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Chi ha paura di Gianni Pittella? Perché i media stanno oscurando uno dei candidati alla segreteria del PD?

 

 

 

 

Premettiamo di non aver ancora esaminato a fondo (abbiamo dato una prima occhiata, questo si) i programmi dei 4 candidati alla Segreteria PD.
Ma va anche chiarito che gran parte di questi programmi è aria fritta, birignao di concetti generici e buoni per tutti gli usi, arzigogolio virtuale che tradisce una carenza di chiarezza metodologica, di vigore ideologico e di una strategia politica seria, concreta, determinata e lungimirante.
Inoltre, al di là delle tante, troppe parole inconcludenti che riempiono questi come altri programmi elettorali della classe politica italiota di sinistra, centro e destra, vale quello che i vari candidati sanno argomentare (in modo fumoso o al contrario sostanzioso e convincente) nei loro interventi pubblici, allorché siano costretti a un minimo di botta e risposta, di dialogo più o meno socratico con l’intervistatore di turno.
Naturalmente, serve che questi interventi pubblici almeno possano aver luogo, che tutti i candidati per una medesima carica abbiano pari accesso ai mezzi di informazione di massa.
Ma questo, clamorosamente, non si sta verificando nel caso della imminente elezione del Segretario PD.
Come è noto, prima dello svolgimento delle primarie vere e proprie (8 dicembre 2013), nelle prossime settimane avverrà una pre-selezione riservata ai soli iscritti del PD.
Da tale pre-selezione verranno individuati tre candidati (quelli che avranno ottenuto il maggior numero di suffragi da parte degli iscritti) che poi potranno presentarsi alle primarie aperte anche ai non iscritti al PD, i quali tuttavia ne condividano il progetto politico.
Attualmente i candidati alla Segreteria PD sono Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati, Gianni Pittella.
Il primo, Renzi, è coccolato, monitorato e presentato all’opinione pubblica in tutte le salse e in  tutte le ore del giorno e della notte, su ogni organo mediatico televisivo, radiofonico e cartaceo.
Gianni Cuperlo, sebbene meno di Renzi, compare ormai abbastanza di frequente sia nell’etere che su riviste e giornali.
Pippo Civati è un po’ come il prezzemolo: in posizione di ribelle-monello-dissidente interno al PD (ma poi dissidente su cosa, a parte la questione delle larghe intese?) viene conteso da un talk-show all’altro, dall’alba al mezzodì, dal mezzodì alla mezzanotte.
E Gianni Pittella?
Semplicemente non pervenuto. Oscurato. Rimosso dalla coscienza collettiva dei lettori/telespettatori, cui forse nemmeno si vuol far sapere che esiste…
Eppure Gianni Pittella non è un illustre sconosciuto, un velleitario che una mattina si sia svegliato e proposto per la massima carica all’interno del Partito Democratico…
Medico, già consigliere comunale di Lauria, poi consigliere regionale e assessore della Regione Basilicata, segretario regionale dei giovani socialisti, deputato del PDS nel 1996, eurodeputato al Parlamento di Strasburgo dal 1999. Confermato come deputato europeo nel 2004, nel 2006 viene eletto presidente della delegazione italiana nel Gruppo del Partito Socialista Europeo. Dal 14 luglio del 2009 diventa vice-presidente vicario (cioè il più votato tra i vice-presidenti) del Parlamento Europeo e viene ancora confermato in questa carica (superando per voti tutti gli altri candidati vice-presidenti) anche nel gennaio 2012.
Stiamo parlando di un uomo che nel 2009, eletto per la terza volta consecutiva all’Europarlamento, quale candidato del PD ottenne circa 136.500 preferenze nella circoscrizione Italia meridionale.
Stiamo parlando della seconda carica per importanza (dopo il Presidente Martin Schulz) del Parlamento Europeo, l’unico consesso istituzionale unitario del continente che sia eletto e dunque legittimato dal Popolo Sovrano.
Un simile personaggio dovrebbe essere corteggiato e intervistato dai media italiani e non, in relazione alla sua candidatura per la Segreteria PD, da mane a sera.
E invece no: silenzio, rimozione, oscuramento.
Mentre tutti possono sentire, moltiplicati a dismisura, gli sproloqui quotidiani di Renzi, Cuperlo e Civati.
Evidentemente, qualcuno ha deciso che Gianni Pittella sia “il quarto incomodo”, quello che non deve superare assolutamente la pre-selezione degli iscritti in vista delle primarie.
Chi ha paura e perché di Gianni Pittella?
Non sarà mica a causa di qualche sua idea sgradita ai veri “padroni del vapore” italiano ed europeo (da ricercare in ambito sovra-nazionale, ma con fedeli cortigiani tuttofare nella Penisola), come quelle espresse in

“Pittella: ‘Europeisti ma non subalterni a Ue”, articolo-intervista di Osvaldo Sabato per L’UNITA’ del 15 ottobre 2013 (clicca per leggere)?

In quella sede, Pittella dice testualmente:

«Ecco perché il Pd deve impegnarsi per cambiare l’Europa di oggi che non piace perché non agisce in favore dei cittadini, è condizionata dal potere dei governi nazionali, dalle lobby finanziarie e dalla tecnocrazia, è strangolata da un patto di stabilità deciso vent’anni fa i cui paletti sono ancora validi e ci tolgono l’aria, ci impediscono lo sviluppo. È un’Europa che mantiene il suo nanismo politico, lo constatiamo di fronte alle drammatiche vicende di Lampedusa. Io voglio un Pd che cambi questa Europa e le sue politiche di austerità, che modifichi profondamente il patto di stabilità e che avvii concretamente la costruzione degli Stati Uniti d’Europa, con ministero degli esteri europeo, ministero del tesoro che emetta eurobond e una banca centrale prestatrice di ultima istanza, con una politica di difesa e sicurezza europea e con un bilancio federale come c’è negli Usa».

Orbene, ci riserviamo di approfondire meglio il programma di Pittella (che in effetti potrebbe risultare interessante e non troppo distante dalle idee-guida di Democrazia Radical Popolare), mettendolo seriamente a confronto con quello sia scritto, sia non scritto…di Renzi, Cuperlo e Civati.
Per il momento, tuttavia, continuiamo a porre una questione preliminare di metodo.
E’ lecito e accettabile che i media continuino ad oscurare, rimuovere e silenziare la proposta politica e la persona stessa di Gianni Pittella?
E se davvero costui fosse il “candidato più debole dei 4”, perché mai questo impegno sistematico per non farlo né vedere né ascoltare dai cittadini/elettori?
Chi ha paura e perché di Gianni Pittella?

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 24-25 ottobre 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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