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Berlusconi , Martino e la Scuola Neoliberista di Chicago in gita a Villa Gernetto: il disperato tentativo del Fratello reietto di Arcore per essere ri-accreditato politicamente presso l’establishment massonico reazionario sovra-nazionale / Le false diagnosi politiche del PD /Napolitano farebbe meglio ad occuparsi del Caso Giudiziario di Ginevra Amerighi, piuttosto che della Procura di Palermo

 

 

 

 

Come ci suggeriscono i Fratelli di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com), da Noi interpellati sul punto, non sono casuali le strane manovre che descrivono un riavvicinamento di Silvio Berlusconi ad Antonio Martino, in chiave di re-interiorizzazione – nel programma della nuova discesa in campo del Cavalier Fraterno - dei principi iperliberisti della famigerata Scuola economica di Chicago.
Un frammento di tali manovre è stato “catturato” e raccontato in

“LA BILDERBERG DEL PATONZA - A VILLA GERNETTO LA RIVINCITA DI ANTONIO MARTINO CHE HA RIUNITO GLI ECONOMISTI DELLA SCUOLA DI CHICAGO INTORNO AL BANANA PER DISCUTERE DI CRISI, EUROPA, E LIBERISMO SFRENATO - MARTINO HA SBATTUTO LA PORTA IN FACCIA A TREMONTI E BRUNETTA, I DUE CHE LO AVEVANO SILURATO NEL SUO RUOLO DI PRIMO ECONOMISTA DI FORZA ITALIA - SEGRETO TOTALE SUI NOBEL CHE AVREBBERO PARTECIPATO: SI PARLA DI MUNDELL, BECKER O SPENSE…”, pezzo del 17 luglio 2012 per DAGOSPIA (clicca sopra per leggere).

Come è possibile un riavvicinamento alla pura ortodossia neoliberista (quella tanto cara in Europa a Mario Draghi, ad Angela Merkel, a Wolfgang Schaeuble, ad Herman Van Rompuy, a Mario Monti), se fino all’altro giorno Berlusconi agitava il demagogico grido di sdegno contro il rigore e l’austerità della governance euro-tecnocratica, anch’essa di perfetta matrice neoliberista e ascendenza più o meno diretta con i “sommi teologi” Milton Friedman (1912-2006) e George Stigler (1911-1991)?
Semplice, com’è noto Berlusconi smentisce la mattina dopo quello che ha dichiarato la sera prima (e viceversa) e strumentalizza le idee declamate e le battaglie politiche incarnate a fini di puro potere e profitto personale.
In affari con i comunisti e l’Unione Sovietica tramite il giro di Cossutta e compagni, inciucista con il giovane Veltroni su affari televisivi e mediatici, socialista con i socialisti e democristiano con i democristiani, avverso ai democristiani di sinistra (De Mita & Company), ma in ottimi rapporti con i democristiani di centro e destra, amico dei clericali, di CL e dell’Opus Dei, ma anche massone contro-iniziato piduista e neo-piduista. E così via.
Questo è Berlusconi: un individuo votato al potere per il potere (e ai quattrini, che danno a loro volta potere e patonza), la cui Weltanschauung di contro-iniziato è stata sapientemente raccontata in primo luogo da Gioele Magaldi in

Lettera Aperta n.1 al Fratello Silvio Berlusconi del 26 luglio 2010 (clicca sopra per leggere).

Ora, avendo riacquistato lucidità tattica (ma non strategica, perché per quello ci vuole un progetto coerente e lungimirante) dopo mesi di obnubilamento da patonza e da dimissioni forzate, Berlusconi ha finalmente capito che, se vuole essere di nuovo persona gradita agli Oligarchi del Potere Globale (in attesa di una riscossa della Massoneria Progressista internazionale che ne abbatta l’egemonia), cioè ai cenacoli massonici reazionari che si muovono nel Back-Office del Potere, deve offrire un profilo programmatico intonato ai dettami propugnati da Bruxelles, Berlino e Francoforte.
Non è ancora convinto che questa sarà la strada giusta per vincere le elezioni o comunque per prendere molti voti in un momento di grave recessione, ma insomma sonda il terreno per vedere l’effetto che fa.
L’eventuale ri-conversione ai noti principi guida della rivoluzione liberal-conservatrice, iperliberista in economia, infatti, avrebbe l’obiettivo di convincere quei Padroni del Vapore Globale che l’hanno cacciato a calci in culo da Palazzo Chigi nell’autunno 2011, a vederlo sotto una nuova luce.
Il ragionamento di Berlusconi è il seguente: “Fidatevi di me, adesso ho imparato la lezione, sarò più sobrio e libero da olgettine, e potrò io stesso, con o senza commissari speciali alla Mario Monti, rappresentare il Potere Oscuro nella satrapia italiota, attuando tutte le riforme strutturali ‘in stile Chicago School’ che le Signorie Vostre mi ordineranno”.
L’unico problema che il Cavalier La Qualunque sottovaluta è che ha a che fare con cervelli molto raffinati e smaliziati, assai più sulfurei di lui medesimo.
E questi cervelli si dicono: “Ma che siamo matti? Un conto è far accettare ai sudditi italiani di farsi tagliare le palle per mano del sobrio e inappuntabile Macellaio Monti, assistito da Padre Passera e dalla confraternita di ministri tecnici attuali, un altro è scatenare pesanti avversioni sul suicidio assistito all’economia italiana, mettendolo in mano di nuovo ad un personaggio come il Fratello Silvio, oggetto di troppi odi, rancori, controversie”.

