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Appello n.7 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: da Burattino-Pinocchio diventi un Uomo e un Politico vero, cambi programma di governo e si renda autonomo da Burattinai, Gatti, Volpi e Mangiafuochi vari

 

 

 

 

Nonostante le funeste e scoraggianti evidenze segnalate in

“Renzi speriamo che se la cava”, articolo del 25 febbraio 2014 by Francesco Maria Toscano per IL MORALISTA (clicca per leggere)

“LA GIRAVOLTA A "U" SULL'EUROPA DEL BULLETTO DI FIRENZE: DA EURO-ROTTAMATORE (2 GENNAIO: "SFORIAMO IL VINCOLO DEL 3 PER CENTO’’) A DIFENSORE D'UFFICIO DELL'UNIONE EUROPEA (24 FEBBRAIO: "FACCIAMO I COMPITI A CASA" DIKTAT DI SUPERMARIO MONTI) - 2. IL NUOVO INQUILINO DI PALAZZO CHIGI OBBEDISCE ALLE CANCELLERIE DEL VECCHIO CONTINENTE. LO SCRIVE TRANQUILLAMENTE L'AGENZIA FINANZIARIA (AMERICANA) BLOOMBERG: IL PREMIER HA INCASSATO PRIMA LA FIDUCIA DELLA MERKEL, POI E' ANDATO AL SENATO - 3. ANCHE MATTEO PRENDE ORDINI DA EUROPA E POTERI FORTI. PER IL GOVERNO HA USATO (O SUBITO?) IL MANUALE CENCELLI IN VERSIONE LOBBY: FINANZA INTERNAZIONALE (PADOAN ALL'ECONOMIA), INDUSTRIA (GUIDI ALLO SVILUPPO) E COOPERATIVE (POLETTI AL LAVORO)”, pezzo per DAGOSPIA del 25 febbraio 2014 (clicca per leggere)

L’aspirante massone Matteo Renzi con il suo risibile non-programma di governo è già giunto al capolinea. Il resto sarà cronaca della morte politica annunciata di un burattino che non diventerà mai un sapiente muratore, men che mai libero… (clicca per leggere),

Noi di DRP continuiamo a credere nella necessità e nella possibilità che Matteo Renzi, in luogo di andare incontro a sicura rovina, voglia presto o tardi far tesoro dei suggerimenti generosi contenuti in

Appello n.1 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi, affinché usi bene il suo libero arbitrio e scelga una via maestra diversa da quella che porta agli oligarchi semi-nascosti e rappresentati istituzionalmente da Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, etc. (clicca per leggere)

Appello n. 2 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi…Se il nuovo segretario PD vuol dare un segnale di buona fede e onestà, cominci con lo stoppare la privatizzazione di poste italiane, che si preannuncia come l’ennesima truffa ai danni del Popolo Italiano (clicca per leggere)

Appello n.3 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi...Se l'aspirante leader non vuole fallire e divenire odioso dinanzi al Popolo Italiano come Monti o risibile e grottesco come Letta, cominci a mettere il guinzaglio a Davide Serra e agisca tempestivamente tanto per risolvere la vicenda Electrolux che per impedire la privatizzazione truffaldina di Poste Italiane (clicca per leggere)

Appello n. 4 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: attenzione a Francesco Giavazzi, perché dicono che porti sfiga, oltre ad essere un trombone incompetente (clicca per leggere)

Appello n. 5 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: abbandoni i cattivi consiglieri neoliberisti; faccia un governo costituente di alto profilo, con un programma progressista, keynesiano e rooseveltiano; cerchi un largo consenso in Parlamento;  si dimetta a vada subito ad elezioni, se non riesce ad attuare rapidamente riforme e provvedimenti significativi ed incisivi (clicca per leggere)

Appello n. 6 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: si illumini in tempo, prima di finire nel burrone…e scelga ministri autenticamente progressisti, soprattutto per il dicastero dell’economia e per quello degli affari europei (clicca per leggere)

DRP sospende il giudizio sul neocostituito Governo Renzi, invita il premier a licenziare e a sostituire quanto prima Pier Carlo Padoan e rinnova gli appelli per un nuovo corso rooseveltiano e keynesiano del renzismo (clicca per leggere)

Matteo Renzi e Graziano Del Rio si prendano PierGiorgio Gawronski come consulente economico della Presidenza del Consiglio, onde mettere a fuoco una sapiente e necessaria proposta di riforma dell’eurozona che parta dall’Italia (clicca per leggere)

DRP, GOD, le presunte illusioni sul conto del Governo Renzi e una questione di metodo approvata anche dal nostro leader Gioele Magaldi (clicca per leggere).

