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Appello n. 6 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: si illumini in tempo, prima di finire nel burrone…e scelga ministri autenticamente progressisti, soprattutto per il dicastero dell’economia e per quello degli affari europei

 

 

 

 

Siamo gente che ama la teoria, quando è tempo di teorizzare, analizzare, stendere progetti.
Ma siamo anche molto pragmatici, quando è tempo di agire speditamente in una certa direzione, astenersi da ogni movimento rispetto ad altre prospettive.
Abbiamo già indirizzato al segretario PD (e presidente del consiglio incaricato)

Appello n.1 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi, affinché usi bene il suo libero arbitrio e scelga una via maestra diversa da quella che porta agli oligarchi semi-nascosti e rappresentati istituzionalmente da Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, etc. (clicca per leggere)

Appello n. 2 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi…Se il nuovo segretario PD vuol dare un segnale di buona fede e onestà, cominci con lo stoppare la privatizzazione di poste italiane, che si preannuncia come l’ennesima truffa ai danni del Popolo Italiano (clicca per leggere)

Appello n.3 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi...Se l'aspirante leader non vuole fallire e divenire odioso dinanzi al Popolo Italiano come Monti o risibile e grottesco come Letta, cominci a mettere il guinzaglio a Davide Serra e agisca tempestivamente tanto per risolvere la vicenda Electrolux che per impedire la privatizzazione truffaldina di Poste Italiane (clicca per leggere)

Appello n. 4 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: attenzione a Francesco Giavazzi, perché dicono che porti sfiga, oltre ad essere un trombone incompetente (clicca per leggere)

Appello n. 5 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: abbandoni i cattivi consiglieri neoliberisti; faccia un governo costituente di alto profilo, con un programma progressista, keynesiano e rooseveltiano; cerchi un largo consenso in Parlamento;  si dimetta a vada subito ad elezioni, se non riesce ad attuare rapidamente riforme e provvedimenti significativi ed incisivi (clicca per leggere).

Adesso, dopo il consiglio di leggersi con attenzione (lui e i suoi più stretti collaboratori), anche le osservazioni assai meno possibiliste delle nostre, contenute in

GOD commenta “Diamo a Renzi… quel che è di Renzi”, articolo by Sergio Magaldi (clicca per leggere),

lo esortiamo ad “illuminarsi di consapevolezza” sul percorso che sta per intraprendere, ad abbandonare quella metodologia e quei contenuti che lo condurranno in fondo a un burrone, ad abbracciare una idea nuova sia della politica che dell’economia, in chiave radicalmente democratica e anti-oligarchica.
Se non è capace di tanto e invece intende perseverare sulla strada che ha già bruciato Mario Monti ed Enrico Letta, intestardendosi ad applicare una declinazione magari un po’ più smart, dissimulata ed impressionistica dello stesso paradigma (neoclassico e neoliberista) caro ai suoi due predecessori, allora ci dispiace tanto per lui.
Se invece accetta qualche buon consiglio disinteressato da chi, come Noi, ha dato prova di avveduta lungimiranza nel prevedere sin dal 2011 quello che sarebbe successo in Italia e in Europa, siamo certi che riuscirà a passare alla storia come un brillante ed efficace governante.
Ma c’è molto da studiare e da apprendere, caro Matteo…
I primi consigli pratici (e pubblici) che diamo a Matteo Renzi, attualmente impegnato nella definizione della squadra di governo sono:
1 . Per quanto riguarda il Ministero dell’Economia, scelga un titolare che dia il segno di una drastica rottura con il tipo di personaggi che si sono seduti negli ultimi tre anni sulla massima poltrona di Via XX Settembre: Vittorio Grilli e Fabrizio Saccomanni. Soprattutto, costituisca un comitato di consulenti speciali del Ministero, per individuare immediate ed efficaci politiche economiche anti-cicliche e, in questo comitato, fra gli altri, inserisca senz’altro uomini che abbiano saputo leggere l’evolvere della crisi italiana prima e meglio di altri. Due nomi su tutti- anche se ne faremo altri-: Piergiorgio Gawronski ed Emiliano Brancaccio.
2 . Per quel che concerne il Ministero per gli affari europei, gestito a partire dal 2011 da un lacché dell’eurotecnocrazia (e primo cameriere di Mario Monti) come Enzo Moavero Milanesi, lo affidi a un politico di vasta esperienza di politiche UE come Gianni Pittella. Costui, attuale vicepresidente vicario del Parlamento europeo, pur fra molti limiti e moderatismi, appare comunque uno degli esponenti PD più vicini ad una idea di autentica trasformazione democratica dell’Unione Europea, come illustrato anche in un pregevole saggio scritto a quattro mani con Elido Fazi: Breve storia del futuro degli Stati Uniti d’Europa, Fazi, Roma 2013. E se Pittella è indisponibile, perché più interessato a nuovi ruoli nell’ambito della governance continentale, Renzi gli chieda comunque di indicargli un personaggio che lo possa adeguatamente sostituire in tale ruolo.

Altri consigli e altri appelli seguiranno, prima che sia troppo tardi…

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 15-20 febbraio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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