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Appello n. 2 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi…Se il nuovo segretario PD vuol dare un segnale di buona fede e onestà, cominci con lo stoppare la privatizzazione di poste italiane, che si preannuncia come l’ennesima truffa ai danni del Popolo Italiano

 

 

 

 

Facendo seguito a quanto scritto in

Appello n.1 del 2014 di Democrazia Radical Popolare a Matteo Renzi, affinché usi bene il suo libero arbitrio e scelga una via maestra diversa da quella che porta agli oligarchi semi-nascosti e rappresentati istituzionalmente da Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, etc. (clicca per leggere),

sottoponiamo pubblicamente e ufficialmente al vaglio di Matteo Renzi le considerazioni di Colin Ward e di Pippo il Patriota, espresse in

“BANCHE E ASSICURAZIONI IN FESTA! VOGLIONO PAPPARSI POSTE ITALIANE: HA UNA RETE FORMIDABILE (MENTRE LORO L’HANNO TAGLIATA) E OFFRE SERVIZI A PREZZI IMBATTIBILI - 2. DALLA VENDITA DEL 40%, IL GOVERNO DI LETTA SI ATTENDE DI INCASSARE QUATTRO MILIARDI ENTRO L’ESTATE. NE SERVONO POI ALTRI QUATTRO PER SODDISFARE LE ULTERIORI RICHIESTE DI BRUXELLES. CHE CI FA IL DEBITORE ITALIA CON QUESTI QUATTRO MILIARDI? - 3. NEL 2014 LO STATO DOVRÀ PAGARE 54 MILIARDI DI INTERESSI SUL DEBITO PUBBLICO. E CON QUESTA “PRIVATIZZAZIONE” CI SI PAGA UN MESE DI INTERESSI SUL DEBITO. E’ COME SE UNO SI VENDESSE UNA RICCA TENUTA IN CAMPAGNA PER PAGARE UNA RATA DEL MUTUO - 4. SAREBBE BELLO CHE ER GELATINA E SARMI CI DICESSERO SE DOPO LA PRIVATIZZAZIONE I COSTI DEI SERVIZI DI BANCO POSTA E POSTE VITA SARANNO QUELLI DI ADESSO “, pezzo per DAGOSPIA del 24 gennaio 2014 (clicca per leggere).

Rifletta sulle seguenti analisi, il buon Renzi, e dia dimostrazione chiara ai tanti italiani (adoranti) se intende servire gli stessi padroni e danti causa di Enrico Letta, Fabrizio Saccomanni, etc., oppure se ha davvero a cuore gli interessi della maggioranza dei suoi concittadini:

 

SACCOMANNI E LETTA
SACCOMANNI E LETTA
1 - IL COLPO ALLE POSTE DEL GOVERNINO DEI BANCHIERI
Banche e assicurazioni in festa per la privatizzazione delle Poste, coerentemente annunciata a Davos dal ministro Saccodanni. Dalla vendita del 40%, il governo di Aspenio Letta si attende di incassare quattro miliardi di euro entro l'estate. Ne servono poi altri quattro per soddisfare le ulteriori richieste di Bruxelles. Che ci fa il debitore Italia con questi quattro miliardi?

La risposta non è facile, ma potremmo ricordare che nel 2014 lo Stato dovrà pagare più o meno 54 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico. E basta un rapido calcolo per capire che con questa "privatizzazione" ci si paga un mese di interessi sul debito. E' come se uno si vendesse una ricca tenuta in campagna per pagare una rata del mutuo. Ma c'è di peggio.
LETTA, ALFANO, SACCOMANNI
LETTA, ALFANO, SACCOMANNI
Che cosa sono oggi le Poste? I giornaloni di Lor signori in gran parte glissano e c'è da capirli, considerati i loro veri padroni. Tuttavia il Sole 24 Ore, che ha il dovere dell'approfondimento, ha l'onestà di ricordare che l'80% del fatturato di Poste arriva dalle attività di banca-assicurazione, con il primo posto nel ramo Vita, la potenza di fuoco dei servizi bancari offerti agli sportelli (prestiti esclusi) e quei 18 milioni di carte prepagate che fanno dannare banche e assicurazioni. Quello che il Sole non dice è che Poste è un concorrente scomodo per banche e assicurazioni di casa nostra, perché ha una rete formidabile (mentre loro l'hanno tagliata) e offre servizi più che discreti a prezzi quasi imbattibili.
MASSIMO SARMI
MASSIMO SARMI
Oggi tutti a concentrarsi sulle azioni scontate ai dipendenti e le solite panzane roboanti sulla "public company". Invece i veri problemi dell'operazione sono due, oltre all'insensatezza della vendita ai soli fini dichiarati di riduzione del debito. Il primo è che sarebbe bello che Er Gelatina e il presidente Massimo Sarmi ci dicessero se dopo la privatizzazione i costi dei servizi di Banco Posta e Poste Vita saranno quelli di adesso.
Il secondo è che quando Saccomanni - che ha già detto un sibillino "si parte con il 40% poi si vedrà" - avrà finito di cedere le Poste "ai privati" non vorremmo scoprire che questi privati, magari al termine di una serie di passaggi intermedi, altro non sono che quelle banche e quelle assicurazioni che da anni combattono le stesse Poste.
Non sarà infine simpatico ricordarlo, ma Aspenio Letta è profondamente legato ad Abramo Bazoli e Saccomanni è un ex direttore generale di Bankitalia. Se non riescono a piazzarlo su qualche poltrona europea, vogliamo scommettere che nel giro di un paio d'anni anche Er Gelatina, come molti suoi predecessori, si accomoderà su una qualche poltrona bancaria?
2 - E LETTANIPOTE SCOPRI' IL CONFLITTO D'INTERESSE (GLIENE HA PARLATO ZIO GIANNI?)
Con questo grumo di interessi inconfessabili e intangibili che abbiamo appena descritto, fa veramente sorridere che Lettanipote ieri sera abbia scoperto a babbo morto il famoso conflitto d'interessi berlusconiano. Neppure come acceso tifoso milanista, il caro Aspenio aveva mai sospettato alcunché…

 

La vicenda, al pari delle privatizzazioni truffaldine all’italiana gestite già a suo tempo da Mario Draghi (dominus attuale sia di Letta che di Saccomanni) quando era Direttore Generale del Ministero del Tesoro, è scandalosa e immonda.
Chissà se su questo Matteo Renzi ha qualcosa da dire, o è troppo preso dalla questione delle “preferenze si, preferenze no” nella leggina elettorale da lui presentata…e strombazzata all’opinione pubblica come se fosse un evento di epocale importanza…
E già che ci sta, il buon Matteo e i suoi fedeli scudieri si vadano anche a fare un raffronto con quanto è accaduto in termini di Poste nel Regno Unito, come raccontato in

“POSTE BRITANNICHE: UNA LEZIONE PER LA PRIVATIZZAZIONE DI QUELLE ITALICHE - IL BOOM DI ROYAL MAIL (+80% DAI PREZZI DI QUOTAZIONE) RISCHIA DI TRAVOLGERE CAMERON”, pezzo per DAGOSPIA del 24 gennaio 2014 (clicca per leggere).

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it)

[ Articolo del 23-24 gennaio 2014 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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