Alla fine, comunque, vedrete che si accorderanno per una conferma, anche dal 2013 in poi, di un esecutivo vampiro presieduto da qualche altro Macellaio in fumo di Londra e appoggiato dalle truppe parlamentari di Berlusconi direttamente o indirettamente, di concerto con tutte le altre forze politiche che ci staranno (da Casini in poi).

Il Partito Democratico (PD per gli amici) sta riuscendo nella difficile opera di compromettere una vittoria elettorale nel 2013 che sarebbe stata pacifica e trionfale, qualora, insieme a SEL, IDV, PSI, Radicali e altri gruppi progressisti, avesse costituito un Nuovo Centro-Sinistra fondato sul paradigma del Socialismo Liberale, alternativo e antitetico, in campo economico, rispetto alla teologia dogmatica neoliberista, e piuttosto alfiere di un New Deal europeo di sapore neo-rooseveltiano e neo-keynesiano.
Ne abbiamo parlato in diverse occasioni e da ultimo in

Democrazia Radical Popolare e il Progetto sinora fallito del Partito Democratico. Parte I (16-17 luglio 2012) (clicca sopra per leggere), degli errori madornali che tutta la dirigenza piddina sta compiendo da mesi e mesi (o meglio: da quando è nato…).

Ma quello che vorremmo sottolineare in questa sede è la tragica insipienza delle recenti diagnosi politiche di Pierluigi Bersani a proposito dei Governi Berlusconi e Monti messi a confronto.
Secondo Bersani, Berlusconi ha appiccato l’ “incendio” (ha favorito la “crisi”), mentre Monti, al massimo, è il “pompiere” venuto generosamente a spegnere tale incendio, che talora può fare qualche errore con l’idrante.
Idee totalmente errate, caro Bersani.
Berlusconi non ha appiccato nessun incendio.
I governi Berlusconi dal 1994 al 2011, sommati ai governi di centro-sinistra, non hanno grandi responsabilità per la crisi europea e globale che stiamo vivendo.
Semmai, hanno la responsabilità di aver gestito politiche di vivacchiamento e piccolo cabotaggio, senza modernizzare il Paese e senza prepararlo ad affrontare in modo adeguato le sfide insidiose della globalizzazione, cercando anche di determinare un nuovo orizzonte ( politico e democratico e non tecnocratico) nel panorama della governance europea.
Nulla di meno e niente di più.
Mario Monti, invece, lungi dall’essere il pompiere volenteroso, coraggioso e generoso che talora fa pasticci con l’idrante, è un masnadiero della stessa razza masnadiera (sovra-nazionale) di coloro che da questa crisi ci stanno guadagnando e ci guadagneranno sempre di più in termini di profitti macroeconomici e macropolitici.
L’idrante di Mario Monti diffonde benzina, non acqua.
E la natura del suo operato è quella descritta in

Mario Monti Massone contro-iniziato, bugiardo, spregiudicato, cinico e iettatore che lavora alla rovina dell’Italia e dell’Europa (clicca sopra per leggere).

Venendo invece a Giorgio Napolitano, in luogo di rimanere invischiato in questioni paludose e dal potenziale effetto boomerang, come quelle descritte in

“Trattativa, Rita Borsellino: ‘La mossa del Colle è uno schiaffo a me e all’Italia”, articolo del 18 luglio 2012 by Alex Corlazzoli per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca sopra per leggere),

lo consigliamo vivamente di occuparsi delle vicende scandalose di MALA GIUSTIZIA illustrate in

Dossier Ginevra Amerighi. Uno scandaloso caso di Mala Giustizia italiana (clicca sopra per leggere).

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 18-19 luglio 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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