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Appello n. 3 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi…Se l’aspirante leader non vuole fallire e divenire odioso dinanzi al Popolo Italiano come Monti o risibile e grottesco come Letta, cominci a mettere il guinzaglio a Davide Serra e agisca tempestivamente tanto per risolvere la vicenda Electrolux che per impedire la privatizzazione truffaldina di Poste Italiane

 

 

 

 

Facendo seguito a quanto scritto in

Appello n.1 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi, affinché usi bene il suo libero arbitrio e scelga una via maestra diversa da quella che porta agli oligarchi semi-nascosti e rappresentati istituzionalmente da Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, etc. (clicca per leggere)

Appello n. 2 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi…Se il nuovo segretario PD vuol dare un segnale di buona fede e onestà, cominci con lo stoppare la privatizzazione di poste italiane, che si preannuncia come l’ennesima truffa ai danni del Popolo Italiano (clicca per leggere),

rinnoviamo il nostro appello a Matteo Renzi, affinché operi in modo tale che la sua stella politica non si eclissi prematuramente.
Sulla scandalosa privatizzazione di Poste Italiane, alcuni renziani si esprimevano nei giorni scorsi in questo modo:

1 - POSTE: GELLI (PD),RICAVI PRIVATIZZAZIONE PER RIDURRE TASSE
(ANSA) - "Il ricavato dalla privatizzazione del 40% delle Poste venga utilizzato per una misura concreta in favore dell'economia, come ad esempio la riduzione delle tasse ai lavoratori". E' quanto chiede il deputato del Partito democratico, Federico Gelli, componente della commissione Affari sociali della Camera.

Poste Italiane jpeg
Poste Italiane jpeg
"Il governo - aggiunge - ha annunciato l'intenzione di voler utilizzare i circa 8 miliardi che potrebbero arrivare dalla vendita della quota di Poste nella riduzione del debito pubblico. In sostanza, il governo vorrebbe tagliare dello 0,3% il debito, che a novembre ha raggiunto la quota record di 2.104 miliardi di euro. Una goccia che puo' sembrare inutile, per risparmiare una cifra irrisoria in termini di minori interessi".
Postemobile
Postemobile
"L'abbattimento del debito pubblico - prosegue Gelli - deve arrivare innanzitutto con il ritorno alla crescita del prodotto interno lordo. I ricavi delle privatizzazioni vengano utilizzati per far ripartire l'economia, iniziando con un taglio veramente incisivo del cuneo fiscale. E' opportuno che in commissione si discuta approfonditamente".

2 - POSTE: BOBBA, PRIVATIZZAZIONE FINANZI PIANO SCUOLA RENZI

(ANSA) - "I ricavi della privatizzazione di parte di Poste Italiane servano a finanziare il piano di ristrutturazione degli edifici scolastici proposto da Matteo Renzi, 5 miliardi per mettere in sicurezza mille scuole in tutta Italia". E' quanto chiede il deputato del Partito democratico, Luigi Bobba, componente della commissione Bilancio della Camera.

( dichiarazioni riportate in “SUP-POSTE ITALIANE! I RENZIANI APRONO IL FRONTE DELLA PRIVATIZZAZIONE DEI POSTINI: ALTRO CHE L’INUTILE TAGLIO DELLO 0,3% DEL DEBITO PUBBLICO, - I SOLDI VENGANO USATI PER RIDURRE LE TASSE!”, pezzo per DAGOSPIA del 24 gennaio 2014, clicca per leggere).

Eh, no, cari parlamentari PD di stretta o larga obbedienza renziana...
Qui non si tratta di scoprire l’acqua calda, e cioè che è perfettamente inutile ridurre in modo impercettibile il debito pubblico ma sarebbe meglio almeno destinare gli spiccioli ricavati dalla privatizzazione di Poste Italiane a investimenti socialmente utili e/o alla riduzione delle tasse sul lavoro.
Qui si tratta di opporsi alle solite privatizzazioni all’italiana, convenienti solo per chi acquista a prezzi stracciati assets importanti e strategici, ma del tutto pregiudizievoli dell’interesse dello Stato e del Popolo Sovrano.
Ti è tutto chiaro, gentil Matteo?
Parimenti, quando ci capita di leggere, in

“SERRA CONTRO SERRA - SUL CASO ELECTROLUX IL FINANZIERE RENZIANO DAVIDE SERRA SPARA SU TWITTER: "ABBASSARE DEL 40% GLI STIPENDI È RAZIONALE". E MICHELE SERRA LO INFILZA: "COME FANNO A CAMPARE GLI OPERAI?", pezzo del 29 gennaio 2014 per DAGOSPIA (clicca per leggere),

le seguenti cazzate di Davide Serra:

1 - IL SÌ DI SERRA, SOSTENITORE DI RENZI BUFERA PD: INACCETTABILE METÀ SALARIO
Luisa Grion per "la Repubblica"

