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Appello di Democrazia Radical Popolare per votare quattro SI ai “Referendum” del 12 e 13 giugno 2011

 

 

 

 

Saremo brevi, chiari e diretti.
Intanto, come sostenuto anche dai massoni di Grande Oriente Democratico in Appello di Grande Oriente Democratico affinché tutte le libere muratrici e i liberi muratori italiani, le cittadine e i cittadini cooperino per il raggiungimento del QUORUM ai Referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011, è essenziale che, dopo tanti anni di consultazioni referendarie andate a vuoto, ALMENO QUESTA vada a buon fine, visto che tocca dei problemi fondamentali per l’intera collettività nazionale.
In effetti, raccogliamo sin da ora l’esortazione di Grande Oriente Democratico affinché in futuro venga riformato l’articolo 75 della Costituzione, al pari di tutte le altre normative afferenti alla materia referendaria, in modo tale che:

  1. Non sia più richiesto il quorum per i referendum abrogativi di testi legislativi (come avviene nella civilissima Svizzera)
  2. Sia possibile aumentare il grado di democrazia partecipativa dei cittadini, attraverso l’istituzione, anche in Italia, di referendum propositivi (come avviene nella civilissima Svizzera)

 

Come è noto, il meccanismo del quorum è risultato falsificante rispetto all’effettivo monitoraggio di come la pensi la maggioranza dei cittadini.
Infatti, nel momento in cui (e ciò è accaduto tantissime volte) le forze politiche e sociali contrarie all’operazione abrogativa, invece di svolgere legittimamente la propria battaglia civile in favore del NO, si battono ferocemente per scoraggiare gli aventi diritto a recarsi ai seggi, questa stessa azione significa che esiste di volta in volta una porzione più o meno grande di elettorato che, in realtà, partecipa sostanzialmente (senza partecipare formalmente) alla consultazione referendaria.
E qui risiede un duplice raggiro corruttivo del popolo italiano.
Da un lato, scoraggiando la partecipazione al referendum, si implementa progressivamente quella disaffezione dei cittadini dalla vita civile che è un grave vulnus per la complessiva tenuta democratica del Paese.
Dall’altro, il fine del mancato raggiungimento del quorum (nel tempo, coltivato da diverse forze politiche tanto di destra, che di centro o sinistra) che si mostra come un obiettivo perseguito con grande mobilitazione, militante e proterva, di tutti coloro che avrebbero invece votato NO, affinché proprio non si rechino a votare, mostra la natura inefficace e fuorviante della vigente normativa rispetto ai fini che si propone: venga abrogata una legge solo se la maggioranza più uno dei cittadini aventi diritto al voto partecipano alla consultazione.
Ma in realtà, anche coloro che si mobilitano per disertare la consultazione, vi stanno con tutta evidenza partecipando.
Tanto è vero che, se solo fosse abolito il quorum del 50% +1, gli stessi Demagoghi Anti-Democratici che fanno appelli al non-voto, all’astensione, all’andare al mare, etc., immancabilmente si sbraccerebbero a mobilitare lo stesso gregge di elettori da loro (mal) guidati, onde farli recare alle urne per votare NO.
Su tali questioni, quindi, ci dichiariamo assolutamente d’accordo con la grande lezione di ethos civile espressa da Grande Oriente Democratico nel suo odierno appello (vedi Appello di Grande Oriente Democratico affinché tutte le libere muratrici e i liberi muratori italiani, le cittadine e i cittadini cooperino per il raggiungimento del QUORUM ai Referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011 )

E in ragione di quanto appena detto, purtroppo, non sarà facile coinvolgere tantissimi cittadini (da anni disaffezionati alle consultazioni referendarie, grazie all’opera di disimpegno e disinformazione civile promossa dagli pseudo-partiti pseudo-democratici italici) nell’appuntamento del 12 e 13 giugno 2011.
Ma Noi di Democrazia Radical Popolare ci proveremo, anche con l’autorevole supporto della rete libero-muratoria che fa capo, direttamente o indirettamente, a Grande Oriente Democratico, Movimento massonico d’opinione che ha conquistato ormai una indiscutibile centralità in diverse aree della migliore società civile italiana.

E se da parte di G.O.D. non vi è un indicazione di voto specifica univoca (pur essendoci qualcosa di molto più importante: cioè l’invito a RECARSI COMUNQUE A VOTARE), Noi di D.R.P., invece, la diamo in termini netti ed espliciti.
Le cittadine e i cittadini che sono interessati all’”indirizzo di voto” di Democrazia Radical Popolare, sappiano che Noi consigliamo TUTTI di votare 4 SI ai 4 quesiti referendari.

