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Comunicato ufficiale di DRP: Bersani accetti soltanto un mandato pieno come presidente del consiglio incaricato, per cercare con la calma e il tempo necessari una maggioranza anche in Senato (alla Camera i progressisti e democratici sono già maggioritari, non si dimentichi, da essi non si può prescindere). Altrimenti rinunci e il PD chieda il ritorno alle urne in tempi rapidissimi, eventualmente varando prima una nuova legge elettorale maggioritaria a doppio turno

 

 

 

 

Facendo seguito a quanto scritto in

Democrazia Radical Popolare, turandosi il naso, voterà e farà votare sia PD PSI SEL - Patto dei (sedicenti) Democratici e Progressisti- che RIVOLUZIONE CIVILE E MOVIMENTO 5 STELLE. L'importante è che ci sia una solida maggioranza di deputati e senatori progressisti e riformatori in Parlamento, alla faccia di Mario Monti, Mario Draghi, Angela Merkel, Herman Van Rompuy, Oli Rehn, Wolfgang Schaeuble e Compari (clicca per leggere)

Democrazia Radical Popolare "vince" le elezioni...e rinnova l'esortazione pre-elettorale ad un'intesa progressista e riformista tra PD, SEL, RIVOLUZIONE CIVILE e MOVIMENTO 5 STELLE. Si guardi al "MODELLO SICILIA" (clicca per leggere)

Democrazia Radical Popolare, Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle, il Nuovo Centro-Sinistra (clicca per leggere),

Democrazia Radical Popolare (e amici connessi) dà un consiglio necessario e imperativo a Pierluigi Bersani (se non vuole essere impallinato lungo il cammino, insieme ai “Giovani Turchi”, dai tanti che lo attendono al varco).
A seguito delle consultazioni che si concludono oggi, quando nelle prossime ore il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano deciderà sul da farsi e farà le sue proposte per un incarico di governo, il Segretario del PD accetti tale investitura istituzionale solo come mandato pieno e senza condizioni che non siano quelle di poter trovare, con il tempo e la calma necessari, una maggioranza adeguata anche in Senato.
Infatti è un subdolo circolo vizioso quello di affermare che Napolitano non vorrebbe/potrebbe dare un mandato pieno a Bersani se costui non lo può assicurare preventivamente sul fatto di godere una maggioranza anche al Senato.
Sappiamo tutti che, preventivamente, questa maggioranza non c’è, né sul nome di Bersani né su quello di altri.
Tale maggioranza, va cercata, con tutti quelli che ci stanno, per un governo di scopo che affronti almeno alcune priorità essenziali per il Paese.
Ma per poter essere trovata, questa maggioranza, occorre che Bersani (attuale leader della maggioranza assoluta alla Camera e di quella relativa al Senato) abbia le credenziali giuste per presentarsi a sollecitare la fiducia di senatori esterni al suo gruppo di riferimento.
E a proposito delle priorità essenziali per l’Italia, naturalmente, DRP intende ammonire Bersani (e con lui alcuni suoi collaboratori e alleati, non sempre all’altezza della situazione) sul fatto che esse non coincidono esattamente con le 8 proposte sin qui formulate.
Come scrivevamo qualche giorno fa in

Democrazia Radical Popolare, Beppe Grillo e il Movimento Cinque Stelle, il Nuovo Centro-Sinistra (clicca per leggere):

“…ci limitiamo ad osservare che Bersani e i suoi stanno sbagliando ancora, inseguendo Beppe Grillo e i grillini su questioni marginali e smaccatamente populiste (abolizione/riduzione drastica del finanziamento pubblico della politica, piani anti-casta, enfasi sulla lotta agli sprechi e alla corruzione, etc.), in luogo di mettere al primo posto del confronto la rinegoziazione radicale dei vigenti trattati e accordi Europei (le alternative non sono: questa Europa o nessuna Europa; la parola d’ordine del centro-sinistra non può essere allentiamo solo un po’ i vincoli di rigore e austerità imposti dal connubio eurotecnocrazia e Germania merkeliana con satelliti vari: basta con l’ideologia patetica e suicida del PD, improntata a un malinteso moderatismo cerchiobottista che si esprime in modo stentato e mediocre: allentiamo un po’ qui, facciamo un po’ di cose li, speriamo che vada così là, e cosi via).
Invece, i sedicenti corifei del centro-sinistra italiano dovrebbero perseguire con assoluta forza e coerenza programmatica una nuova narrazione progressista, fermamente ispirata a quanto scriveva Gioele Magaldi già diverso tempo fa in

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 7-9 maggio 2012: "I veri anti-europeisti Merkel, Sarkozy, Draghi, Van Rompuy, Monti, Papademos, Rajoy, etc., agenti e/o ascari della Tecnocrazia, e il Socialismo Liberale per un'Europa unita a sovranità popolare", di Gioele Magaldi (clicca per leggere).


