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Commento di DRP a “Venti anni di decrescita chiamata ‘fiscal compact’”, articolo del 20 luglio 2012 per KEYNES BLOG e a “Il gioco delle parti tra Monti e Merkel sugli Eurobond”, pezzo del 23 luglio 2012 per KEYNES BLOG ripreso da un articolo del 12 luglio di Domenico Mario Nuti

 

 

 

 

Ci è sembrata molto appropriata e opportuna la pubblicazione di

"Venti anni di decrescita chiamata 'fiscal compact'", articolo del 20 luglio 2012 per KEYNES BLOG. (clicca sopra per leggere).

D’altronde, quei cialtroni, incompetenti e asini matricolati che hanno approvato il cosiddetto fiscal compact sono quegli stessi parlamentari felloni cui ci rivolgevamo qualche mese fa in

DRP: Domande del 9 marzo 2012 ai Parlamentari Felloni e Insipienti (specie a quelli sedicenti progressisti ) che hanno approvato il Pareggio di Bilancio Costituzionale, che si sono lasciati commissariare dalla BCE e dal Duumvirato Merkel-Sarkozy, che si sono dimostrati subalterni alla scolastica dogmatica neoliberista, che hanno condannato generazioni di italiani alla crisi dei consumi e delle imprese, alla disoccupazione galoppante, alla decrescita e all’ingiustizia sociale e infine alla recessione-depressione e alla caduta in discesa libera del PIL (clicca sopra per leggere)

e in

DRP: Domande del 10-11 marzo 2012 ai Parlamentari Felloni e Insipienti (specie a quelli sedicenti progressisti ) che hanno approvato il Pareggio di Bilancio Costituzionale (clicca sopra per leggere).

Costoro, alti traditori insieme al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell’interesse degli italiani (e degli europei, pro quota), un giorno risponderanno dinanzi al tribunale della Storia (e magari anche dinanzi a qualche tribunale del popolo, non eversivo-terrorista come quelli delle BR, bensì rivoluzionario in senso democratico) di questi anni e anni di catastrofe economico-sociale che hanno preparato per la maggioranza degli abitanti della Penisola, seguendo tutti -come sorci vili e impazziti- i Pifferai magici di Francoforte, Berlino e Bruxelles.

Comunque, complimenti al lavoro della Redazione di KEYNES BOG (www.keynesblog.com), per l’ottima qualità dei contributi pubblicati.

A proposito di un altro articolo,

“Il gioco delle parti tra Monti e Merkel sugli Eurobond”, pezzo del 23 luglio 2012 per KEYNES BLOG ripreso da un articolo del 12 luglio di Domenico Mario Nuti (clicca sopra per leggere),

che i redattori di KEYNES BLOG hanno messo in evidenza, mutuandolo dal Sito www.sbilanciamoci.info, ne vorremmo nel contempo sottolineare l’utilità (per le corrette e raffinate analisi ivi contenute in generale) e però anche gli elementi di distanza dalla nostra prospettiva programmatica per il futuro dell’Europa.