  1. Consigliamo di votare SI in riferimento al quesito che riguarda la costruzione di nuove centrali nucleari. Ovunque (specie sul web) è possibile trarre una enorme mole di informazioni sulle ragioni pro e contro nuovi investimenti sull’energia nucleare. In questa sede ci limiteremo ad esporre alcune sintetiche osservazioni. I tempi di smaltimento delle scorie nucleari radioattive sono biblici: non abbiamo il diritto di lasciare ai nostri figli, nipoti, pronipoti e lontanissimi discendenti un fardello così pesante come dei diffusi (e insicuri, nel tempo) depositi di materiali pericolosissimi.  Il Plutonio 239 ci mette circa 240.000 anni ad essere bonificato, l’Uranio 234 idem, l’Uranio 235 e l’Uranio 238 molto di più. Non ci sono prove (e semmai ce ne sono del contrario) che le centrali nucleari (anche di nuova generazione) siano assolutamente sicure, specie su un territorio sismico come quello italiano. Non è vero che i costi di costruzione, manutenzione e smaltimento del nucleare siano inferiori a quelli relativi all’approvvigionamento di altre fonti energetiche. Soprattutto, se i SI a questo quesito referendario non prevalessero e in futuro il governo italiano riavviasse il suo programma nucleare dagli enormi costi economici, non vi sarebbe più possibilità alcuna per l’investimento nella RICERCA ed IMPLEMENTAZIONE di altre forme di energia, eco-compatibili. Quelle forme di energia su cui, a nostro avviso, dovranno anzitutto puntare l’Italia, l’Europa e l’insieme della nazioni più moderne e più responsabili verso il benessere delle generazioni presenti e future.
  2. Consigliamo di votare SI ad entrambi i quesiti relativi all’erogazione di acqua e di altri servizi pubblici (“privatizzazione” della gestione del servizio e “determinazione di profitti relativi per aziende private”), onde abrogare le norme che insidiano il controllo pubblico di alcune funzioni essenziali per le comunità.Siamo decisamente favorevoli a tutte quelle liberalizzazioni di enti e servizi un tempo statali o parastatali che non siamo di primaria importanza per i cittadini e la cui gestione da parte di privati (più o meno mascherata come “sussidiarietà”) non rischi di comportare aggravi economici per le comunità interessate. In questo caso si parla ad esempio (ma non solo: con uno dei quesiti ci si prefigge l’abrogazione dell’ art. 23 bis -dodici commi- della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica ) di ACQUA, un servizio primario che non può e non deve comportare interventi di gestori privati, la cui legittima finalità è il profitto e non unicamente il bene comune dei cittadini-fruitori. Giudichiamo l’argomento della presunta inefficienza del servizio pubblico un non-argomento. Nell’Italia che costruiremo, si privatizzerà ciò che è strategico privatizzare per molteplici ragioni e non ciò che l’amministrazione pubblica si dimostri contingentemente incapace di gestire. Si licenzino/sanzionino gli amministratori/gestori inadeguati e si sostituiscano con soggetti all’altezza dei compiti loro assegnati e per cui sono remunerati. Ma per far questo non c’è bisogno di privatizzare alcunché, aumentando prevedibilmente tasse e costi del servizio idrico in danno dei contribuenti e a favore dei profitti di pochi. Dunque, DUE SI ai quesiti abrogativi in questione.
  3. Consigliamo di votare SI al quesito relativo al cosiddetto “legittimo impedimento”. Non si tratta semplicemente degli strumentali impedimenti del Citizen Berlusconi. Chiunque, al presente o nel futuro, divenga Presidente del Consiglio o rivesta altre importanti cariche in seno alle Istituzioni, deve dare per primo il buon esempio! La LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI, almeno nelle democrazie liberali. Un povero disgraziato che sia giustamente (o ingiustamente) incriminato per presunti reati è costretto ad investire tempo, denaro ed energie nella sua difesa, spesso a scapito della sua capacità di lavoro e della serenità necessaria a mantenere una famiglia. Un cittadino eminente e benestante che ricopra incarichi di prestigio (non soltanto Berlusconi) ha tutti i mezzi per disporre di schiere di legali che ne tutelino efficacemente la difesa in tribunale (in tutti i gradi di giudizio) e dinanzi ai media o alla società civile, senza per questo essere impedito nelle sue normali attività governative e istituzionali. Perciò, non c’è bisogno di nessun LEGITTIMO IMPEDIMENTO, visto che un uomo di governo (o delle Istituzioni in generale) già gode di privilegi (economici e sociali) enormi rispetto ad un indagato/imputato comune. Piuttosto si richiede, proprio ad alte personalità, protagoniste della vita del Paese, una buona dose di UMILTA’, TEMPERANZA E SAGGEZZA: e dunque la disponibilità a farsi processare e giudicare con le stesse modalità con le quali viene processato e giudicato qualsiasi cittadino-elettore.
  4. In conclusione, su tutti e QUATTRO I QUESITI REFERENDARI per cui si vota domenica 12 e lunedì 13 giugno, l’indicazione di Democrazia Radical Popolare è: QUATTRO SI, SI, SI, SI !!!! Decisi e senza remore, anche se non sarà facilissimo raggiungere il quorum. Ma NOI siamo qui anche per lavorare per QUESTO. Speriamo che TUTTI facciano il loro dovere, con adeguato impegno. A cominciare dai semplici e comuni cittadini, porta a porta, ufficio per ufficio, mercato per mercato, etc, onde convincere a recarsi alle urne amici, colleghi, conoscenti, anche semplici passanti…

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it