Comunque, anche se non per la maggior parte dei contenuti delle 8 Proposte piddine/bersaniane, apprezziamo (avendolo suggerito platealmente in Democrazia Radical Popolare "vince" le elezioni...e rinnova l'esortazione pre-elettorale ad un'intesa progressista e riformista tra PD, SEL, RIVOLUZIONE CIVILE e MOVIMENTO 5 STELLE. Si guardi al "MODELLO SICILIA", clicca per leggere) il metodo perseguito finora da Pierluigi Bersani, Stefano Fassina ed altri: o si fa una alleanza contingente per un governo di scopo efficiente e riformatore con il Movimento 5 Stelle, oppure si torna a votare.
Niente nuovi inciuci consociativi fra destra, sinistra e centro montiano, a meno che non si tratti esclusivamente di deliberare una nuova legge elettorale maggioritaria a doppio turno (che ha in sé i migliori pregi del sistema maggioritario e di quello proporzionale), per poi procedere speditamente a nuove elezioni.”

Insomma, Bersani vada in Senato e parli ai senatori del Movimento 5 Stelle, ma anche ai senatori leghisti e/o a tutti gli altri senatori in quanto rappresentanti del popolo sovrano senza vincolo di mandato e non in quanto irreggimentati in questo o quel partito, e gli dica con risolutezza:

