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Commento di DRP a “La mia dichiarazione di voto”, articolo by Sergio Di Cori Modigliani per LIBERO PENSIERO

 

 

 

 

Sergio Di Cori Modigliani, di recente chiamato in causa con toni un po’ ruvidi dai Massoni di Grande Oriente Democratico in

Commento di Grande Oriente Democratico a "Non ne può più (figuriamoci noi) e se ne va. Perché? A quale scopo? Qual'è il messaggio?", articolo dell'11 febbraio 2013 by Sergio Di Cori Modigliani per LIBERO PENSIERO (clicca per leggere),

ha scritto a nostro parere un interessante pezzo, una decisa dichiarazione di voto a favore del Movimento 5 Stelle capitanato da Beppe Grillo:

“La mia dichiarazione di voto”, articolo del 21 febbraio 2013 by Sergio Di Cori Modigliani per LIBERO PENSIERO (clicca per leggere).

Come al solito (Di Cori Modigliani è un eccellente retore e prosatore) i toni sono ispirati, fluenti e brillanti, capaci di toccare con arguzia e abilità il cuore, la pancia e financo l’intelletto dei lettori.
Tra l’altro, su diverse questioni Sergio Di Cori Modigliani ha anche ragione, come hanno ragione gli stessi grillini o grillisti, che a buon diritto danno degli zombies, dei malfattori, dei cialtroni e degli incapaci anche un po’ disturbati a tutti quegli esponenti dell’italica classe dirigente che negli anni hanno saputo accumulare ruberie, corruzioni, sprechi, spregio del bene comune e mala gestione della cosa pubblica.
Dove Sergio Di Cori Modigliani, come al solito, incappa in sofismi insopportabili e manipolatori dell’altrui percezione, è invece il seguente passaggio, peraltro molto accattivante e suggestivo sul piano strettamente retorico-estetico:

“Votare per il M5s comporta un salto mentale politico evolutivo.

Vuol dire entrare nel post-Maya.

Vuol dire aprirsi alle categorie nuove dell’all inclusive, come nella pubblicità dei cellulari.

Vuol dire abituarsi al fatto di trovarsi insieme ebrei sionisti con la kippà in testa accanto ad antisemiti con un passato in Casa Pound, sostenitori della diversità multi-etnica accanto a chi odia gli zingari e gli emigrati, ex comunisti staliniani ed ex fascisti mussoliniani, settentrionali e meridionali, massoni e clericali, atei e credenti, maschi e femmine, vecchi e giovani, intellettuali colti e analfabeti arrabbiati, a condizione che tutti, ma proprio tutti NESSUNO ESCLUSO, accettino il principio del riconoscimento garantito della diversità, accogliendo, riconoscendo e comprendendo il bisogno di ogni fragile essere umano di conservare il proprio feticcio di provenienza famigliare, perchè siamo tutti niente di più che piccole formiche spaventate, bisognose di aggrapparsi ai simboli, alle bandiere, ai gonfaloni, agli striscioni, per sentirci parte di qualcosa. E se qualcuno si sente meglio perchè sopra al letto ha la foto di Stalin o di Mussolini, di Togliatti o della Vergine Maria, chi se ne importa, purchè sia chiaro che valgono quanto i santini che certe persone si portano dentro al portafoglio: emblemi di una superstizione necessaria per affrontare il dolore quotidiano dell’esistenza. E niente di più. Perché tutto ciò appartiene a un mondo reale che non esiste più. Il mondo vero, reale, quello del post-Maya ai suoi primi vagiti è un mondo all-inclusive, senza razzismi, senza prevenzioni, senza discriminazioni, senza stereotipi, senza antagonismi, perché punta all’armonia degli opposti, perché supera il divide et impera imposto dal Potere per fondare un’idea sociologica di carattere ecumenico: nessuno per nessun motivo deve essere mai escluso dall’accesso al mercato, dall’accesso all’istruzione pubblica, dalla copertura sanitaria, dall’abbraccio amichevole di una collettività che gestisce e amministra la cosa pubblica nel nome del bene comune.”

