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Appello n. 5 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: abbandoni i cattivi consiglieri neoliberisti; faccia un governo costituente di alto profilo, con un programma progressista, keynesiano e rooseveltiano; cerchi un largo consenso in Parlamento;  si dimetta a vada subito ad elezioni, se non riesce ad attuare rapidamente riforme e provvedimenti significativi ed incisivi

 

 

 

 

Nonostante comprendiamo le posizioni dure e assolutiste dei Massoni di GOD a proposito del percorso presente e futuro di Matteo Renzi, così come espresse di recente in

L’aspirante massone Matteo Renzi a Palazzo Chigi, fra spinte massoniche reazionarie e auspici massonici progressisti. Sottotitolo: Come sono andate effettivamente le cose nei mesi e nei giorni scorsi, a partire dalla graduale bastonatura del Fratello Napolitano… (clicca per leggere)

L’inizio della fine politica dell’aspirante massone Matteo Renzi, il più grande bluff della storia repubblicana italiana (a cura di GOD) (clicca per leggere),

volendoci riallacciare alle flebili aperture di credito spiegate in

Appello n.1 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi, affinché usi bene il suo libero arbitrio e scelga una via maestra diversa da quella che porta agli oligarchi semi-nascosti e rappresentati istituzionalmente da Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, etc. (clicca per leggere)

Appello n. 2 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi…Se il nuovo segretario PD vuol dare un segnale di buona fede e onestà, cominci con lo stoppare la privatizzazione di poste italiane, che si preannuncia come l’ennesima truffa ai danni del Popolo Italiano (clicca per leggere)

Appello n.3 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi...Se l'aspirante leader non vuole fallire e divenire odioso dinanzi al Popolo Italiano come Monti o risibile e grottesco come Letta, cominci a mettere il guinzaglio a Davide Serra e agisca tempestivamente tanto per risolvere la vicenda Electrolux che per impedire la privatizzazione truffaldina di Poste Italiane (clicca per leggere)

Appello n. 4 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi: attenzione a Francesco Giavazzi, perché dicono che porti sfiga, oltre ad essere un trombone incompetente (clicca per leggere),

esprimiamo i seguenti auspici.
Peraltro, sia detto per inciso, abbiamo fondate ragioni per ritenere che Gioele Magaldi (leader comune sia di GOD che di DRP, nonostante la pluralità di posizioni interne ad entrambi i movimenti, il che rende impossibile interpretare la sua leadership nella prospettiva di una guida univoca e assolutistica) nutra nel suo animo qualche residuale speranza che il neosegretario piddino possa un giorno destarsi, riconvertirsi e marciare nella giusta direzione…
Noi di DRP (o comunque quelle e quelli di noi che si riconoscono nel presente articolo redazionale), ad ogni buon conto, non cesseremo di rivolgere appelli a Matteo Renzi, per la “salvezza” della sua sorte politica e per quella del popolo italiano, martoriato da tre anni gravissimi di crisi nera, dopo il ristagno economico iniziato già nei primi anni ’90.
Perciò invitiamo Matteo Renzi, in qualità di prossimo presidente del consiglio incaricato, a:

  1. Liquidare i suoi consigliori economici sostanzialmente neoliberisti (nella versione di sinistra, ancora più ipocrita di quella di destra) e dunque, con diverse sfumature irrilevanti, subalterni al pensiero unico che sta macellando l’Italia e l’Europa. Renzi si liberi di Yoram Gutgeld e della McKinsey, ma si liberi anche di Filippo Taddei e di personaggi alla Alan Friedman che già rivendicano un qualche ruolo consulenziale per il nuovo corso renziano…
  2. Formi un governo costituente sganciato dalle forze partitico-parlamentari che hanno sostenuto l’esecutivo di Letta jr., ma pronto a chiedere a tutti e a ciascuno dei rappresentanti del popolo sovrano il voto su determinati provvedimenti in grado di ridisegnare gli aspetti istituzionali più bisognosi di revisione; in grado di modernizzare il Paese su questioni di grande rilevanza civile e culturale; in grado di promuovere un New Deal keynesiano e rooseveltiano per l’Italia e per l’Europa – con massicci investimenti pubblici in infrastrutture e opere piccole, medie e grandi, capaci di riattivare un circuito virtuoso per il settore privato e dunque per aziende, liberi professionisti, artigiani e lavoratori- andando sino a Bruxelles, Strasburgo, Francoforte, Berlino e presso le altre metropoli europee che contano a sbattere i pugni sul tavolo, onde rinegoziare i trattati europei vigenti.
  3. Infine, se si accorge che i gruppi parlamentari attuali, per le più disparate ragioni, non hanno alcuna intenzione di seguirlo sulla via virtuosa appena indicata, si presenti dimissionario dinanzi al presidente della repubblica e, quale segretario pd, faccia presente che, dopo il suo tentativo fallito, il partito da lui guidato non intende appoggiare più alcun altro tipo di esecutivo. E quindi non resta che la via delle elezioni. Che a quel punto il buon Renzi non potrà che stravincere, presentandosi legittimamente come un leader cui non è stato consentito di governare in modo incisivo, non godendo di una maggioranza parlamentare omogenea e coerente, e che perciò chiede al popolo sovrano un largo consenso elettorale per riprendere il suo cammino riformatore da dove era stato interrotto.

 

Ecco, se Matteo Renzi mettesse in atto una simile strategia, l’errore iniziale di aver ceduto al “canto delle sirene” (su cui vedi DRP presenta “Renzi, il canto delle sirene e Beppe Grillo”, articolo di Sergio Magaldi, clicca per leggere) sarebbe ampiamente superato da una serie successiva di mosse sapienti e vincenti.
Ma per realizzare tutto ciò senza rischiare di cadere in mille trappole e seduzioni perniciose e auto-lesioniste, consigliamo all’imminente neopremier di prendersi come consulenti politico-istituzionali, economici e diplomatici (specie per i rapporti sovranazionali…) qualcuno della cerchia di GOD (dimostrando così ai massoni progressisti di Grande Oriente Democratico e dintorni che si sbagliano sul suo conto) e di allontanare su due piedi tutta una serie di figuri attuali di cui si circonda (compresa l’eventuale new entry Lucrezia Reichilin), i quali saranno i primi ad accoltellarlo alle spalle il giorno in cui l’avranno inevitabilmente condotto a fare la stessa fine di Monti e Letta…
Fine del sermone e dell’appello, per ora.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 7-14 febbraio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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