“Il mio governo, se lo appoggerete, affronterà anzitutto queste priorità: 1) Rinegoziazione dei trattati europei vigenti in modo strutturale, di concerto con la Francia di Hollande (se ci sta) e di altri governi dell’eurozona interessati; e mentre si rinegozia, allentamento “interpretativo” dei vincoli di austerità finora posti in essere. 2) Costituzione di una grande Banca nazionale italiana – a partire dalla Cassa Depositi e Prestiti – in grado di tornare a finanziare attività imprenditoriali e famiglie. 3) Allentamento immediato del suicida vincolo di stabilità per gli enti locali (più che di stabilità bisognerebbe parlare di paralisi mortuaria…), sia per finanziare opere piccole e medie sul territorio, che per saldare i debiti verso imprese e liberi professionisti. 4) Nuova legge elettorale, da definire con sapienza e, se i senatori dell’area “grillina” non sono d’accordo sul sistema maggioritario a doppio turno (ma perché, poi, di cosa hanno paura, aspirando al 100% del consenso?), elaborare –ma in tempi rapidi – un sistema che vada bene, lealmente, per tutti, ma che sia anche in grado di consegnare al Paese, sempre e comunque, indipendentemente da come vadano le elezioni, una solida governabilità, senza rischi di “pareggio” o maggioranze diverse tra una camera parlamentare e l’altra. 5) Legge sul conflitto di interessi che non sia percepita come punitiva per Berlusconi, ma che invece regoli un problema italico che va ben oltre il settore radio-televisivo, pur delicato e importante. 6) Legge sul finanziamento pubblico della politica che sia all’interno di una più generale legge sui partiti, tale da vincolare qualunque rimborso, indennità o percepimento di denari pubblici a un regolamento interno trasparente, democratico, libertario e pluralista. 7) Abolizione dell’IMU e restituzione ai cittadini (altro che “redistribuzione” solo per alcuni, solita proposta mediocre che non emoziona nessuno) di quanto pagato negli scorsi mesi. 8) Abolizione di Equitalia (altro che la generica, farlocca e ambigua dicitura: “rivisitazione delle procedure di Equitalia” ) e promulgazione legislativa di una norma che non legittimi lo Stato a richiedere il pagamento, con o senza mora, di tasse e balzelli vari ai cittadini, se lo stesso Stato non è puntuale con i pagamenti ai suoi prestatori d’opera privati, che spesso non possono pagare le tasse in quanto mandati in rovina dalla morosità delle Istituzioni presso cui vantano crediti. 9) Niente dimezzamento dei parlamentari (con conseguente erosione della base rappresentativa in una prospettiva sempre più oligarchica: meno sono i rappresentanti del popolo, meno il popolo è adeguatamente rappresentato) e niente dimezzamento degli emolumenti di parlamentari, consiglieri regionali, etc. In tempi di crisi, tagliare gli emolumenti significa comprimere ancora i consumi e mandare un messaggio simbolico sbagliato, sempre improntato ad una suicida AUSTERITA’. Piuttosto, si leghi il percepimento di tali emolumenti alla presenza e al lavoro in aula: per ogni assenza e inefficienza, deputati e senatori si vedranno decurtato parte dell’emolumento e delle indennità varie. 10) Sulla Giustizia, invece di cianciare in modo generico e demagogico sulla “corruzione” e i suoi derivati, si potenzino gli organici e i mezzi a disposizione dei Tribunali e si leghino lo stipendio e gli avanzamenti di carriera dei magistrati (ne vanno assunti di più, comunque) al numero di cause civili e penali che riescono a trattare nel corso del tempo. Si fissino tempi certi, più rapidi e perentori per lo svolgimento dei procedimenti civili e penali e, in caso di mancato rispetto di tali tempistiche, i magistrati responsabili siano licenziati in tronco, mentre un pool di magistrati speciali dovrà assumere la gestione dei procedimenti inevasi e concluderli immediatamente. In questo modo, e solo in questo modo, si garantirà il diritto del cittadino ad avere giustizia e ad essere giudicato in modo rapido, per non parlare della rassicurazione concreta che un simile sistema innovativo darebbe alle aziende straniere dubbiose se investire in Italia o meno, visto il cattivo funzionamento attuale dei tribunali. 11) Vanno poi bene i punti 6, 7 e 8 (GREEN/EXTRACOMUNITARI/ISTRUZIONE)  delle precedenti 8 proposte presentate alla direzione del PD, ma vengano integrati con l’istituzione del matrimonio omosessuale sul modello spagnolo, argentino, francese e statunitense (finora vigente in alcuni stati, presto auspicabilmente a livello federale, come proposto da Obama) e non sul modello tedesco; con l’investimento massiccio di risorse per la ricerca e la scuola (non solo qualche pannicello caldo tanto per fare) legato per legge ad una percentuale fissa del PIL italiano, in linea con la media europea ed occidentale, dunque molto più alta di quanto non sia ora. 12) Si dia nuovo fiato all’attività edilizia (con tutto l’indotto economico che questo comporta) tramite un colossale piano di costruzione e ristrutturazione di nuovi istituti carcerari rispettosi delle norme europee e universali sui diritti dell’uomo. In questo modo, da un lato si contribuirà al rilancio di un settore dell’economia (quello edilizio) in crisi funesta, dall’altro si renderà finalmente l’Italia una nazione del “primo mondo”, sottraendo migliaia e migliaia di poveri disgraziati ad una condizione carceraria non solo anti-costituzionale e niente affatto riabilitativa (cosa si riabilita costringendo ad esempio 5 o più persone per 20-23 ore in una cella di due metri per due, quando va bene?), ma addirittura violatrice dei più elementari principi di dignità umana e carità cristiana (per chi ci crede, e oggi si emoziona tanto- a buon mercato – per l’elezione del nuovo papa, ma nemmeno un pensiero dedica ai suoi fratelli in Cristo trattati peggio di bestie nelle carceri italiane: si tratta di “peccatori”, certo, ma pur sempre fratelli e figli dello stesso Dio, per chi ci crede). 13) Si proponga l’elezione al Quirinale di Emma Bonino e la nomina di Marco Pannella come senatore a vita, quale omaggio postumo e dovuto ad una forza politico-civile (i radicali) che per l’ennesima volta (e anche per sue colpe) non è in Parlamento, ma che ha dato all’Italia alcune tra le sue leggi più degne e modernizzatrici, senza le quali saremmo più simili all’Arabia Saudita che agli altri paesi europei. 14) Si mettano in moto le procedure istituzionali necessarie ad introdurre nell’ordinamento italiano l’abolizione del quorum per i referendum abrogativi e l’istituzione di referendum propositivi, in omaggio ad un vero principio di democrazia partecipativa, ad esempio vigente nella iper-democratica e iper-liberale Svizzera.

Questi 14 punti- dovrebbe continuare un Bersani improvvisamente divenuto autorevole, lungimirante e carismatico  (tutto è possibile, nella vita, basta volerlo) “sono solo una piccola parte di quel generale programma di governo che in futuro i progressisti italiani dovranno realizzare per il bene collettivo”.

Naturalmente, come Noi di DRP non ci stanchiamo di ripetere da tempo, l’unica via per rendere un Fronte Progressista (allargato a chiunque ci stia, proveniente da qualsivoglia movimento o partito) italiano vincente a mani basse, è quella che passa per l’interiorizzazione ideologica (ed è falso che le ideologie siano morte: quella democratica, ad esempio, attende ancora di essere declinata autenticamente in modo radicale e popolare) dei contenuti di:

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 7-9 maggio 2012: "I veri anti-europeisti Merkel, Sarkozy, Draghi, Van Rompuy, Monti, Papademos, Rajoy, etc., agenti e/o ascari della Tecnocrazia, e il Socialismo Liberale per un'Europa unita a sovranità popolare", di Gioele Magaldi (clicca per leggere),

nonché per l’interiorizzazione programmatica di

10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi. Da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca per leggere).