In questo contesto di ragionamenti, abbiamo potuto constatare che Sergio Di Cori Modigliani, nel suo

“Qual è la logica del Potere, in Italia? Matteo Renzi è una novità oppure no? Una riflessione su di noi”, articolo del 24 febbraio 2014 by Sergio Di Cori Modigliani per LIBERO PENSIERO (clicca per leggere),

abbia clamorosamente sviluppato una metafora su Matteo Renzi- Burattino/Pinocchio, che era stata elaborata dai Massoni di GOD in

L’aspirante massone Matteo Renzi a Palazzo Chigi, fra spinte massoniche reazionarie e auspici massonici progressisti. Sottotitolo: Come sono andate effettivamente le cose nei mesi e nei giorni scorsi, a partire dalla graduale bastonatura del Fratello Napolitano… (clicca per leggere),

Scrivevano i redattori di Grande Oriente Democratico:

 

“I burattinai neo-aristocratici in grembiulino che hanno nel Fratello contro-iniziato Mario Draghi il principale CEO (Chief Executive Officer) del loro “programma per l’Europa”  nutrivano qualche timore. E’ vero che Renzi, una volta investito direttamente dal mandato popolare e legittimato e confortato da una larga maggioranza parlamentare conquistata tramite nuove elezioni, avrebbe potuto portare a termine con più energia di Letta la desertificazione sociale ed economica dell’Italia (intascando personali ricompense, s’intende), ma è anche vero che un Renzi vincitore indiscusso di una democratica tornata elettorale avrebbe potuto coltivare sogni personalistici di gloria e autonomia… Un Renzi forte di un largo consenso popolare avrebbe potuto magari trovare qualche illuminazione realmente progressista, come auspicato negli ambienti di DRP. Come che sia, i cenacoli elitari che “girano la ruota del karma europeo” hanno deciso di optare per una soluzione diversa da quella originaria, la quale doveva passare per un bagno di legittimazione popolare del Segretario PD (una legittimazione che gli avrebbe fornito la forza di nuocere in modo assai più profondo di Monti e Letta, come spiegato in Matteo Renzi stravincerà nel PD e oltre il PD. E potrà così causare tranquillamente agli italiani danni catastrofici (quelli che Mario Monti ed Enrico Letta avrebbero voluto produrre, senza però riuscirci sino in fondo per limiti di investitura popolare), clicca per leggere), temendo appunto che il burattino fiorentino potesse diventare un “vero bambino” e , col tempo, un uomo maturo…”

 

Si riallacciava con tutta evidenza a queste metafore collodiane e ad altre considerazioni di ambiente GOD, pochi giorni dopo, il buon Sergio Di Cori Modigliani, il quale diceva appunto:

 