DAVIDE SERRA ALLA LEOPOLDA
DAVIDE SERRA ALLA LEOPOLDA
Il caso Electrolux esce dai capannoni e infiamma la politica, Pd compreso che da ieri dibatte - anche a colpi di tweet - sul piano del gruppo. Per restare in Italia, la multinazionale svedese ha infatti chiesto ai dipendenti tagli drastici sul salario, facendo capire che questo potrebbe comunque non bastare per tenere in vita tutti i quattro siti.
Una proposta che il sindacato ha definito «irricevibile», ma che Davide Serra, fondatore e amministrazione del fondo speculativo Algebris e noto sostenitore di Matteo Renzo, ha invece difeso: «Electrolux prova a salvare lavoro e azienda con taglio salari - ha twittato - oppure chiude come altre 300 mila aziende e aggiunge disoccupazione. Realtà».
DAVIDE SERRA
DAVIDE SERRA
Proposta «razionale» ha commentato, anche se qualche ora dopo, visto il fiorire delle critiche ha precisato che «razionale non vuol dire auspicabile». Un commento che non è andato giù a molti, anime renziane comprese, visto che poco dopo, sul caso, è partito un botta-risposta fuori e dentro il social network.
Sempre su Twitter, per esempio ha contrattaccato Francesco Nicodemo, responsabile per la comunicazione del partito che riprendendo un commento già espresso da Deborah Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, ha scritto: «No al ricatto sulla pelle degli operai e della popolazione».
C'è chi come l'eurodeputato Pd Frigo chiede che «lo Stato netta la differenza degli stipendi», chi come l'ex ministro del Lavoro Damiano giudica «irricevibile» la proposta aziendale e vede in Electrolux un caso «che purtroppo potrebbe fare scuola».
MICHELE SERRA
MICHELE SERRA
A trarre le fila del dibattito ci prova Marianna Madia, responsabile Lavoro del Pd. «Non si possono dimezzare i salari e far ricadere tutto il peso della mancata competitività sui lavoratori - precisa - ma é chiaro che l'emergenza Electrolux è l'emergenza di un Paese e di un sistema. Spero che il tavolo al governo trovi un compromesso, ma per trattenere qui il lavoro dovremo fornire alle aziende condizione adatte».
Una via da praticare, sottolinea Madia, potrebbe essere quella auspicata proprio dalla Confindustria di Pordenone che, assieme ad una rosa di esperti fra i quali Treu e Cipolletta, sta lavorando ad un accordo territoriale dove, ad un taglio dei salari del 20 per cento, corrisponda una compensazione in servizi e welfare.
srg03 michele serra giancarlo bosetti
srg03 michele serra giancarlo bosetti


2 - SERRA CONTRO SERRA
Michele Serra per "la Repubblica"

"Proposta di Electrolux razionale. Costo del lavoro per azienda è triplo dopo oneri sociali. Per salvare lavoro deve abbassare 40% stipendi". Sono le parole twittate dal finanziere Davide Serra, area renziana. Lo ringrazio perché le considero la prova provata di quanto avevo scritto qui ieri: il peggiore uso mondiale dei social network è quello fatto dai maschi di potere che sgomitano per farsi sentire.
Michele Serra
Michele Serra
Se l'autore avesse riletto solo per un paio di secondi il suo testo, respirando forte per ossigenare i neuroni, si sarebbe immediatamente domandato: ma se gli stipendi si abbassano del 40 per cento e i prezzi rimangono uguali, come fanno a campare gli operai? E i consumi, con la progressiva erosione dei salari, come potranno mai ripartire?
E quel "costo del lavoro triplo" è triplo rispetto a che cosa, agli stipendi bielorussi, al costo del lavoro senza oneri sociali, all'età della cognata, a una cifra a caso? Ma come accidenti si fa, santo cielo, a sparare un paio di belinate veloci veloci su una faccenda che è lacrime e sangue, questione sociale gigantesca, vita delle persone? Poi si finisce sui giornali, certo. Ma non si fa mica una bella figura.
ELECTROLUX SCHIAVI
ELECTROLUX SCHIAVI

ci sentiamo in dovere di chiedere a Renzi di mettere al guinzaglio il suo amico finanziere…
E’ questa la Nuova Italia promessa in Era Renziana, quella in cui i lavoratori, per conservare il posto di lavoro, dovranno vedersi ridotto del 30, 40 o 50 %  lo stipendio?
Noi (con i Massoni di GOD) un simile scenario lo avevamo previsto da anni, come testimoniato in interventi del tipo di

La Catastrofe europea e occidentale. Grande Oriente Democratico e Democrazia Radical Popolare avevano previsto per tempo (dall’estate 2011) quello che sarebbe accaduto, e l’avevano ribadito anche all’indomani degli stolti commenti ottimisti sul vertice europeo di Bruxelles del 28-29 giugno 2012:… (clicca per leggere)

e in altri analoghi.
Ma Tu, Matteo Renzi, sei sicuro di voler deludere tutti quei milioni di persone che ti avranno votato alle prossime elezioni?
Hai fatto bene i calcoli?
Lo sai che la fiducia tradita diventa quasi matematicamente rabbia esplosiva e forsennato risentimento?
Pensaci bene.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 25-30 gennaio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it