Sbaglia, a nostro avviso, l’ottimo Domenico Mario Nuti, nel ritenere la proposta degli Eurobond irrealistica e anche penalizzante per le economie più virtuose del Vecchio Continente.
Infatti, se il punto di vista non è quello delle oligarchie sovra-nazionali cui nulla importa del futuro dei popoli delle singole nazioni (tedeschi, olandesi e finlandesi, etc. inclusi, perché il crollo dei consumi europei contagerà anche loro) – e su tali oligarchie in rapporto alla Germania, rimandiamo alla lettura di Germania 1933-1938 e 2005-2012. Da Hitler alla Merkel. Cioè quando i tedeschi diventano teste di ponte di esperimenti oligarchici ed egemonici ai danni dei popoli europei - bensì quello del popolo europeo in generale, allora gli Eurobond (in senso radicale e compiuto, né Project Bond né altri simili pannicelli caldi) non potranno che giovare a tutto il sistema economico-finanziario della UE nel suo complesso.
Essi e soltanto essi potranno arrestare la speculazione sui singoli titoli nazionali del tesoro; ed essi e soltanto essi potranno, in una prospettiva neo-keynesiana e neo-rooseveltiana, inaugurare una stagione di crescita legata a grandi investimenti federali europei in infrastrutture e grandi e piccole opere su tutti i territori del Vecchio Continente.
Quanto alla plausibilità e all’utilità risolutiva di provvedimenti “quali l’aumento del fondo del Meccanismo Europeo di Stabilizzazione (Ems), o il riequilibrio e la reflazione dell’economia tedesca.”- che tanto sembrano piacere al prof. Domenico Mario Nuti – ci permettiamo di dissentire.
Non solo si tratterebbe -aumento dei fondi per l’Ems- di una strategia meramente difensiva e di costante e angoscioso inseguimento al rialzo delle pulsioni speculative, con lo stillicidio di dotare tale Ems sempre di nuove risorse (mentre gli Eurobond risolverebbero il problema una volta per tutte), ma appare francamente velleitario auspicare la “reflazione dell’economia tedesca” nei termini in cui lo fa Nuti, cioè proponendo ex abrupto alla Germania (e chi dovrebbe proporlo, mancando una autorità politica europea forte e indipendente dall’influenza di Berlino e dei mandanti di Berlino?) di rinunciare proprio a quella politica mercantilista che costituisce il freno più poderoso a qualsivoglia soluzione della crisi che salvi le altre economie europee.
La realtà è che non ci sono scorciatoie o compromessi al ribasso da perseguire.
Esiste una Via Maestra alla soluzione di questa epocale crisi euro-atlantica e occidentale (e presto destinata a divenire globale) che nasce in Europa (infatti la crisi di origine statunitense del 2007-2008 è legata solo indirettamente a quella esplosa grazie ai gravissimi vizi strutturali e costitutivi dell’eurozona).
Tale Via Maestra passa per la immediata costituzione degli Stati Uniti d’Europa, dotati di un Parlamento europeo pienamente qualificato come assemblea legislativa federale, cui spetti la facoltà di dare la fiducia o sfiduciare gli esecutivi di governo europeo che di volta in volta si formeranno, in conseguenza del voto dei popoli e non della designazione da parte di poteri non elettivi. Occorre poi che la BCE sia subordinata ai poteri politici elettivi di tali Stati Uniti d’Europa e che l’euro sia in tutto e per tutto la moneta sovrana di questo nuovo super-stato, il cui Dipartimento del Tesoro potrà emettere Eurobond per finanziare politiche espansive di crescita e rilancio economico.
In quattro e quattr’otto, assisteremmo alla fine della CRISI e all’inizio di una nuova fase di prosperità economica e armonia sociale da Madrid ad Atene, passando per Roma, Berlino, Parigi e per tutte le altre capitali europee.
Il problema è che chi sta governando BCE, UE e le principali nazioni europee, non desidera la fine della crisi e nemmeno prosperità economica e armonia sociale diffusa.
Quello che desiderano i vari Draghi, Merkel, Van Rompuy, Schauble, Monti, etc. ( e i loro mandanti e fiancheggiatori) è esattamente quello che è stato spiegato per l’ennesima volta in

La Catastrofe europea e occidentale. Grande Oriente Democratico e Democrazia Radical Popolare avevano previsto per tempo (dall'estate 2011) quello che sarebbe accaduto, e l'avevano ribadito anche all'indomani degli stolti commenti ottimisti sul vertice europeo del 28-29 giugno 2012:... (clicca sopra per leggere),

e che sia Noi di DRP che i Massoni di GOD non abbiamo cessato di illustrare dall’estate 2011 ad oggi (in proposito, vedi i tanti contributi pubblicati su www.democraziaradicalpopolare.it e su www.grandeoriente-democratico.com).

