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DRP, Barbara Spinelli, Altiero Spinelli, l’Europa e quel trombone in mala fede di Eugenio Scalfari

 

 

 

 

Punto di partenza per queste brevissime riflessioni solo le parole in libertà del sempre più stralunato e trombonesco Eugenio Scalfari, vergate per Repubblica e riportate in

“LESA MAESTA’! - IL CORAZZIERE VICARIO SCALFARI SCOMUNICA BARBARA SPINELLI, REA DI AVER FATTO COMUNELLA CON GRILLO E TRAVAGLIO CONTRO RE GIORGIO: “ RICORDATI CHE SEI LA FIGLIA DI ALTIERO SPINELLI!”, pezzo per DAGOSPIA del 15 dicembre 2013 (clicca per leggere).

Avete letto?
Ma che va cercando Scalfari-Barbapapà?
Come si permette di insolentire Barbara Spinelli, una delle penne più lucide e oneste intellettualmente del giornalismo italiano?
Questo vecchio trombone sopravvalutato – già sostenitore di personaggi come Ciriaco De Mita & Company per poi passare tranquillamente all’incensamento in tempi recenti di quel becchino dell’Italia rispondente al nome di Mario Monti e del suo degno compare Giorgio Napolitano- cosa ciancia a proposito di quel galantuomo di Altiero Spinelli?
Sarà forse l’arteriosclerosi avanzata o magari la mala fede inveterata, ma Scalfari si permette l’impudenza di mettere sullo stesso piano l’attuale Europa matrigna, tecnocratica, oligarchica, elitaria e antidemocratica (quella in cui sguazzano compiaciuti personaggi come Monti, Napolitano, Letta, Draghi, etc.) con il progetto limpido di un’Europa democratica quale la immaginava il grande Spinelli.
Perciò, si, Barbara è figlia di un grande uomo, Altiero Spinelli.
E leggendola, con il suo anelito ad una Europa diversa dall’attuale, tutte le persone di onesto sentire riconoscono in lei la stessa nobiltà ideale e la penetrante intelligenza del padre.
Viceversa, leggendo Scalfari, la sensazione è sempre quella di un vecchio e incallito pennivendolo che da decenni mette il suo talento al servizio del potere costituito, abdicando a qualsiasi passione politica e civile autenticamente liberale e democratica.
Del resto, il povero Altiero Spinelli si rallegrerebbe senz’altro del fatto di trovare nel paramassonico Gruppo Spinelli (costituito nel 2010) progressisti autentici del calibro di Amartya Sen, Daniel Cohn-Bendit e altri, mentre avrebbe conati di vomito a sapervi coinvolti individui come Mario Monti, tanto apprezzato proprio da Eugenio Scalfari durante buona parte della sua permanenza a Palazzo Chigi.
Perciò, Scalfari si dia una regolata e, se proprio non può smettere di scrivere parole sgangherate e in mala fede, almeno tolleri che altri – come Barbara Spinelli – possano avere socraticamente/kantianamente il coraggio di voler capire, comprendere e demistificare i sofismi altrui (ad esempio quelli dei tanti che difendono l’Europa cosi com’è, antidemocratica e infeudata a interessi sovranazionali privati), facendo un uso non strumentale e mercenario della propria intelligenza.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 15-16 dicembre 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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