 

Abbiamo letto bene?
E quale politica unitaria e coerente potrà svolgere un Movimento che ha tra i suoi sostenitori chi sostiene e lotta per una cosa, accanto a chi sostiene e lotta per il suo contrario?
Sulle questioni di politica estera legate alla querelle israeliano-palestinese, cosa farà o farebbe (in Parlamento e/o in un futuro governo) il Movimento 5 Stelle, visto che i suoi elettori sono tanto ebrei sionisti con la kippah che antisemiti un filino nazi-fascisti?
E cosa farebbe in merito ai diritti civili e al trattamento di immigrati, zingari e minoranze etnico-religiose, se tra i suoi supporters si trovano sia “ cittadini sostenitori e rispettosi della diversità multi-etnica, sia chi odia gli zingari e gli emigrati e i diversi in genere”?
Cosa farebbe il Movimento 5 Stelle in salsa “Di Cori Modigliani” rispetto alle grandi questioni di laicità delle Istituzioni, di riconoscimento di nuovi diritti civili a chi ne sia privo, di lotta all’omofobia e all’ingerenza ecclesiastica impropria sul potere legislativo, esecutivo e giudiziario, se all’origine delle sue fortune elettorali si trovano tanto cittadini laici e libertari, quanto sudditi acritici del Magistero clerical-reazionario propugnato da Santa Madre Chiesa e dalle sue propaggini nella società civile?
Suggerisce con sicumera imperativa l’ineffabile Sergio Di Cori Modigliani che costoro, radicati in questi paradigmi contrapposti, contraddittori e inconciliabili:

“tutti, ma proprio tutti NESSUNO ESCLUSO, accettino il principio del riconoscimento garantito della diversità, accogliendo, riconoscendo e comprendendo il bisogno di ogni fragile essere umano di conservare il proprio feticcio di provenienza famigliare, perchè siamo tutti niente di più che piccole formiche spaventate, bisognose di aggrapparsi ai simboli, alle bandiere, ai gonfaloni, agli striscioni, per sentirci parte di qualcosa. E se qualcuno si sente meglio perchè sopra al letto ha la foto di Stalin o di Mussolini, di Togliatti o della Vergine Maria, chi se ne importa, purché sia chiaro che valgono quanto i santini che certe persone si portano dentro al portafoglio: emblemi di una superstizione necessaria per affrontare il dolore quotidiano dell’esistenza. E niente di più. Perché tutto ciò appartiene a un mondo reale che non esiste più. Il mondo vero, reale, quello del post-Maya ai suoi primi vagiti è un mondo all-inclusive, senza razzismi, senza prevenzioni, senza discriminazioni, senza stereotipi, senza antagonismi, perché punta all’armonia degli opposti, perché supera il divide et impera imposto dal Potere per fondare un’idea sociologica di carattere ecumenico: nessuno per nessun motivo deve essere mai escluso dall’accesso al mercato, dall’accesso all’istruzione pubblica, dalla copertura sanitaria, dall’abbraccio amichevole di una collettività che gestisce e amministra la cosa pubblica nel nome del bene comune.”

