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Appello n. 1 al PD affinché diventi un Partito Progressista e Riformista…

 

 

 

 

Questo sarà l’inizio di un lungo tormentone, fino a quando non avremo conseguito gli obiettivi prefissati.
Chi siamo Noi che facciamo un appello pubblico ad uno dei maggiori partiti italiani?
Siamo le cittadine e i cittadini di Democrazia Radical Popolare (www.democraziaradicalpopolare.it), da non confondere con i Massoni di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com), sebbene qualcuno di loro sia anche con Noi e sebbene condividiamo lo stesso leader, e cioè Gioele Magaldi.
Da due anni e qualche mese lavoriamo alla rigenerazione interna del Centro-Sinistra italiano secondo le linee direttrici illustrate in

“Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo” (clicca per leggere)

“Statuto aperto e potenziale di “DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE” (clicca per leggere)

“Oltre le Destre, i Centri e le Sinistre del XX secolo: un Nuovo Centro-Sinistra per l'Italia del XXI secolo” (clicca per leggere)

e in tantissimi altri contributi.

Abbiamo, nel corso del tempo, elaborato anche un esteso e dettagliato programma, così come risulta da

10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca per leggere).

Nei prossimi giorni ripresenteremo alla pubblica opinione ciascuna delle 10 Serie di proposte, con i debiti aggiornamenti e nuove delucidazioni.
Siamo un Movimento d’opinione liquido, senza tessere e senza regolamentazioni associative.
Nondimeno, abbiamo ormai simpatizzanti in tutti i principali partiti del Centro-Sinistra italico, PD e SEL in primo luogo.
Simpatizzanti della base e della dirigenza.
A questi nostri simpatizzanti consigliamo sempre di tenere un basso profilo: fate viaggiare le vostre/nostre idee, contaminate con esse i compagni di partito, ma non ostentate un’appartenenza identitaria a DRP, creando così l’impressione di essere un gruppo a se stante.
Democrazia Radical Popolare non è una lobby particolaristica e non vuole dividere i suoi simpatizzanti da quelli che ancora non lo sono.
Noi vogliamo unire, non dividere.
Vogliamo radunare ciò che è sparso nelle membra lacerate del Centro-Sinistra italiano (ed europeo), desideriamo costituire un Fronte Progressista e Riformista là dove, oggi, ci sono soltanto post-comunisti, post-democristiani, post-socialisti, post-socialdemocratici, post-repubblicani, post-liberali di sinistra e post-qualcos’altro, senza una chiara identità ideologica.
Ideologica?
Si, ideologica.
Si dice che le ideologie siano tramontate.
Lo sono quelle che dovevano tramontare…non l’unica che, in tempi di globalizzazione, ha ancora bisogno di essere difesa, arricchita, implementata, sviluppata in tutte le sue potenzialità: l’ideologia democratica.
Un’ideologia democratica che, secondo le sapienti analisi del nostro leader Gioele Magaldi, vorremmo declinare in senso socialista liberale o liberal-socialista, a patto di non confondere la prospettiva di un Socialismo Liberal per il XXI secolo con le antecedenti sintesi novecentesche o con i balbettamenti programmatici di Matteo Renzi, un Tony Blair de noantri con circa due decenni di ritardo (e dopo che la cosiddetta Terza Via giddensian-blairiana ha mostrato tutti i suoi limiti e la sua subalternità rispetto alla teologia neoliberista e al mercatismo dogmatico).
Un Socialismo Liberal che parta dalle considerazioni preliminari contenute in

Editoriale del 14 ottobre 2011: "Se esistesse un Nuovo Centro-Sinistra, italiano, europeo e statunitense, avrebbe un'autostrada e archi di trionfo davanti a sè, in questi tempi di fallimento del neoliberismo di destra e dei suoi derivati" di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 22 febbraio 2012: "Socialismo Liberale. Non Socialdemocrazia in senso classico e nemmeno Terza Via di Anthony Giddens e della defunta ditta Bill Clinton-Tony Blair", di Gioele Magaldi (clicca per leggere)

Editoriale del 7-9 maggio 2012: "I veri anti-europeisti Merkel, Sarkozy, Draghi, Van Rompuy, Monti, Papademos, Rajoy, etc., agenti e/o ascari della Tecnocrazia, e il Socialismo Liberale per un'Europa unita a sovranità popolare", di Gioele Magaldi (clicca per leggere),

e che potrà trovare- se le popolazioni italiane, euro-atlantiche e planetarie vorranno – una via di realizzazione pre-politica nell’Associazione “Eleanor Roosevelt per il Socialismo Liberal”, uno strumento organizzativo “non liquido” ( a differenza di DRP ), cui Noi e i Massoni di GOD daremo il supporto che potremo, ma che dovrà essere strutturata su base popolare e non elitaria, senza condizionamenti di questo o quel gruppo ristretto di sedicenti “illuminati”, vivificata piuttosto dalle riflessioni e dall’attivismo civile dei suoi membri visibili, con tanto di tessera d’appartenenza.
Abbiamo già accennato in precedenza, en passant, all’interno di altri contributi, all’imminente costituzione di questa Associazione e ne ha scritto anche Francesco Maria Toscano in

“La nascita dell’Associazione “Eleanor Roosevelt” destinata a promuovere un nuovo paradigma politico, sociale ed economico”, articolo del 26 giugno 2013 (clicca per leggere).