“Con il governo Renzi, il potere italiano ha deciso di muoversi secondo la propria norma consuetudinaria, quella per l'appunto clandestina, oscura, che lo ha qualificato subito come una fotocopia aggiornata di Mario Monti o Enrico Letta. Basta guardare i curricula e le vite dei ministri per comprendere chi, in questo momento, davvero stia al potere. 
Matteo Renzi (come giustamente suggerisce il Financial Times) non conta nulla. 
E' una normale, tranquilla, operazione di maquillage. 
C'è, però, un ma.
Il punto è proprio questo.
E' l'ennesima favola che viene raccontata agli italiani.
Ma questa volta si tratta di una favola tutta italiana, il cui esito non è affatto scontato.
Per poterla comprendere al meglio, ci facciamo aiutare dal più geniale e imbattibile artista produttore di favole che la nostra grande cultura abbia mai prodotto: Carlo Collodi.
Anche lui toscanaccio doc, come Licio Gelli, come Matteo Renzi.
E' la favola di Pinocchio.
Perchè non si possono fare i conti senza l'oste, e in questo caso, l'oste, è il fattore umano.
Matteo Renzi è una personalità molto forte, un giovane caratteriale, e non è ancora chiaro come possa evolversi la favoletta con un tipo come lui.
Il nostro bravo Pinocchietto è stato accolto a braccia aperte proprio perchè era lui: infantile, bugiardo, giocherellone, creativo, un po' manigoldo, abbagliato dalle giostre del potere, proprio come Pinocchio, e come lui fatto di legno. Il Gatto e la Volpe (che non devono aver letto il finale della favola) lo hanno messo nel sacco e si rallegrano entusiasti. Questo pensano […] Il Gatto e la Volpe si leccano i baffi. 
Dal loro punto di vista hanno ragione, li capisco.
L'inossidabile Balena democristiana si è ingoiata il nostro burattino che, in questo preciso momento, si trova dentro la pancia dove incontrerà Geppetto.
Il problema sta nel finale della favola, ovvero nella risoluzione del mistero attuale italiano che risponde alla seguente domanda: "ma qual è la vera ambizione di Matteo Renzi? […]Per il momento, il Gatto e la Volpe gongolano. […] Ma la favola di Pinocchio ha avuto un lieto fine (oggi sono ottimista).
In seguito a una strana mareggiata, la grande balena vomita il proprio contenuto e Pinocchio viene ributtato fuori; da naufrago approda alla riva dove si accorge che ha raggiunto la sua grande autentica ambizione: è diventato un essere umano.
Come andrà a finire Matteo Renzi?
Non lo so.
So per certo che è stato ingoiato dalla grande balena democristiana e si trova dentro la sua pancia. Rimarrà al calduccio, ben pasciuto, accontentandosi di fare l'attore con la consapevolezza di essere fatto di legno, colla e chiodi?
Oppure, la sua vera, profonda ambizione, consiste nel diventare un bambino vero?”

 

Appunto.
In netta differenziazione da ciò che pensano i pessimisti (compresi i Massoni di GOD, che stimiamo moltissimo e con i quali collaboriamo, pur da punti di vista e con obiettivi diversificati), Noi di DRP opiniamo e auspichiamo che sia possibile un “finale di favola” nella quale il Burattino Pinocchio/Matteo Renzi diventi dapprima un vero bambino, per ritrovata innocenza e apertura mentale/immaginativa sul palcoscenico del potere; poi cresca in fretta, trasformandosi in uomo autentico e politico coraggioso e lungimirante.
Lontano da Gatti, Volpi, Burattinai, Mangiafuochi e Balene…
Se così facesse – e il beneficio del dubbio lo coltiva persino un pensatore sempre più engagé con il Movimento 5 Stelle come Sergio Di Cori Modigliani - Matteo Renzi potrebbe realizzare cose egregie.
Ma per realizzare cose buone e utili c’è bisogno dei giusti consiglieri e dei giusti consigli, del giusto paradigma generale, delle giuste analisi teoriche e delle giuste sintesi pratiche.
Ecco perché consigliamo Renzi di leggersi con attenzione e di metabolizzare quanto illustrato in

“Va dove ti porta Renzi 1”, articolo del 10 febbraio 2014 by PierGiorgio Gawronski per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere)

“Va dove ti porta Renzi-2/Le radici”, articolo del 12 febbraio 2014 by PierGiorgio Gawronski per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere)

“Va dove ti porta Renzi /3- Le riforme”, articolo del 20 febbraio 2014 by PierGiorgio Gawronski per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere),

tornando anche a ripassarsi

“Il governo italiano e la necessaria riforma dell’eurozona”, articolo del 21 febbraio 2014 by PierGiorgio Gawronski per IL FATTO QUOTIDIANO (clicca per leggere).

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 25-27 febbraio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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