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Con il supporto oggettivo e (speriamo) involontario di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle, l’Italia si appresta a formare un Parlamento balcanizzato che eleggerà Mario Monti al Quirinale e un suo proconsole a Palazzo Chigi

 

 

 

 

Chiariamoci preliminarmente.
Su Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle la nostra posizione è sempre la stessa, espressa in contributi come

Beppe Grillo, il Capitalismo e la Democrazia. Parte I (clicca per leggere)

Democrazia Radical Popolare in Difesa di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio (pur non condividendone per diversi aspetti il progetto e talune idee) (clicca per leggere).

Insomma, confermiamo che da Grillo, Casaleggio & Company ci si può attendere un qualche contributo ad un’evoluzione positiva verso una prospettiva autenticamente progressista e rigeneratrice del tessuto civile e politico italiano, oppure un’accentuazione dei tratti verticistici, populistici e demagogici già profusi a piene mani dal leader genovese e dal suo prezioso consigliori milanese.
Luci ed ombre.
Potenzialità e possibili disillusioni.
Certo, c’è un grosso rischio, avendo in mente le prossime elezioni parlamentari del 2013.
Il rischio è che il Movimento 5 Stelle colga un successo significativo, eleggendo un bel drappello di senatori e deputati ma, in luogo di utilizzarlo per sostenere una maggioranza progressista che possa mandare in malora l’Agenda Monti con tutti i suoi corollari, si accontenti di lasciarlo a latrare “contro il PDL e il PD meno elle” (come si usa dire nel gergo grillesco), favorendo oggettivamente un nuovo patto consociativo che sarebbe il migliore viatico per l’elezione di Mario Monti al Quirinale e di un qualsivoglia suo proconsole a Palazzo Chigi.
E’ questo quello che vogliono Grillo, Casaleggio e supporters vari?
Non sarebbe meglio mantenersi nettamente differenziati e critici rispetto agli ambienti filo-montiani del PD (da Renzi a Letta a Veltroni, Bindi, Fioroni, etc.), ma cercare comunque un’intesa programmatica con le componenti anti-montiane presenti in larga parte del Partito Democratico, come anche in SEL, IDV e altri soggetti progressisti?
Si dirà che, elettoralmente, al Movimento 5 Stelle conviene presentarsi duro e puro contro tutti, in splendido e sprezzante isolamento.
E sia, anche se sarebbe più autentico e auspicabile un atteggiamento programmatico meno generico e qualunquista, che si dichiarasse indisponibile ad alleanze verso gli attuali partiti corrotti e insipienti, ma aperto a rapporti collaborativi con questi stessi partiti, qualora essi evolvessero in una direzione di significativa rigenerazione ideale e progettuale
Ma il problema vero, temiamo, è che le parole d’ordine che giungono dagli attivisti del Movimento 5 Stelle sono povere di contenuti risolutivi per le sorti del Paese.
Essi sproloquiano di onestà, trasparenza, riduzione dei costi della politica, collegialità delle proposte (anche se poi chi decide veramente è il duumvirato Grillo-Casaleggio, con annessi e connessi), ma nessuno di questi concetti sarà in grado di riportare l’Italia nel consesso delle nazioni più progredite e prospere del Mondo.
Soprattutto, non ci convince l’idea settaria del non-partito con un non-statuto, non ci convince la retorica fasulla del non essere né a destra né a sinistra (sono le scelte concrete che qualificano una identità destrorsa o sinistrorsa, non le dichiarazioni di principio in termini di affermazione o negazione), non ci convince il fatto che il vero e principale appeal della “narrazione grillesca” presso l’elettorato sia lo sbertucciamento e la denigrazione dell’altrui attività di partito o di governo (operazione facilissima da compiere, in tempi di vacche magre e grande rabbia e disillusione popolare), senza aver indicato una prospettiva alternativa e lungimirante né sull’uno né sull’altro piano. Infatti, il Movimento 5 Stelle è governato con pugno di ferro dai suoi due leaders (uno carismatico e istrione, l’altro defilato e sottile, benché micidiale e autoritario nell’esercizio del suo potere), con una eguaglianza tra i militanti che è solo apparente e forse nemmeno più tale, visto che i requisiti minimi per le prossime candidature politiche saranno individuati nella anzianità di militanza (almeno 5 anni), introducendo una differenziazione non sulla base delle idee e delle capacità individuali, ma al contrario fondata su aspetti formalistici come gli anni di devozione fidelizzata in servizio del Movimento e dei suoi guru.
Tuttavia, come abbiamo detto e ripeteremo fino alla nausea, diamo tempo a Grillo, Casaleggio e ai vari attivisti 5 Stelle di serie a o serie b.
Diamogli tempo per strutturarsi, emendarsi da qualche movenza retorica di troppo, e vediamo se sono in grado di crescere come una realtà solida, duratura ed efficacemente propositiva e gestionale in materia di pubblica amministrazione, al di là di menate insopportabili come quelle sui costi della politica, sull’indifferenziata avversione anti-partitica, sul rifiuto del termine onorevole per i deputati, su una tendenziale indisponibilità al confronto pubblico e al contraddittorio con gli avversari (vietata la partecipazione ai talk-show); e al di là di sceneggiate propagandistiche segnate dai torsi nudi e dalle traversate marittime a nuoto.
Intanto, cosi come ci stiamo cimentando nell’analisi del programma elettorale dei “Democratici e Progressisti”, attraverso

Commento n.1 di Democrazia Radical Popolare (DRP) al Patto dei Democratici e dei Progressisti. Carta d'intenti. Documenti sottoscritti il 13 ottobre 2012 da PD-SEL-PSI (clicca per leggere)

e i commenti ulteriori che seguiranno, riserveremo la stessa valutazione critica al Programma del Movimento (clicca per leggere) e ad altri elementi identificativi del progetto grillesco contenuti in

Passaparola - Comunicato politico numero cinquantatre – Beppe Grillo, pezzo del 29 ottobre 2012 per www.beppegrillo.it (clicca per leggere).

Speriamo, in definitiva, che il Movimento 5 Stelle non costituisca il miglior supporto oggettivo all’anti-politica caldeggiata da Mario Monti, da Mario Draghi e da tutti gli altri allegri compari al servizio delle oligarchie sovra-nazionali che stanno uccidendo il sogno europeo democratico e attizzando nuove forme (anch’esse funzionali ai loro disegni) di social-nazionalismo becero e inquietante.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 29 ottobre-1 novembre 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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