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11 settembre 2001-11 settembre 2011: Democrazia Radical Popolare e Grande Oriente Democratico rendono omaggio alla città di New York e a tutto il popolo USA. E manifestano analoga solidarietà a Israele, per tutte le campagne di odio che ha dovuto subire, nel presente (vedi ambasciate israeliane in Egitto e Turchia) come nel passato, sin dalla sua nascita in un minuscolo territorio medio-orientale (versione su www.democraziaradicalpopolare.it )

 

 

 

 

Dieci anni fa accadeva uno sciagurato evento che avrebbe colpito molte persone e famiglie direttamente (i morti e le famiglie dei morti assassinati dalla barbarie terroristica), tutto il resto del mondo indirettamente.
L’attacco aereo dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers di New York (e in altri punti del territorio statunitense) inaugurava in modo drammatico il nuovo secolo e il nuovo millennio, condizionando pesantemente la stessa politica mondiale, segnata dopo allora da psicosi collettive, nuovi effettivi ed eclatanti atti di terrorismo (Djerba, Bali, Mombasa nel 2002, Riyadh e Casablanca nel 2003, Madrid nel 2004, Amman e Londra nel 2005, per tacere delle periodiche e quasi quotidiane stragi compiute in vaste zone dell’area africana e medio-orientale presso sedi istituzionali, mercati, luoghi di culto, edifici dell’ONU o di altre organizzazioni internazionali).
La risposta a tale stato di emergenza e di diffuso allarmismo furono alcune guerre (in Afghanistan e in Iraq. Le quali operazioni belliche, a nostro parere, avrebbero dovuto essere condotte con ben altro spirito e capacità di coinvolgimento della comunità internazionale e delle popolazioni locali nella costruzione di istituzioni, società e valori democratici e liberali, invece di venire a patti con gli arcaici potentati tribali nei territori afghani e di mirare soprattutto al petrolio e al business militar-industriale nella mai nata nazione irachena) e atti legislativi di limitazione delle libertà civili, assolutamente paradossali nella patria moderna della libertà, gli Stati Uniti d’America.
Non ci sono piaciute, lo diciamo con chiarezza estrema e radicale, le due amministrazioni di George W.Bush (2001-2005 e 2005-2009), che hanno palesemente approfittato della situazione creata dallo shock emotivo collettivo e dall’emergenza terroristica per mettere in opera politiche militari fallimentari e costosissime. Volte non tanto ad una maggiore sicurezza per gli Usa e per l’Occidente liberal-democratico e laico nel suo complesso, quanto ad assicurare consenso politico contingente (svanito poi a partire già dal 2006) a buon mercato per la maggioranza repubblicana in crisi di idee e valori (salvo un fondamentalismo religioso anacronistico e strumentale e il sempiterno neoliberismo galoppante) ed enormi profitti agli amici degli amici finanzieri e industriali, per i quali le nuove guerre hanno rappresentato un’inesauribile riserva di ricche commesse e contratti.
Questo vuol dire che per Noi di GOD e DRP le invasioni in Afghanistan (2001) e in Iraq (2003) non andavano compiute?
Al contrario.
Noi riteniamo che, se al posto di un’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) paralizzate dai possibili veti nel Consiglio di Sicurezza di Cina e Russia (nazioni assai poco democratiche nel passato come nel presente) vi fosse un’ Organizzazione Sovranazionale dei Popoli effettivamente ispirata alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10 dicembre 1948 ( o più semplicemente, nel Consiglio di Sicurezza ONU e in altri organi internazionali vigesse il principio democratico di voto a maggioranza, senza possibilità di veti) allora forse qualcuno avrebbe potuto fermare i Talebani prima dell’autunno 2001, già all’epoca (marzo 2001) in cui bombardavano i Buddha giganti della Valle di Bamiyan (patrimonio dell’Umanità) e soprattutto in cui radunavano negli stadi afghani donne e uomini colpevoli di indulgere a vizi occidentali e li massacravano lapidandoli o mitragliandoli.
Parimenti, il tiranno Saddam Hussein andava deposto con le buone o con le cattive non attraverso la propalazione di menzogne spudorate alla comunità internazionale (le presunte armi di distruzione di massa,mai rinvenute) e in nome del presunto pericolo per la sicurezza statunitense, bensì in virtù dell’essere da decenni un despota sanguinario, autore di crimini contro l’umanità.
Al pari di altri autocrati più o meno sporchi del sangue di tanti esseri umani, negatori della libertà, della democrazia e dello stato di diritto e spregiatori dei principi sanciti dalla Dichiarazione Universale del 1948: da Gheddafi a Ben Alì, da Mubarak ad Assad, dalle tiranniche oligarchie familistiche arabe a quelle africane ed asiatiche.
Il principio della “difesa del mondo libero” (strombazzato strumentalmente dagli illiberali George W. Bush, Dick Cheney, Donald Rumsfeld & Company, di fatto macchiatisi anch’essi di crimini contro l’umanità con le sevizie e le torture dei centri di detenzione militare da essi autorizzati e promossi) o si applica con TUTTI gli stati “canaglia”, oppure con nessuno.
E stati canaglia sono tutti quei regimi non democratici e liberticidi, teocratici, misogini e oppressivi che conculcano la libertà religiosa, civile e politica dei propri cittadini, tramutati in (o sempre restati) sudditi.
L’elenco, come si può facilmente intuire, è lungo.
E non tocca soltanto storici avversari degli USA (come Iran, Siria e Corea del Nord), ma anche melliflui e ambigui alleati, come l’Arabia Saudita, che con una mano si muove vezzosa verso gli acquirenti occidentali del suo petrolio e con l’altra aizza diverse forme di terrorismo internazionale, mentre al suo interno la popolazione è governata rigidamente in nome di principi arcaici, ierocratici e discriminatori.
Noi di GOD e DRP gradiremmo che, in futuro, operazioni di polizia sovra-nazionale possano essere rapidamente attuate su mandato di organi politici e giudiziari altrettanto globali (ONU riformata rispetto ad oggi e Corte Penale Internazionale), senza faziosità e opportunismi ed avendo a mente i principi sacri e inviolabili della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948.

