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Angelino Jolie detto “Al Fano” e la patetica e servile messinscena del Consiglio nazionale del P.D.L., cioè del partito dei lecca…

 

 

 

 

Basterebbe leggere “Nel PDL pochi vogliono Alfano ma per lui sarà un plebiscito” by Barbara Romano per LIBERO del 1 luglio 2011(clicca sopra per leggere) per rendersi conto dell’ignobile presa per il c… che, ancora e sempre, il Fratello Berlusconi - insieme ai suoi cortigiani & camerati - continua imperterrito a propinare all’elettorato italiano di centro-destra.
Certo, gli elettori sono in fuga, la credibilità del contro-iniziato di Arcore cala di giorno in giorno, eppure fa male e disgusta vedere una parata così grottesca di anti-democrazia, illiberalismo, populismo e servilismo.
Prima ancora dello svolgimento di questa carnevalata immonda, fregiata dei falsi sorrisi e delle espressioni inautentiche di tutti, con la vomitevole piaggeria di Al Fano nei confronti del suo Padrino, persino la giornalista di un quotidiano tradizionalmente filo-berlusconiano come LIBERO, non poteva esimersi dall’osservare:

Politburo. Ricorda molto l’ufficio politico del Partito comunista sovietico il consiglio nazionale del Pdl che si riunirà stamattina all’Auditorium della Conciliazione per eleggere Angelino Alfano segretario di partito. Basta leggere le indicazioni d’uso. Niente dibattito, tempi strettissimi, programma ridotto all’osso, sala super-blindata, off-limits pure per i body guards. Imperativo categorico: limitare al massimo, anzi azzerare del tutto il rischio di fuori programma, colpi di scena, discorsi non ortodossi. Silvio Berlusconi stavolta ha imposto una scaletta draconiana… (vedi appunto “Nel PDL pochi vogliono Alfano ma per lui sarà un plebiscito” by Barbara Romano per LIBERO del 1 luglio 2011).
Ma dopo che lo scempio finale di un sedicente partito politico si è compiuto, che dire?
Ci mancano le parole.
Ridateci il Berlusconi un po’ diabolico, ma abile stratega, con il senso della realtà, un minimo di decenza e un accettabile auto-governo della capacità di manipolare.
Questo Berlusconi qui non fa più nemmeno ridere, non convince nessuno, suona più falso di uno che voglia vendere a un turista la Fontana di Trevi o il Colosseo e più stucchevole di un Sandro Bondi in livrea da maggiordomo.
Quanto all’inconsistente ed etereo Angelino Jolie detto “Al Fano”, dalla tristezza per come si è ridotto il Maestro Venerabile di Villa San Martino, si passa alla tenerezza, alla compassione, al senso di umana pietà.
Volete sapere quali sono le mirabili ed epocali frasi da leader e statista che ha pronunciato Alfano?
“Basta con il partito del settanta e trenta, dei post-forza italia e dei post-alleanza nazionale: adesso siamo tutti del PDL”
Accipicchia!
“Dobbiamo essere il partito degli onesti”
Non ci dire!
“La vogliamo (riferendosi a Berlusconi che, schermendosi in modo grottesco, si copriva la faccia con le mani) ancora candidato a Palazzo Chigi nel 2013. Non vogliamo nessun lascito o eredità politica, la vogliamo ancora in pista, bla, bla bla…”

Tranquillo, Angelino, tu di certo non avrai alcuna eredità politica o patrimoniale, nessun lascito, nulla di nulla.
Semplicemente, essendo una personalità politica di scarso rilievo, uno yes-man del Grande Capo dalla lingua sempre umida, un servile cortigiano senza grande peso politico autonomo (come il tuo amico Renato Schifani), sei stato nominato (non eletto) per fare per qualche tempo il capo dei camerieri del PDL.
Tutto qui.
Quando ci sarà il diluvio, cadrai in disgrazia come tanti altri poveretti, come quell’altro povero disgraziato di Sandro Bondi, anche lui un tempo nominato coordinatore unico del partito azienda di Arcore (allora Forza Italia).
Gli eredi di Berlusconi, se lo ricordino tutti, sono soltanto Marina, Pier Silvio e gli altri rampolli di secondo letto.
Perciò, un consiglio anche ai media nazionali: archiviate in fretta le analisi surreali e le ciance intorno a questo non-evento della non-investitura del ragazzotto di Agrigento.
Occupatevi di cose più serie, fateci il favore.

Mentre l’Italia e gli italiani vanno sempre più a fondo, il cabaret offerto dalla coppia Berlusconi-Alfano ricorda vagamente qualche sketch tra Totò e Carlo Croccolo: roba anche piacevole, ma presa a piccole dosi e nel momento opportuno.

 

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