Ohibò!
E’ stato compiuto un rito magico-ermetico dal Gran Ierofante Di Cori Modigliani (per conto dei Profeti Grillo e Casaleggio) e non ce ne eravamo accorti?
Qui di parla nientepopodimeno che di “armonia degli opposti”!
Mettiamoci anche l’astrologica e alchemica “quadratura del cerchio” e non ne parliamo più.
In soldoni, Di Cori Modigliani sta dicendo che anche i fanatici, i razzisti, gli xenofobi, gli intolleranti, gli omofobi (e nel Mov. 5 Stelle ce ne sono, anche in pole position, come mostrava divertito un sagace Maurizio Crozza l’altra sera) i seguaci nostalgici di Stalin o Mussolini o di Ezra Pound (fascista come pochi), i clericali bacchettoni devoti senza discernimento della Vergine Maria, etc., dovrebbero come per incanto trasformarsi in individui sobri e moderati, democratici, liberali, libertari, laicamente ispirati, amanti e rispettosi delle diversità altrui (la propria, tutti la difendono, difficile è battersi per la diversità e libertà degli altri), privi di razzismi, prevenzioni, discriminazioni, clericalismi e tanto saggi e maturi da potersi affrancare dalla superstizione, come dei “credenti adulti”.
Caspita!
Ma lo sanno, quei seguaci del Movimento 5 Stelle che sono apertamente fanatici, razzisti, xenofobi, intolleranti, omofobi, mussoliniani, staliniani, clericali che dovranno trasformarsi in altrettanti cantori ed epigoni di Erasmo da Rotterdam, Locke, Lessing, Montesquieu, Voltaire, Thomas Paine, John Stuart Mill, Woodrow Wilson, Piero Gobetti, Eleanor Roosevelt, Martin Luther King, Robert Nozick, e di tutti gli altri protagonisti del pensiero laico, tollerante, pluralista, libertario, democratico, egualitario dell’Occidente?
A sentirli parlare e inveire – con rari avventi di intolleranza, violenza iconoclasta e rabbia erga omnes – ci sembrerebbe proprio di no.
Invece, per quanto riguarda i seguaci del Movimento 5 Stelle che effettivamente (e ce ne sono parecchi) si inscrivono in una tradizione di libertarismo, egualitarismo e laica tolleranza democratica, siamo sicuri che essi siano felici di confondersi con chi “sopra al letto ha la foto di Mussolini, Hitler, Stalin, Ezra Pound o Togliatti”?
Caro Sergio Di Cori Modigliani, forse è meglio dire la verità, nuda, cruda e tutta intera, anche a scapito del lucore iperbolico della tua prosa immaginifica.
E sarebbe anche bene essere consapevoli del carattere autoritario, centralistico e censorio-inquisitorio della governance interna del Movimento 5 Stelle dove, non è vero che uno vale uno e tutti pesano allo stesso modo (Grillo, Casaleggio e altri loro cortigiani di militanza particolarmente servile e fedele sono più uguali degli altri e i dissidenti o i liberi pensatori vengono scomunicati e demonizzati come eretici, con tanto di fatwa formalizzata via etere).
Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle sono, come ogni formazione politica di un certo calibro, ma priva di una limpida strutturazione ideologica e/o di un funzionamento democratico e autenticamente pluralistico, un condensato niente affatto armonico di luci e ombre, di frustrazioni, insoddisfazioni, proteste, proposte, suggestioni utili e disutili, intuizioni feconde e abbagli.
L’armonia viene raggiunta, come in tutti i sistemi autoritari, con l’amputazione di parti non ritenute più idonee al conseguimento degli scopi perseguiti dai vertici gerarchici.
Il dissenso (che non vuol dire, sofista di un Di Cori Modigliani, non rispettare le regole che ci si è auto-imposti come Movimento o che si sono accettate mano a mano che si lavorava insieme, bensì proporne una diversa esegesi e/o un’eventuale modifica) non è permesso.
A ciò si aggiunge, d’altronde, qualcosa di molto utile in sede di campagna elettorale presso una cittadinanza di asini e bovini lunari e infingardi (il popolo italiano) che, nel corso degli ultimi novant’anni, ha prontamente e maggioritariamente acclamato il Fascismo, il Comunismo, la Democrazia Cristiana e il Berlusconismo (molto meglio gli ultimi due dei primi due, ma non parliamo di una società politica matura e avveduta- salvo rare eccezioni- né per quel che concerne il popolo votante, né per quanto riguarda i suoi rappresentanti eletti o nominati).
Cosa è questo qualcosa di molto utile, abilmente compreso dai Gran Manovratori Enrico Sassoon e Gianroberto Casaleggio, e dunque fatto introiettare anche al Portavoce Carismatico Beppe Grillo?
Si tratta della semplice, pedestre, rudimentale e primitiva consapevolezza che, se si vuole ampliare a dismisura il bacino del proprio consenso elettorale, bisogna sostenere che destra e sinistra sono concetti superati, che tutti rubano alla stessa maniera (sono versi arguti e lontani di Francesco De Gregori), che si farà tabula rasa dei politici ladri e di ogni ingiustizia sotto il cielo sub-lunare.
Insomma, siamo alla predicazione della società post-Maya di cui ciancia Sergio Di Cori Modigliani, vate ispirato e un po’ cialtrone, che così conclude la sequenza dei suoi sillogismi difettosi:

“Il mondo vero, reale, quello del post-Maya ai suoi primi vagiti è un mondo all-inclusive, senza razzismi, senza prevenzioni, senza discriminazioni, senza stereotipi, senza antagonismi, perché punta all’armonia degli opposti, perché supera il divide et impera imposto dal Potere per fondare un’idea sociologica di carattere ecumenico: nessuno per nessun motivo deve essere mai escluso dall’accesso al mercato, dall’accesso all’istruzione pubblica, dalla copertura sanitaria, dall’abbraccio amichevole di una collettività che gestisce e amministra la cosa pubblica nel nome del bene comune.”