Ciò premesso, dichiariamo anche, a proposito delle stragi dell’11 settembre 2001, di non concordare con le teorie complottiste più in voga (semplicistiche, paranoidi e monodirezionali), tutte tese ad accreditare l’idea di una monolitica cospirazione del governo USA di G.W. Bush (magari in combutta con non meglio precisati agenti israeliani), che avrebbe provocato o favorito gli attacchi aerei di quel giorno nefasto per provocare un effetto “Pearl Harbor” sul popolo statunitense e sull’opinione pubblica mondiale.
Un effetto tale da legittimare la successiva reazione militare degli anni successivi e il clima di supina accettazione (quando non di consenso esplicito) delle leggi restrittive delle libertà dei cittadini o intrusive della loro privacy.
Ma, allo stesso tempo, se riteniamo spesso illogiche, irrazionali e indimostrabili le tesi cospirazioniste più radicali (e consigliamo, fra i tanti, la lettura del saggio 11/9. La cospirazione impossibile, Piemme Editore, Milano 2007, di autori vari e a cura di Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP, Comitato italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), non per questo siamo ciechi di fronte alle tante incongruenze e lacune delle ricostruzioni ufficiali di fonte governativa, ampiamente avallate nei primi anni ‘2000 dai mass-media mondiali più autorevoli, i quali, negli ultimi tempi, stanno ritornando sui propri passi, per vedere più chiaro in fondo a quei tragici eventi e in relazione ai loro mandanti ed esecutori.
Così, consigliamo parimenti, per i lettori italiani, l’acquisizione della Trilogia in dvd allegata al settimanale ESPRESSO del 9 settembre 2011 (in questi giorni in edicola).
Questa Trilogia, realizzata dalla Casa di produzione indipendente TELEMACO (http://telemaco-inchieste.blogspot.com/ ), contiene i docu-films di inchiesta: ZERO, ONE e AFGHANISTAN, i quali possono contribuire a farsi un’idea più vasta e approfondita sia della giornata dell’11 settembre 2001 che di Al Qaeda e della guerra ancora in corso in Afghanistan.
Al di là della condivisione o meno di queste ed altre inchieste, trasposte in documenti cartacei o audiovisivi, Noi di GOD e DRP consigliamo i cittadini italiani, statunitensi e di tutta l’ecumene globalizzata di farsi un’opinione più ricca, articolata e approfondita possibile su questioni che mal tollerano spiegazioni semplicistiche e monodirezionali (sia che la direzione interpretativa unica la forniscano governi e media più o meno di regime, sia che lo facciano i complottisti di professione).
La verità spesso è più straordinaria e sconvolgente delle teorie cospirazioniste, ma ha anche il pregio di essere più raffinata, complessa e articolata di esse, oltre a pretendere l’onere di prove dimostrative o almeno di congetture stringenti e non peregrine.

