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Ballarò del 4 ottobre 2011 ottima nella denuncia di svendite immobiliari ai danni dello Stato, l’insopportabile mistificazione del politicante Roberto Formigoni: “Finora abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi…dunque bisogna tagliare, vendere, privatizzare” e la BCE venerata come l’Oracolo di Delfi da Pierluigi Battista del Corriere della Sera (e da molti altri)

 

 

 

 

Quand’è che un politico, ancorché di idee discutibili e contestabili, cessa di poter essere considerato come un avversario degno di credibilità e si merita l’appellativo di politicante?
Quando oltrepassa il segno della pubblica decenza.
In data 4 ottobre 2011, mentre un ottimo servizio della trasmissione di RAI 3 condotta da Giovanni Floris- BALLARO’- smascherava i corposi interessi privati che si nascondono dietro le operazioni di dismissione di beni immobiliari dello Stato, un ineffabile Roberto Formigoni si prodigava nel reiterare i più beceri e logori dogmi del neoliberismo d’accatto che da decenni ammorba le contrade occidentali con il suo puzzo di necrofagia e cannibalismo sociale.
Il servizio di BALLARO’ mostrava che gli ultimi immobili statali alienati (in nome dei sacri dogmi della privatizzazione) hanno fruttato allo Stato molti meno soldi rispetto al vero valore patrimoniale degli stessi: lo Stato (cioè TUTTI NOI), grazie a queste operazioni, è appunto uno “stato più leggero”, nel senso di essere stato “alleggerito”, ovvero derubato dai soliti noti… (ci si vada a riguardare il servizio della puntata del 4 ottobre 2011 di BALLARO’ sul sito ufficiale della trasmissione- www.ballaro.rai.it  e si capirà meglio di cosa stiamo parlando).
Chi ci ha guadagnato veramente?
Chi ci guadagna in queste “cartolarizzazioni” di beni immobiliari appartenenti alla collettività?
I politici e i burocrati che decidono e poi eseguono la (s)vendita (quante mazzette per realizzare alienazioni infruttuose e dannose?), i banchieri che fanno advisoring rispetto all’operazione, e naturalmente i compratori, dietro i quali, talvolta, si nascondono gli stessi interessi inconfessabili di politici, super-burocrati e banchieri.
Ma tangenti e interessi predatorii inconfessabili a parte, perché mai lo Stato dovrebbe alienare dei beni della collettività rimettendoci dei soldi e facendo guadagnare solo banche e investitori privati?
Misteri della fede.
Ma è sempre lo stesso copione che si ripete, sin da quelle oscene privatizzazioni infruttuose e sciamannate degli anni ’90 in cui imprese fiorenti dello Stato furono alienate senza grandi vantaggi per il debito pubblico e per il deficit di bilancio, senza che ciò le abbia rese aziende più floride, competitive ed efficienti (anzi: si veda fra i TANTI, il caso TELECOM…).
In un contesto simile, il buon Formigoni (da lustri governatore della Lombardia, anche grazie all’inconsistenza dei candidati del centro-sinistra che gli sono stati contrapposti: ma i lombardi davvero possono dire di essere ben governati, a parte i clientes di Compagnia delle Opere e tutti coloro che direttamente o indirettamente partecipano della grande mangiatoia alla corte dell’equanime Duca Roberto, in grado di distribuire panem et circenses anche ai drudi della (finta) opposizione?) si improvvisa portavoce del cosiddetto Washington Consensus, cioè di quei dogmi neoliberistici applicati da Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e oggi anche dalla Banca Centrale Europea, i quali hanno l’unico effetto di arricchire i pochi, impoverire le moltitudini, distruggere le classi medie e ingrassare i suoi corifei e complici.
Addirittura, Formigoni si inalbera quando Di Pietro gli fa notare che l’Italia è un repubblica sovrana che non può lasciarsi dettare le condizioni della sua politica economico-finanziaria dalla BCE. Il Duca Roberto (moderno erede dei tirannici Visconti e Sforza) bofonchia che è proprio qui che si sbaglia, nella pretesa di non obbedire ciecamente alle istituzioni bancarie europee…
Legittimate da chi, queste Istituzioni? Da quale suffragio popolare?
Queste istituzioni oligarchiche e tecnocratiche fanno gli affaracci loro e degli amici degli amici o gli interessi dei popoli europei?
A giudicare da come hanno ridotto il popolo greco e da come vorrebbero ridurre quello spagnolo, italiano, etc., è lecito dubitare della loro buona conduzione dell’economia continentale.
E quando il giovane ma fermo e lucido sindaco di Cagliari Massimo Zedda respinge al mittente i pretesi diktat della stessa Banca Centrale Europea, uno scandalizzato Pierluigi Battista (editorialista del CORRIERE DELLA SERA molto invitato come opinionista televisivo) reagisce come se si fosse bestemmiato o ci si fosse resi colpevoli di LESA MAESTA’.
A questo siamo giunti.
Non avrai altro DIO all’infuori della BCE e del FMI…
Buffoni e blasfemi!
In verità, se mai il Maestro di Nazareth, quel Cristo che si vuole a tutti i costi onorare come un feticcio a penzoloni nelle aule scolastiche e nei tribunali italiani (ma che non si venera sub specie interioritatis) dovesse presentarsi per qualche ora nei palazzi della finanza e della politica euro-atlantica attuale (da più di trent’anni ostaggio dei dogmi cari a politicanti come Formigoni), prenderebbe a legnate non pochi MERCANTI e ripulirebbe il TEMPIO da tutti i suoi parassiti, ruffiani e prosseneti.
Come si permette Formigoni (e prima di lui Pierferdinando Casini e tutti coloro che hanno avuto l’ardire di pronunciare le stesse oscene parole) di dire che: “finora abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Noi tutti, l’Occidente…” ?
Cazzate.
Sia in termini di storia sociale che economica. Poi una volta lo rispieghiamo meglio, come stanno effettivamente le cose, in questa crisi economica euro-atlantica di inizio secolo.
Di certo Formigoni, Casini ed altri hanno vissuto intascando prebende, denari e onori sproporzionati rispetto all’efficacia del loro operato pubblico.
Sono loro e tutti quelli che hanno lucrato denari senza meritarlo per l’ingegno, la produttività e i servigi resi alla collettività quelli che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità.
I disoccupati, i dipendenti precari, gli operai, gli impiegati pubblici e privati, gli insegnanti, tutti quei professionisti, commercianti e imprenditori che lottano giorno e notte per salvaguardare la dignità del proprio e altrui posto di lavoro-privandosi periodicamente di qualche cosa pur di far quadrare i conti per sé e per le proprie famiglie- questi davvero hanno vissuto e vivono al di sopra delle loro possibilità?
Chi può avere l’impudenza e la faccia di bronzo di sostenerlo?
Si vergogni, il governatore Formigoni, tutte le volte che si troverà a contemplare i suoi conti in banca (italiani ed esteri) o il deretano di qualche bella creatura che si abbronza sullo yacht di amici, amici degli amici o prestanome. Questo è vivere al di sopra delle proprie possibilità…di mediocre politicante.
E la prossima volta, invece di aprire bocca per dargli fiato, cerchi di coniugare bene pensiero e parole, evitando così di offendere l’intelligenza e la sensibilità dei suoi connazionali.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[Articolo del 6 ottobre 2011 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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