Tutto molto bello e condivisibile (a parte il fatto che quello che viene chiamato “antagonismi e divide et impera” costituisce la salutare dialettica tra maggioranze e opposizioni latrici di ideologie e programmi diversi e contrapposti in tutte le democrazie liberali. L’alternativa a ciò è il Partito Unico trasversale che congiunge gli opposti e condanna alla marginalità o manda al gabbio, al confino e al camposanto i dissidenti e i non integrati nel sogno New Age dell’era post-Maya…).
Peccato che, al lume di una disamina obiettiva del concreto Programma del Movimento 5 Stelle (per tacere del quoziente intellettivo e delle capacità umane di questi saggi e super-eroi spediti in Parlamento a realizzare il Nuovo Paradiso Terrestre, eterodiretti in modo totalitario da Papà Grillo e Mamma Casaleggio), magari fatta con sobrietà e senza l’entusiasmo indotto da alcool o altre sostanze psicotrope, si arrivi a risultati non dissimili da quelli sintetizzati da Vladimiro Giacché (con attenzione precipua ai temi economici) in

“La ‘Grillonomics’. Analisi del programma economico del MoVimento 5 Stelle”, articolo del 7 febbraio 2013 by Vladimiro Giacché per KEYNES BLOG (clicca per leggere).

Comunque, non tema Sergio Di Cori Modigliani (e con lui i pochi o tanti corifei delle sue narrazioni strampalate ma esteticamente assai gradevoli), il Movimento 5 Stelle, alle imminenti elezioni del 24-25 febbraio 2013 coglierà un grande risultato in termini di consensi.
E se si voterà ancora una volta di qui a tre mesi o un anno o giù di li (per manifesta mancanza di una solida maggioranza di governo), Grillo e i suoi grillini potranno anche raddoppiare i suffragi, ottenendo la maggioranza relativa o, perché no, di questo passo, assoluta.
Sarà stata una giusta nemesi per una classe politica nel suo complesso immonda, indegna, vile, impotente, mercenaria, ruffiana e servile rispetto ai Poteri sovra-nazionali che stanno macellando l’Italia e il resto d’Europa (Germania e Francia sostanzialmente escluse, a parte alcune fasce più deboli della popolazione).
Ma di qui a dire che GRILLO e il MOVIMENTO 5 STELLE (almeno così com’è e come pare intenda continuare ad essere) siano la RISPOSTA ADEGUATA, ce ne corre.
Più onestamente, ci dichiariamo concordi con quanto sintetizzato dai Fratelli di GOD in

Beppe Grillo un po’ Ayatollah autocratico e qualunquista, un po’ Vendicatore necessario del POPOLO SOVRANO (clicca per leggere).

Beppe Grillo e i suoi saranno degli utili rompicoglioni in Parlamento, la coscienza critica iconoclasta, stracciona e plebea di fronte alle nefandezze di una casta politica corrotta, incapace e cialtrona.
Qualcuno si venderà al miglior offerente come già hanno fatto in questa legislatura individui come Scilipoti e Razzi, altri saranno docili strumenti nelle mani di Grillo e Casaleggio, qualche altra mosca bianca raggiungerà uno stato di maturazione politica degna di rispetto.
Niente di più e niente di meno, per il momento, con i presenti presupposti.
Se poi i presupposti dovessero cambiare, Noi di Democrazia Radical Popolare saremo lieti di favorire l’inserimento del Movimento 5 Stelle nel Progetto di un Nuovo Fronte Progressista e Democratico per l’Italia e per l’Europa, di concerto con ciò che sarà sopravvissuto dell’attuale Armata Brancaleone dei sedicenti “Democratici e Progressisti” guidati con paludata mediocrità da Pierluigi Bersani.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 21-24 febbraio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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