Quello che è certo, però, oltre il pluriennale dissidio tra tesi ufficiali e tesi complottiste, è il tremendo dolore delle vittime che morirono (spesso sapendo di morire) l’11 settembre 2011 e quello dei loro familiari e amici.
E’ certo il dolore di tutta la splendida popolazione della magnifica città di New York.
E’ certo il cordoglio di tutto il popolo americano.
E’ indubitabile la compartecipazione emotiva e affettiva di tutte le persone per bene in ogni angolo del pianeta per una così vile e turpe tragedia.
E’ indubbio lo sconcerto e l’amarezza del popolo israeliano e di tanti ebrei americani (e non) per essere stati impropriamente e vigliaccamente chiamati in causa, dai teorici anti-semiti del presunto complotto, quali complici di una cospirazione diabolica per destabilizzare l’opinione pubblica statunitense e mondiale.
E’ fortissima e totale la SOLIDARIETA’ dei massoni di Grande Oriente Democratico e delle cittadine e cittadini di Democrazia Radical Popolare a tutti i familiari e amici delle vittime, ai newyorkesi, al popolo americano in genere e alla Repubblica USA in quanto tale, il primo e più compiuto stato democratico e liberale al mondo, la migliore patria-pur con tutte le luci e ombre della sua storia- per chiunque aspiri ad un mondo più felice, giusto e libero.
Si potranno evidenziare tutte le contraddizioni che si vogliono nella secolare epopea statunitense (con la sua dialettica costante fra liberal & democrat e alcuni gruppi reazionari e ultra-conservatori della destra massonica e/o repubblicana), ma quando c’era da combattere l’aggressività guerrafondaia di Prussia e Austria, gli USA c’erano.
Quando c’era da sconfiggere la barbarie nazi-fascista, gli USA c’erano di nuovo.
Quando si trattava di far fronte all’URSS e alla sua proposta politica totalitaria e liberticida, è stato ancora grazie ai soliti yankees (usando il termine in modo estensivo) che ciò fu reso possibile, liberando l’Europa e il mondo dalla morsa infida, conservatrice e anti-democratica della dittatura comunista sovietica.

Perciò, ora e sempre, per quanto ci riguarda, ONORE e OMAGGIO a New York e agli Stati Uniti d’America.
Anche quando ci capiterà di criticare (magari duramente) le contingenti politiche del vecchio-giovane ZIO SAM, saremo sempre fraternamente stretti alla grande nazione nord-americana e al sogno-insieme mistico/iniziatico e secolare- che essa incarna sin dal 1776.

Parimenti, esprimiamo totale SOLIDARIETA’ e amicizia allo stato d’ISRAELE, osteggiato da nemici palesi e occulti sin dalla sua nascita come nazione in un miserabile fazzoletto di terra medio-orientale, circondato da sterminati territori arabo-musulmani (un giorno, poi, parleremo meglio delle connivenze fra le rete del “Quarto Reich” neo e post-nazista e l’internazionale islamica fondamentalista e anti-israeliana, che è altra cosa dall’Islam più illuminato: quello autenticamente ma non acriticamente religioso, quello laico e quello della tradizione spirituale SUFI, spesso vittima degli stessi integralisti musulmani).
Solidarietà a Israele per il vergognoso trattamento riservato dall’attuale governo turco alla sua ambasciata e solidarietà per i violenti attacchi di estremisti egiziani alla sede della rappresentanza diplomatica israeliana al Cairo.

[ARTICOLO DELL’ 11 SETTEMBRE 2011]

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE (www.democraziaradicalpopolare.it )

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