a Bersani e a Vendola, desiderosi come ogni politicante italiano di blandire un generico “mondo cattolico” per un verso, e per l’altro di trascendere l’album di famiglia in camicia rossa e pugno chiuso alzato.
A nessuno, ovviamente, né al sindaco rottamatore, né al cattolico devoto della Madonna di Sovereto patrona di Terlizzi in Puglia, né al proletario figlio di benzinaio onorato di baciare la sacra pantofola dei tecnocrati classisti Monti e Draghi, è venuto in mente di evocare gli unici nomi giusti da usare come vessillo per una Coalizione Progressista del XXI secolo: Franklin Delano Roosevelt, Eleanor Roosevelt, John Maynard Keynes. O, per restare all’Italia, quei coraggiosi socialisti liberali che si chiamavano Leonida Bissolati, Piero Gobetti, Filippo Turati, Claudio Treves, Giacomo Matteotti, Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi, Roberto Tremelloni, etc…

Perciò, mentre invitiamo Renzi e prendere con sé il “rottamato” Veltroni e a partire per un lungo (il più possibile, ci rivediamo fra qualche decade, magari…) viaggio nell’Africa nera, fino a giungere in Sudafrica per omaggiare Mandela; mentre consigliamo a Vendola e a Bersani di riordinare alquanto le idee sulla storia della sinistra democratica (laica) e sui suoi “campioni”, istituiamo anche una “ricompensa simbolica” che accompagni questo annuncio:

 

“Cercasi (invano) Nuovo Franklin Delano Roosevelt e Coalizione Progressista per Nuovo New Deal in Italia, in Europa, in Occidente e nel Mondo. Ricompensa offresi”

 

CERCASI, perché al momento, nella sgangherata e subalterna ideologicamente (all’Agenda Monti) “Alleanza dei Progressisti e dei Democratici” che sarà capeggiata da Pierluigi Bersani con le foglie di fico sedicenti socialdemocratiche di Vendola e Fassina e con la sostanza fio-montiana di Letta, Veltroni, Fioroni, Bindi e quant’altri, non si va da nessuna parte.
Per non parlare dell’Europa e del PSE (Partito Socialista Europeo) confluito dal 2009 nel Gruppo Parlamentare Europeo denominato “Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici”…
Chi sarebbero i rappresentanti dei progressisti, socialisti e democratici europei?
Quel cialtrone bugiardo di François Hollande, il quale di recente non ha mancato di far sapere all’opinione pubblica italiana, europea e mondiale di preferire Mario Monti a qualsiasi altro leader italiano in pectore (Bersani incluso)?
Gli epigoni di quell’altro fanfarone fasullo di José Zapatero, che si è tagliato da solo gli attributi e dopo aver introiettato i sacri principi dell’Austerità (senza saper contrapporre alcun paradigma di sinistra socialista e democratica) ha consegnato la Spagna a quel macellaio sociale di Mariano Rajoy?
I pagliacci incapaci e vili del PASOK in Grecia?
Gli eredi del “New Labour” di Tony Blair, la cui afasia e confusione politico-programmatica è un perfetto contraltare alla mediocrità del leader Tory David Cameron?
Quegli autentici masnadieri ipocriti dei socialdemocratici tedeschi, ben rappresentati nel recente passato da personaggi ineffabili e funesti come Gerhard Schröder, e nel presente dal “Club dei finti oppositori alla Merkel” (concordi sulle politiche economiche austere, recessive e depressive di costei e in lizza soltanto per qualche poltrona e per fare al posto della Mädchen il lavoro sporco “per conto terzi”…), fra cui primeggiano quei palloni gonfiati e insulsi di Martin Schulz e  Peer Steinbrück (anti-keynesiano convinto e protervo)?
Quindi, cari concittadini italiani, europei, occidentali e planetari, mettetevi l’anima in pace.
Fintanto che non sarà emerso sulla scena pubblica un “Nuovo Franklin Delano Roosevelt”, con la stessa grinta, determinazione e combattività – accompagnata da adeguato seguito di consensi e mezzi per fare politica- da questa CRISI epocale non ci sarà via d’uscita…solo una via sempre più rovinosa verso l’abisso.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 17-19 dicembre 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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