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Commento n.1 di Democrazia Radical Popolare (DRP) al Patto dei Democratici e dei Progressisti. Carta d’intenti.  Documenti sottoscritti il 13 ottobre 2012 da PD-SEL-PSI

 

 

 

 

Cominciamo a vedere da vicino i contenuti del Patto dei Democratici e dei Progressisti. Carta d’Intenti(clicca per leggere), pubblicati anche sul sito ufficiale del Partito Democratico (www.partitodemocratico.it).

Tale Carta d’Intenti si articola in 10 voci ed è preceduta da una introduzione, intitolata “Italia Bene Comune”.
Questa Introduzione è interamente condivisibile.
Essa, infatti, parla di un progetto sociale

“di pace, di libertà, di eguaglianza, di laicità, di giustizia, di progresso e di solidarietà.”

e intende

“Rilanciare l’unità e l’integrazione politica dell’Unione Europea”

ribadendo con fermezza che

“Il nostro posto è in Europa. Noi collocheremo sempre più saldamente l’Italia nel cuore di un’Europa
da ripensare su basi democratiche.”

Assume particolare rilevanza, poi, la considerazione che occorra

“guidare l’economia fuori dalla crisi. Ridare
autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica”

perché si vuole

“che il destino dell’Italia sia figlio della migliore civiltà europea e vogliamo sentirci vicino a
chi nel mondo si batte per la libertà e l’emancipazione di ogni essere umano.”

I successivi 10 punti di questa Carta d’Intenti trattano di:

  1. Democrazia
  2. Europa
  3. Lavoro
  4. Libertà
  5. Uguaglianza
  6. Sapere
  7. Sviluppo sostenibile
  8. Beni comuni
  9. Diritti
  10.  Responsabilità

 

Sulla Democrazia (punto 1) vengono fatte preliminarmente le seguenti considerazioni:

“Dobbiamo sconfiggere l’ideologia della fine della politica e delle virtù prodigiose di un uomo solo al comando. Per noi il populismo è il principale avversario di una politica autenticamente popolare.”

Bene, sottoscriviamo.

Poi, però, comincia la solita esposizione generica e parolaia, densa di luoghi comuni, che difficilmente potrà fare breccia in quei cittadini che siano abituati da anni a leggere vacue dichiarazioni pre-elettorali, senza alcune effettiva consistenza politica.
Ci sembra ordinaria amministrazione, scontato “minimo sindacale” programmatico (ci mancherebbe pure) l’invocazione della legalità, l’avversione ai corrotti e ai violenti, il contrasto delle mafie e dei reati contro l’ambiente, il sostegno agli organi inquirenti, etc.
Ma se l’attuale coalizione dei Democratici e dei Progressisti vuole davvero essere presa sul serio, deve iniziare a dire ai cittadini come intenda combattere la corruzione e le mafie, come salvaguardare e valorizzare il patrimonio ambientale italiano, quanti soldi e mezzi in più degli attuali assicurare alle forze di polizia e agli organi inquirenti per consentirgli di svolgere meglio il loro lavoro.
Infatti, per il momento, ci risulta che il Partito Democratico (che ci piacerebbe fosse l’architrave della nuova coalizione di centro-sinistra), ambiguo e colpevole sostenitore in Parlamento del Governo del masnadiero Mario Monti, non soltanto non ha tirato fuori provvedimenti da proporre/imporre a tale esecutivo in materia di lotta più efficace alle mafie o di valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente; non soltanto non ha inciso significativamente su un cambio di paradigma culturale e normativo efficace contro i fenomeni corruttivi (altro che la inutile legge anti-corruzione appena licenziata…); ma nemmeno si è opposto in modo risolutivo al progressivo depotenziamento (in corso da anni) delle risorse a disposizione delle forze dell’ordine e della magistratura per combattere il crimine, organizzato e non.
Consigliamo ai redattori della Carta d’Intenti e ai loro massimi danti causa, dopo aver fatto ammenda della propria ignavia pluriennale su questi temi, di circostanziare il tipo di misure e proposte concrete che hanno in mente per conseguire gli obiettivi troppo semplicisticamente esposti al pubblico plauso.
Altrimenti, il rischio è quello di ritenere che si possa pervenire alla captatio benevolentiae dell’elettorato solo perché ci si proclama buoni, giusti, progressisti, onesti e magari sostenitori della pace nel mondo.
Non funziona più così, e gli elettori sono stanchi di tiritere tautologiche e pseudo-edificanti che puzzano lontano un miglio di presa in giro e velleitarismo.
Procediamo nell’analisi.
Si parla di Riforma dell’assetto istituzionale e non si riesce ad uscire dalla solita, inconcludente, genericità.
I sottoscrittori della Carta d’Intenti si dichiarano favorevoli a

