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Commento di DRP a “Una diversa lotta di classe”, articolo del 22 giugno 2012 by Francesco Maria Toscano

 

 

 

 

Un brevissimo commento ad un articolo che, nel complesso, ci è assolutamente piaciuto.
Il pezzo in questione è

“Una diversa lotta di classe”, articolo del 22 giugno 2012 by Francesco Maria Toscano (clicca sopra per leggere),

pubblicato sul Blog www.ilmoralista.it.

Ci interessava tuttavia chiosare una frase che appare alla fine di questo articolo.
Scrive Francesco Toscano, a proposito dei neo-oligarchi contemporanei e della loro attuale lotta di classe ai danni dei ceti medi e proletari:

“Si tratta di una lotta di classe condotta sapientemente da una aristocrazia di ritorno che punta a disarticolare il sistema capitalistico nel suo insieme, braccio della storia, violento e vendicativo, di quella nobiltà crudele e ingiusta ghigliottinata ai tempi di Robespierre.”

In realtà, Maximilien Robespierre (con i suoi degni accoliti del Comitato di Salute Pubblica che inaugurarono il cosiddetto Terrore giacobino a partire dal 1793) non fece ghigliottinare i nobili crudeli e ingiusti. I più reazionari fra costoro, infatti, dopo circa quattro anni dallo scoppio ufficiale della Rivoluzione francese ( 14 luglio 1789 ), erano già tutti più o meno comodamente in esilio altrove, presso parenti e amici delle aristocrazie europee , tra Gran Bretagna, Spagna, Province Unite, Austria, Prussia, etc., le stesse nazioni che, sotto la guida britannica, formarono nel 1793 la Prima Coalizione contro-rivoluzionaria (aderenti, appunto: Regno Unito di Gran Bretagna, Arciducato austriaco- solo nel 1804 diventerà Impero d’Austria-, Regno di Prussia, Impero Russo, Regno di Spagna, Regno del Portogallo, Regno di Sardegna, Regno di Napoli, Granducato di Toscana, Repubblica delle Sette Province Unite ( Paesi Bassi) e Stato Pontificio ).
Piuttosto, il non-massone Robespierre si premurò di far incarcerare e/o ghigliottinare aristocratici e borghesi di sincera fede liberale, libertaria e democratica (spesso Massoni Rivoluzionari della prima ora), solo perché insofferenti della deriva terroristica, dittatoriale e sanguinaria della Rivoluzione e/o in quanto pericolosi avversari, critici del suo operato dispotico e liberticida.
Così, fra le maglie delle epurazioni odiose e arbitrarie (mediante processi sommari, in spregio a quegli stessi principi dello stato di diritto sanciti dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 26 agosto 1789) ordinate da Robespierre, Saint-Just e seguaci, caddero alcuni dei più benemeriti architetti del percorso rivoluzionario del periodo 1789-1792.
Furono sterminati tutti i principali leaders girondini, tra cui i Massoni Jacques Pierre Brissot e Pierre Victurnien Vergniaud. Fu uccisa Marie-Jeanne Roland de la Platière (nota come la “Musa dei girondini” e colei cui la tradizione attribuisce la celebre frase, pronunciata prima di essere ghigliottinata: “O Libertà, quanti delitti si commettono in tuo nome!”), una patriota girondina coltissima, che aveva animato uno dei salotti rivoluzionari più importanti e progressisti. Appresa la notizia della sua morte, si suicidò anche il marito di costei, il Massone e girondino Jean Marie Roland de la Platière, fino al 1792 ministro degli interni del governo francese. Il Massone e girondino Etienne Clavière, ministro delle finanze nel 1792, si suicidò o fu suicidato in carcere. Il Massone inglese Thomas Paine, già rivoluzionario in America- lo scrittore democratico e progressista dell’epoca più letto tra Europa e Stati Uniti- caro amico di George Washington, Thomas Jefferson, James Monroe, Benjamin Franklin, Gilbert Motier de La Fayette, Jean-Antoine de Condorcet, egualmente fu incarcerato e rischiò la vita per aver osato criticare i metodi di Robespierre e seguaci e per il fatto di essere ideologicamente vicino ai girondini (non fu ghigliottinato e poté sopravvivere in carcere fino alla caduta provvidenziale di Robespierre nel 1794, solo grazie alle pressioni di influenti amici statunitensi). Alla moglie del Massone marchese de La Fayette (eroe della rivoluzione americana e francese, costretto all’esilio dai giacobini, prigioniero dei prussiani e poi degli austriaci, scarcerato solo nel 1797 per ferma volontà del Massone Napoleone Bonaparte, che pose la sua liberazione e consegna come punto preliminare e irrinunciabile degli accordi di Leoben) fu sterminata la famiglia (solo perché aristocratica, benché di tradizione liberale) e comminato il carcere. La coraggiosa Olympe de Gouges (anch’ella probabilissima Libera Muratrice), democratica, libertaria, anti-schiavista, femminista, girondina, autrice della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina del 1791, fu ghigliottinata per espressa volontà di Robespierre, che mal ne sopportava le critiche leali e dirette, nonché l’impegno per l’emancipazione femminile.
E se vogliamo proprio citare il prototipo del tipo di “nobile” fatto (in)giustiziare da quel masnadiero sanguinario e liberticida di Robespierre, converrà evocare il caso del Massone Jean-Antoine-Nicolas de Caritat, marchese di Condorcet, anch’egli incarcerato e indotto al suicidio in carcere oppure brutalmente suicidato. Eppure, Condorcet non era un “nobile crudele e ingiusto”, come quelli che ingenuamente il bravo Francesco Toscano immagina passassero sotto la lama “purificatrice” della ghigliottina di Robespierre.
Jean-Antoine-Nicolas, insieme a sua moglie Sophie de Crouchy in Condorcet (un’altra probabilissima Libera Muratrice, donna bella, affascinante e coltissima, traduttrice di Thomas Paine e Adam Smith, animatrice di un altro dei salotti francesi filosofico-rivoluzionari più in voga) erano stati tra i più severi critici dei privilegi aristocratici. I più avanzati liberali e progressisti di Francia sia in tempi pre-rivoluzionari che dopo gli eventi del 1789; i più moderni ed egualitari sostenitori dell’emancipazione femminile (invocavano pari diritti civili e politici per le donne, una rivendicazione aborrita da Robespierre e seguaci, maschilisti in modo parossistico), tra i più impegnati per l’abolizione della schiavitù dei negri.
D’altronde, dopo aver fatto sterminare o indotto al suicidio il fior fiore dell’intellighenzia liberale e democratica di matrice girondina (nobili rivoluzionari della prima ora inclusi), Robespierre non si peritò di mandare davanti al boia anche esponenti della sinistra montagnarda, fra cui giova ricordare altre due icone rivoluzionarie come George-Jacques Danton e Camille Desmoulins (anch’essi Massoni, della prestigiosa Loggia delle Nove Sorelle).