Ma che ha a che fare tutto questo con il Partito Democratico italiano (PD) e con il nostro appello affinché diventi un Partito Progressista e Riformista?
Chiariamo subito che l’Associazione “Eleanor Roosevelt” accoglierà senza pregiudizi donne e uomini che abbiano militato in o simpatizzato per qualsivoglia partito italiano ed extra-italiano di sinistra, centro o destra, ma che, alla luce di nuovi convincimenti, abbiamo deciso di lavorare per la costruzione di un nuovo paradigma politico-sociale ed economico che si definisca “progressista e riformista” per il XXI secolo, abbandonando vecchie tassonomie politologiche novecentesche.
L’Associazione “Eleanor Roosevelt” agirà a livello culturale, civile e pre-politico, liberi poi i suoi membri di votare o aderire a questo o a quel movimento strettamente politico di tutte le latitudini politiche democratiche e liberali.
Certo, qualora si dovesse constatare l’insufficienza di un’azione pre-politica nel trasformare in profondità la società italiana, europea e globalizzata, non possiamo escludere che una tale Associazione possa evolvere in un forma partitica-movimentista disposta ad entrare direttamente nell’agone politico, in Italia e altrove.
Per quel che concerne il Partito Democratico, invece, le problematiche che lo attraversano investono la sua stessa sussistenza come organizzazione politica che non voglia essere travolta dalla propria ignavia e indeterminatezza.
Non ci si illuda a causa dei recenti successi elettorali a qualche elezione regionale e comunale e non si investa troppo sui sondaggi farlocchi a proposito dell’attuale premier Enrico Letta.
Il futuro del PD, al pari di quello di tutti gli altri partiti di ogni area politica, dipende anzitutto dalla capacità di ascolto della propria base elettorale.
Certo, i partiti non devono soltanto “ascoltare”, ma anche proporre, suggerire, anticipare, guidare, effettuare una sana pedagogia politico-culturale.
Peccato che il PD non faccia né l’una né le altre cose.
Il PD vivacchia, naviga a vista, si alimenta di mero tatticismo senz’anima.
Enrico Letta e Matteo Renzi non saranno in grado di dargliela, quest’anima, né di intercettare le istanze più genuine della sua base elettorale.
Letta Junior potrà continuare a (mal) governare l’Italia, con la stessa illusione che aveva il Governo Monti di essere gradito alla maggior parte dell’elettorato; mentre Matteo Renzi potrà anche vincere future elezioni, con il supporto di elettori moderati e conservatori in libera uscita.
Ma quando sarà divenuto evidente che né Letta né Renzi avranno risolto la profonda crisi italiana, il PD rischierà di essere schiantato e disintegrato dalle proprie scelte autolesioniste e scellerate.
Poco male, se questo porterà alla costruzione di un altro Partito Progressista e Riformista…
Tuttavia, per chi non desideri necessariamente che il PD in quanto tale si auto-distrugga o divenga un partito irrilevante (come è accaduto al Pasok greco…), rimane la validità di questo nostro primo appello e di quelli che seguiranno.
E per cominciare a dare efficacia a tale appello, invitiamo dirigenti, militanti e simpatizzanti del PD a leggersi

Un nuovo paradigma politico-economico per i progressisti italiani ed europei. Parte I (a cura di Democrazia Radical Popolare) (clicca per leggere)

Un nuovo paradigma politico-economico per i progressisti italiani ed europei. Parte 2 (a cura di Democrazia Radical Popolare) (clicca per leggere).

Un nuovo paradigma politico-economico per i progressisti italiani ed europei. Parte 3 (a cura di Democrazia Radical Popolare) (clicca per leggere).

Chissà che, dopo aver letto tali contributi, il PD non cominci con il mettere in panchina personaggi ultra-conservatori e conformisti (sul piano delle politiche economiche) come Carlo Dell’Aringa e Giampaolo Galli (giammai ripresentandone di simili alle elezioni), dimissionando contestualmente Matteo Colaninno quale Responsabile economico del Partito e inviandolo piuttosto alla corte di Mario Monti in “Sciolta Cinica” (copyright Dagospia), l’unico ambiente davvero congeniale per chi sia così subalterno all’establishment eurotecnocratico vigente, come è in effetti il figlio del celebre “capitano coraggioso” Roberto.

 

LE CITTADINE  E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 6-10 luglio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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