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Buttiglione, Bocchino, il salva-condotto per Berlusconi nella Repubblica delle banane e un auspicabile intervento della Magistratura per troncare sul nascere trattative ricattatorie ed estorsive di natura eversiva

 

 

 

 

L’altro giorno, l’onorevole Rocco Buttiglione, esponente dell’UDC (e del costituendo Terzo Polo) rilasciava al quotidiano della CEI, Avvenire, un’intervista, nella quale si esprimeva pressappoco con queste parole:

''Berlusconi passi la mano, lasci la guida del governo e i suoi processi penali saranno bloccati. Tutti''.

La notizia di queste clamorose (e vergognose, oltre che eversive) parole del noto politico clericale rimbalzava su tutte le principali agenzie di stampa.
Il concetto di un sostanziale “salvacondotto”per il premier Berlusconi, tuttavia, veniva ripreso a stretto giro da un altro ineffabile rappresentante terzopolista, l’onorevole Italo Bocchino, di cui le medesime agenzie di stampa riportavano gli enunciati più o meno in questi termini:

“Berlusconi deve prendere atto che la sua totale perdita di credibilità nazionale e internazionale sta portando l'Italia al default. Serve un gesto d'amore verso la Nazione con un passo indietro con cui favorirebbe anche la ricomposizione dell'area elettorale, politica e culturale alternativa alla sinistra. Ovviamente tale importante presa di coscienza andrebbe ricambiata da un atteggiamento della politica non vendicativo nei confronti del premier, assicurandogli con forme normative non in contrasto con l'interesse generale le tutele necessarie ad evitare reazioni contro la sua persona e le sue imprese a causa del ruolo avuto per quasi vent'anni"

Ora, Noi di Democrazia Radical Popolare (e le cittadine e i cittadini italiani tutti con noi) ci domandiamo: ma a nome di chi e a che titolo Rocco Buttiglione può assicurare Berlusconi che, se lascia la guida del governo, gli saranno garantiti impunità e favoritismi da parte della magistratura inquirente e/o giudicante?
Forse il professor Buttiglione appartiene a qualche cenacolo di tipo piduista/pitreista di area cattolica che è in grado di condizionare illecitamente la vita e il funzionamento delle istituzioni giudiziarie?
Forse sta lanciando messaggi diretti al Signore di Arcore, con lo scopo di ricattarlo ed estorcergli favori politici e denari, per conto suo personale e/o del suo partito?
Ancora più grave il pronunciamento analogo di Italo Bocchino, il quale si arrischia a proporre salvacondotti non soltanto sul piano giudiziario personale, ma anche a garanzia del mantenimento dello status quo semi-monopolista in campo mediatico del tycoon brianzolo.

Noi di D.R.P. ci auguriamo che qualche procura, l’ANM e lo stesso CSM (tanto più che questo organo ha come vice-presidente Michele Vietti, già collega di partito di Buttiglione e che certo non vorrà far supporre di essere una pedina/asso nella manica a disposizione degli intenti estorsivi/ricattatori di chicchessia…) vogliano aprire un inchiesta su questa turpe vicenda pubblica di mercanteggiamenti politico-giudiziari abusivi e illeciti, in spregio del popolo italiano il quale, con un recente referendum, si è espresso chiaramente a sfavore di qualsiasi impunità e disparità di trattamento di fronte alla legge di potenti e super-potenti.

Inoltre, vorremmo osservare che la nostra prospettiva (e quella della maggioranza schiacciante degli italiani, supponiamo) è diametralmente opposta a quella espressa dall’onorevole Bocchino.
Costui, mercé un profittevole cambio di poltrone ai vertici dello Stato (togliti Tu, che mi ci metto Io, sembra suggerire) è disposto a soprassedere sulla vera anomalia del citizen Berlusconi.
Tanto per farla breve e chiara: a Noi di DRP non interessano granché né le vicende giudiziarie pregresse di natura corruttiva, né quelle recenti di natura boccaccesca (tutte cose da chiarire in tribunale, senza specularci sui media con ipocriti moralismi: in questo siamo solidali con l’attuale pseudo-premier).
Né ci interessa con quante donnine il Sultano di Arcore voglia accompagnarsi: buona salute a lui che, fisicamente ed economicamente, può permettersi un harem di compiacenti e bellissime fanciulle, mentre tanti altri padri di famiglia devono accontentarsi di prostitute alla buona… (semmai il problema è l’ipocrisia dello stesso Presidente del Consiglio, che si presenta alla società laica e religiosa come il garante delle tradizioni clericali più moraliste, bigotte e conservatrici).
E non riteniamo uno scandalo nemmeno che il Cavaliere voglia rimanere in politica e candidarsi fino all’età di 100 anni, quale uomo della provvidenza che salverà l’Italia dal pericolo di divenire un paese compiutamente moderno, laico, democratico e liberale, invece di permanere confessionale, arcaico e arretrato com’è al momento…
Libero lui di candidarsi e crearsi partiti-azienda, liberi gli italiani di continuare a votarlo, specie se, dall’altra parte, all’opposizione, ci sono gli zombies di sempre,tristi e privi di appeal, idee e ideali.
Quello che non abbiamo mai ritenuto tollerabile è proprio ciò che Fini, Bocchino, Buttiglione, Casini & Company hanno tollerato e consentito per lunghi anni e tuttora sono disposti a concedere (così come lo concesse, non senza contropartite, il grottesco Vice-Conte Max D’Alema alla fine degli anni ’90): il mantenimento di una posizione dominante e semi-monopolista nell’ambito del sistema mediatico italiano.
Lo diceva già negli anni ‘70 il primo Maestro Massone di Berlusconi, Licio Gelli, che: “nelle società contemporanee chi controlla i media controlla il potere politico e il potere tout-court”.
Lo ha sempre riconosciuto in privato (e qualche volta gli è scappato indirettamente anche in pubblico) anche l’ormai Maestro Venerabile Fratello Silvio.
E dunque, ad evitare che la casata Berlusconi (magari con Marina, Pier Silvio o altri) mantenga anche in futuro un vantaggio incalcolabile nell’agone politico nazionale, il loro semi-monopolio dell’etere va spezzato e ricondotto ad una normale quota del mercato (delle frequenze e della pubblicità) complessivo, in nome di un autentico pluralismo di una società effettivamente occidentale, democratica e liberale.
Per il resto, auguriamo a Silvio Berlusconi di essere assolto da tutte le imputazioni in corso e di godersi le sue ricchezze e la sua joie de vivre per altri decenni; così come chiediamo a lui e ai suoi figli e nipoti - se è questo che vorranno - di adattarsi a competere imprenditorialmente e politicamente (se i partiti-azienda si perpetueranno) con lealtà e ad armi pari con altri players, comprendendo che non siamo più negli anni ’80 del XX° secolo e che prima o poi anche l’Italia dovrà diventare un paese serio e moderno.

A Buttiglione, invece, consigliamo di ritirarsi in convento ad esercitare la vita contemplativa, vero apice dell’esistenza di un cristiano giunto alla maturità e che come politico non abbia mai saputo produrre frutti fecondi per la collettività; mentre a Bocchino suggeriremmo di impegnarsi più a fondo per non screditare FLI con dichiarazioni illecite e improprie, prima ancora che questo partito abbia il battesimo di fuoco con il corpo elettorale.
Amen.

[ARTICOLO DEL 10 SETTEMBRE 2011]

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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