un sistema parlamentare semplificato e rafforzato (come? Che vuol dire concretamente?)
un ruolo incisivo del governo (come? Con quali nuove prerogative rispetto ad oggi?)
la tutela della funzione di equilibrio assegnata al Presidente della Repubblica (cioè? Cambierà qualcosa oppure no dei suoi poteri?)
un federalismo responsabile (caspita! E chi è che lo vuole irresponsabile, almeno nelle dichiarazioni?) e bene ordinato (sic! Che vuol dire?) che faccia delle autonomie un punto di forza dell’assetto democratico e unitario del Paese (bla, bla, bla, la supercazzola brematurata, con scappellamento a sinistra…)

Non ci siamo.
Queste sono formulazioni da vecchi tromboni, non progetti per un nuovo, efficace e limpido governo della Repubblica italiana.
Tralasciando gli altri slogan (questi si populistici e insignificanti se sottoposti ad un pur modesto sguardo critico), poniamo in evidenza l’ennesima proposta (quante volte reiterata e disattesa dal PDS e poi dai DS?) di

norme stringenti in materia di conflitto di interessi, legislazione antitrust e libertà di informazione.

Evviva!
Ma perché mai l’elettore dovrebbe credere ad un simile proponimento, se esso viene soltanto enunciato e non già illustrato in termini di precisa proposta di legge, anche sommariamente riassunta nei suoi tratti qualificanti?
Perché mai stavolta si dovrebbe credere che verrà realizzata una normativa anti-trust e anti-conflitto di interessi che l’Italia attende invano da decenni?
Risulta poi grottesca la voce riguardante la Riforma dei partiti, affiancata alla riduzione del finanziamento pubblico.
Invece di accodarsi ai demagoghi e populisti di destra, centro e sinistra che hanno incassato per anni e anni lauti finanziamenti pubblici senza farne buon uso, si segua il consiglio che DRP offriva già diversi mesi orsono: il finanziamento ai partiti sia mantenuto sostanzioso come e più di ora, ma sia subordinato ad una legge ferrea e rigorosa che disciplini in senso pluralistico, trasparente e democratico il funzionamento interno di tutte le associazioni politiche (e politico-culturali). Ciò, obbligandole per di più a investire i denari pubblici ricevuti in formazione civica e politologica, oltre che in iniziative di indubitabile interesse collettivo, fatta salva la quota di denari necessari per esigenze di organico e servizi legati alle sezioni locali e centrali dei partiti/associazioni in questione.

Insomma, questo punto 1 (titolo: “Democrazia”) del “Decalogo” programmatico che costituisce la Carta d’Intenti del Patto dei Democratici e dei Progressisti, se vuole essere credibile va quanto prima integrato con ragionamenti concreti e operativi.
Poco importa se tali ragionamenti saranno inseriti ampliando ufficialmente il suddetto punto 1, oppure per mezzo delle dichiarazioni pubbliche dei vari esponenti di punta della coalizione di centro-sinistra che aspira al governo del Paese.
Per parte nostra, proseguiremo con altri contributi nell’analisi della cosiddetta Carta d’Intenti, operando con il medesimo spirito critico costruttivo già indicato in

DRP: Bersani, Renzi, Vendola, Fassina, bene così, tra sana dialettica, pluralismo e proposte alternative all'Agenda Monti. Ma si inviti anche Di Pietro a partecipare alle primarie di coalizione (clicca per leggere).

Inoltre, anche per fornire nuovi e sempre più adeguati strumenti progettuali definiti e concreti a Bersani, Vendola, Nencini & Company, pubblicheremo nelle prossime ore il testo relativo alla quinta delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca per leggere), e cioè quella che offre rimedi non aleatori

Contro i Monopoli e i Conflitti d'interesse.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 15-19 ottobre 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it