Tutto ciò, lo abbiamo premesso onde suggerire all’ottimo Francesco Maria Toscano di non associare mai più quel laido macellaio di Maximilien Robespierre (il quale, anticipando quell’altro criminale contro l’umanità che fu Lenin, tentò di realizzare una elite rivoluzionaria di sedicenti “virtuosi”, dispensatori di vita e di morte a loro piacimento e arbitrio) alla presunta punizione di una “nobiltà crudele e ingiusta”.
I “nobili crudeli e ingiusti” furono per lo più abbattuti e/o indotti all’esilio ( senza nemmeno essere giustiziati ) dalla coalizione rivoluzionaria che vide armoniosamente alleati aristocratici ed ecclesiastici illuminati, borghesi e popolani: tutti uniti da quella prospettiva autenticamente progressista, libertaria, fraterna ed egualitaria che caratterizzò i primi anni della Rivoluzione francese, ben prima che il Terrorismo elitario, demagogico e sanguinario di Robespierre divenisse un flagello orribile per tutti i francesi non disposti a piegarsi a questo nuovo tiranno con i suoi cani da guardia.

Raccomandiamo perciò attenzione e acribia storico-ermeneutica all’amico Francesco Maria Toscano – e a tutti coloro che dovessero adoperare impropriamente esempi presi dal passato -, affinché, con qualche involontaria imprecisione in buona fede, non vadano ad indebolire l’impianto eccellente dei loro ragionamenti sull’attualità.
Ragionamenti che, proprio in relazione a

“Una diversa lotta di classe”, articolo del 22 giugno 2012 by Francesco Maria Toscano (clicca sopra per leggere),

abbiamo trovato come sempre acuti, penetranti e ricchi di spessore critico.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 24-26 giugno 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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