Quindi, il gioco delle parti e lo strano siparietto tra Merkel e Monti non riguarda il problema “Eurobond”, ma qualcosa di molto più importante.
Angela Merkel e Mario Monti (con tutti gli altri soliti noti) stanno interpretando (con grande maestria, aiutati però dall’insipienza e dall’asinità della classe politica italiana ed europea, Hollande incluso) una sceneggiatura la cui trama è la seguente: destrutturare tutto il sistema economico europeo (e poi occidentale) al fine di 1) far realizzare colossali profitti agli amici e agli amici degli amici con la speculazione sui singoli debiti sovrani delle nazioni europee 2) far realizzare colossali profitti agli amici e agli amici degli amici  mediante l’acquisto a prezzi di saldo di industrie nazionali pubbliche e private che sono già e sempre più saranno travolte dalla crisi in corso 3) far realizzare colossali profitti agli amici e agli amici degli amici  attraverso la privatizzazione progressiva della maggior parte dei servizi di pubblica utilità nazionali, regionali e locali (infatti, con il rischio default di tutte le pubbliche amministrazioni, si dirà che l’unica via è privatizzare e ancora privatizzare) 4) far realizzare colossali profitti agli amici e agli amici degli amici grazie all’acquisto a prezzi stracciati di immobili statali, che verranno messi celermente in vendita, si dirà, per risanare i conti pubblici 5) infine, trasformare il Vecchio Continente e l’Occidente in una grande “democratura”, dove la sovranità popolare e il classico funzionamento della democrazia liberale saranno messe in stato di sospensione e, per il bene futuro (post-mortem…) dei popoli, il potere verrà monopolizzato da tecnocrazie oligarchiche.

Non c’è da stare allegri.
Nondimeno, come già da Noi auspicato in chiusura dell’articolo

Paolo Borsellino, i PIGS e la facile Macelleria degli interessi della stragrande maggioranza degli italiani e degli europei, gli editorialisti alla Antonio Polito. Morale: quando il popolo è bue o asino, le belve feroci ne fanno scempio senza troppa fatica, che si tratti di stragi impunite o di devastazione socio-economica. Riflessione estiva a cura di Democrazia Radical Popolare (clicca sopra per leggere), e cioè che

“o gli attuali “sudditi” italiani ed europei trovano il coraggio di pensarsi come citoyens, latori di diritti inalienabili al lavoro, alla sicurezza, al benessere, alla felicità e alla sovranità e imboccano la via suggerita in
4 luglio 1776-4 luglio 2012. La drammatica assenza di una coscienza patriottica europea che, al pari di quella massonica statunitense di fine Settecento, proclami una Dichiarazione di Indipendenza dagli Avvoltoi che stanno lacerando e macellando il Vecchio Continente, fingendo di volerlo salvare (clicca sopra per leggere)
e in
14 luglio 1789: Rivoluzione Francese/ 14 luglio 2012: La Piovra Oligarchica che espande i suoi tentacoli globalizzati / 14 luglio 20XX: Rivoluzione Democratica anti-tecnocratica e anti-oligarchica (clicca sopra per leggere),
oppure nessuno si pianga più addosso e si stracci le vesti perché non è riuscito a conoscere la verità sulle stragi di Falcone e Borsellino o perché la sua vita professionale, economica e sociale va a rotoli.
Se non si è citoyen e non si sanno compilare corretti cahiers de doléances (ma invece si invocano le soluzioni suggerite da Antonio Polito o Fabio Scacciavillani o Enrico Letta o Perferdinando Casini e altri simili cortigiani dei padroni del vapore), allora è giusto che si rimanga sudditi.
Ed è altrettanto giusto che i neo-aristocratici appartenenti ad elites spirituali e finanziarie sovra-nazionali facciano scempio di voi e della vostra asinità colpevole e proterva.”,

forse tra qualche anno assisteremo all’uscita di scena (per consunzione e/o morte naturale) degli attuali sudditi appecoronati e passivi di fronte a qualsiasi abuso, e potremo finalmente osservare la nascita di una comune coscienza civile e politica dei popoli europei.
Prima di allora, sappiate che sarà macelleria sociale a gogò e ingegneria neo-schiavile raffinatissima, con la creazione di masse di disoccupati stremati e rassegnati, i quali infine accetteranno le stesse condizioni lavorative dei propri “colleghi” asiatici, africani e sudamericani.

Noi, però, accanto al pessimismo della ragione, conserviamo l’ottimismo combattivo della volontà.
Ed è per questo che riproponiamo anche oggi il seguente contributo:

DRP: Giorgio Napolitano e Mario Monti si vergognino, si scusino e si dimettano, cessando di invocare governi consociativi, tecnocratici e anti-democratici anche per il 2013 (clicca sopra per leggere),

affinché siano sempre più evidenti le responsabilità di coloro che hanno traghettato il popolo italiano (ed europeo, pro quota) alla sicura rovina.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 24 luglio 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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