Ora, si mettano a confronto gli originari 8 punti bersaniani, che riportiamo qui di seguito:


Lavoro, ambiente, social, insomma. Ecco gli 8 punti che il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha presentato alla Direzione del partito (che li ha approvati in diretta web) da presentare ai grillini per la formazione di un eventuale governo.
1 - CRISI: «Portare il Paese fuori dalla gabbia dell'austerità», con tra l'altro la revisione e redistribuzione dell'Imu.
2 - LAVORO: «Misure urgenti» sul sociale e il lavoro (compresa la «rivisitazione delle procedure di Equitalia»). Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d'impresa. Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie. Programma per la banda larga e lo sviluppi dell'ICT. -Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero. - Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
3 - RIFORME: «Riforma della politica e della vita pubblica», con il dimezzamento dei parlamentari, l'abolizione delle province, la «revisione degli emolumenti dei parlamentari», la legge sui partiti e la riforma della legge elettorale con il doppio turno di collegio. Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province. Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
4 - GIUSTIZIA: «Giustizia e equità», con una legge sulla corruzione, riciclaggio, falso in bilancio, voto di scambio e frodi fiscali.
5 - CONFLITTO D'INTERESSE: Conflitto di interesse, sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e sui doppi incarichi. Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV Legislatura che fa largamente riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.
6 - GREEN: Economia verde e sviluppo sostenibile. Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica. Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo. Piano bonifiche. Piano per lo sviluppo delle smart grid. Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.
7 - EXTRACOMUNITARI: Diritti e cittadinanza. Norme sull'acquisto della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri e per minori nati in Italia. - Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali
8 - ISTRUZIONE: Istruzione e ricerca. Contrasto all'abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie. Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere. Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori

 

con i 14 punti che abbiamo elencato sopra.
Da una tale comparazione si potrà facilmente capire che, se Bersani non otterrà l’incarico e/o, una volta ottenuto l’incarico, non otterrà la fiducia, ciò dipenderà anche dal fatto di essersi attestato sulla mediocrità generica e demagogica di alcuni degli 8 punti (alcuni vanno bene, per carità), invece di averli integrati al lume dei 14 punti che gli abbiamo cortesemente suggerito di interiorizzare.
Analogamente, se dopo l’eventuale fallimento della presente legislatura, Bersani (o chi per lui, in rappresentanza dell’ala più progressista del PD e della coalizione con SEL e il PSI) non dovesse essere ri-eletto alle primarie, ciò sarò dipeso ancora una volta dalla funesta decisione di attestarsi sempre e comunque su un moderatismo cerchiobottista che non appassiona più di tanto nessuno.
Stesso discorso vale per le future elezioni politiche (se presto si tornasse a votare): o il PD si mette in testa di diventare il fulcro di un autentico riscatto progressista per l’Italia e per l’Europa, facendo proprio lo spirito e la lettera delle

10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi. Da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca per leggere),

dopo aver lungamente meditato

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 7-9 maggio 2012: "I veri anti-europeisti Merkel, Sarkozy, Draghi, Van Rompuy, Monti, Papademos, Rajoy, etc., agenti e/o ascari della Tecnocrazia, e il Socialismo Liberale per un'Europa unita a sovranità popolare", di Gioele Magaldi (clicca per leggere),

oppure un Partito Democratico lasciato in mano all’insipienza dei vari Veltroni, D’Alema, Fioroni, Gentiloni, Boccia, Finocchiaro, Letta (ultrà montiano fino a poco tempo fa), Franceschini (quest’ultimo ci era sembrato migliorato, nelle ultime fasi del governo Monti, che aveva alquanto criticato come capogruppo alla Camera, mentre la sua ultima comparsata a Ballarò ci è sembrata letteralmente oscena, con la sua rivendicazione di aver fatto bene ad appoggiare l’esecutivo del Becchino della Bocconi), etc., farà la fine che hanno fatto i vecchi partiti della Prima Repubblica (cioè morirà per morte traumatica o rapida consunzione), senza nemmeno aver mai avuto un minimo della gloria e della funzione storica positiva (fra tante luci e ombre) che invece quei partiti ebbero.
Meditate, cari amici del PD e dintorni.
E mediti anche Giorgio Napolitano, senza inventarsi abusivi e deleteri “governi del Presidente”, dopo la pessima prova data con l’incarico al Governo Monti del novembre 2011.
Quanto al baldo Matteo Renzi, di lui ci occuperemo a breve, mostrando come e perché sia appoggiato, a livello nazionale e soprattutto internazionale, da quegli stessi ambienti massonici reazionari e conservatori che, dall’autunno 2011, hanno imposto il Massone contro-iniziato (definizione dei Fratelli di Grande Oriente Democratico, www.grandeoriente-democratico.com) Mario Monti come avvoltoio con delega alla distruzione scientifica del sistema economico italiano.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 17-22 marzo 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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