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Terza delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi…

 

 

 

 

Terza Serie
Per il Ripristino della Legalità Giudiziaria nella Nazione

 

Riproponiamo integralmente il testo già presentato nelle vecchie e superatissime 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca sopra per leggere), tuttavia non superate per quel che riguarda questa Terza Serie di Proposte:

“Noi proponiamo che, innanzitutto, Magistratura e Forze dell’Ordine ricevano tutti i fondi necessari all’informatizzazione totale dei propri servizi.
Non solo. Sarà necessario dotare queste Istituzioni dello Stato di tutti i mezzi più avanzati tecnologicamente e di tutte le risorse di cui, ormai da anni, risultano carenti.
Non vogliamo più vivere in un Paese dove, talora, qualche Procuratore della Repubblica o Cancelliere di Tribunale sia costretto ad andare alla radio o in tv a denunciare che nel proprio ufficio non ci sono più nemmeno i soldi per fare le fotocopie.
Né vogliamo più venire a conoscenza del fatto che manca alla Polizia di Stato (o ad altre Forze di Sicurezza) persino il denaro per acquistare la benzina necessaria a far circolare un numero adeguato di pattuglie.
Inoltre, vogliamo ovunque rafforzare gli organici, con maggiori risorse umane sia per la Polizia che per Forze militarizzate come Carabinieri e Guardia di Finanza, sia, soprattutto, per quanto concerne la Magistratura, civile e penale, inquirente e giudicante.
Dove trovare le risorse per tali opere di modernizzazione e potenziamento di strumenti e organico?
Alla popolazione italiana, sgravata nelle aliquote fiscali di parecchi punti percentuali (vedi sopra) non dispiacerà, con una piccola imposta (da pagarsi una sola volta, come tassa di scopo una tantum, e non di anno in anno), contribuire in parte al finanziamento di un settore delicato come quello della Sicurezza e della Giustizia.
Altri fondi verranno da contributi volontari (parzialmente detraibili fiscalmente) di aziende, banche, assicurazioni e privati che vorranno così testimoniare e pubblicizzare la propria militanza civile a favore del bene collettivo.
Il risultato, oltre ad una rigenerazione del funzionamento di tutta la filiera giudiziaria (dalla prevenzione alla sanzione penale alla discriminazione civile), sarà anche sensibile in termini di nuova occupazione (poliziotti, carabinieri, finanzieri, magistrati, etc.) e di commesse per le aziende che dovranno realizzare alcune opere di modernizzazione del settore o per operatori che normalmente erogano servizi legati all’intero comparto.
A fronte di tale generosa erogazione di nuove risorse (umane e strumentali), appare inderogabile una seria Riforma del Sistema Giudiziario che non sia ispirata da logiche piduistiche e vessatorie, ma solo dalla necessità di assicurare giustizia equa e rapida ai cittadini (sia sul piano civile che penale) e mantenere l’assoluta indipendenza della Magistratura dagli altri poteri dello Stato.
Si alla separazione delle carriere di Procuratori e Magistrati giudicanti, ma con le seguenti modalità: i Procuratori dovranno essere eletti direttamente dai cittadini, in collegi elettorali appositi dove ciascun candidato Procuratore con una squadra di Sostituti presenterà una propria Lista. Per poter ottenere (per una durata limitata nel tempo, salvo poi indire nuove elezioni) la titolarità di una Procura, una determinata Lista dovrà ottenere almeno il 65% del suffragio dei cittadini e le elezioni verranno reiterate fintanto che tale risultato non venga conseguito. Inoltre, la Lista non potrà essere politicizzata in senso classico (con l’appoggio formale di questo o quel partito politico): essa dovrà stabilire uno specifico rapporto fiduciario tra i candidati PM e la cittadinanza locale. In questo modo, con il quorum del 65%, la Procura non sarà la rappresentanza di una fazione, bensì il rispecchiamento di una vasta e trasversale maggioranza di popolazione e società civile.
Naturalmente, per poter accedere a tali Liste concorrenti per ogni singola Procura, occorrerà un attestato di idoneità riconosciuto a ciascun aspirante Procuratore e Sostituto da parte del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’Associazione Nazionale Magistrati (A.N.M.)
Il quale CSM, proprio a tutela dell’indipendenza della Magistratura TUTTA, rimarrà comunque UNICO per Giudici e Procuratori della Repubblica.
Proponiamo inoltre che rimanga tale e quale il controllo dei PM sulla Polizia Giudiziaria.
Si ad una responsabilità civile piena da parte dei Magistrati che determinino una detenzione ingiusta e/o altri abusi in danno degli imputati.
Si, d’altronde, al mantenimento dell’obbligatorietà dell’azione penale, pur con delle linee di priorità stabilite non dal Parlamento, bensì dal CSM e dall’ANM (sempre in omaggio al principio dell’autonomia della Magistratura, con in più l’apporto di consultazione democratica di tutti i magistrati-procuratori e giudici- che il coinvolgimento dell’Associazione Nazionale Magistrati implica).
No al delirante principio (previsto dalla Riforma che auspicherebbe il piduista-pitreista Silvio Berlusconi) che i Procuratori, a differenza degli imputati, non possano fare ricorso in Corte d’Appello.
Tanto più se si vuole un “riequilibrio” tra accusa e difesa, ciascuna parte deve avere facoltà di proporre appello.
Poi c’è il problema della durata dei processi, civili e penali.
A differenza di quanto sognato dal pluri-imputato Berlusconi, il Processo Breve non può essere sinonimo di PRESCRIZIONE FACILE, CIOE’ IMPUNITA’, con conseguente danno inescusabile dei querelanti e delle parti civili costituitesi come tali.
Certo, anche il cittadino imputato ha diritto ad un giusto processo, dai tempi rapidi e certi.
Ecco perché, uno Stato che abbia garantito un adeguato aumento di risorse, strumenti e personale nella macchina giudiziaria (più giudici, più cancellieri e personale vario, più mezzi tecnologici a disposizione e remunerazione ottima di base, ma differenziata con dei surplus in base al merito e all’efficienza dimostrata nel compimento del proprio ufficio), potrà PRETENDERE determinati standards nella tempistica dei processi.
Quei Magistrati di qualunque funzione e ruolo o ambito (civile, amministrativo o penale) che entro determinati tempi (stabiliti per legge, con equilibrio, immaginando durate più brevi di quelle attualmente previste) non istruiscano il processo e/o non arrivino a sentenza, decadranno con effetto immediato dalla propria qualifica, perdendo il proprio posto di lavoro e lasciando spazio e occasione di farsi valere a persone più capaci ed efficienti.
Le persone coinvolte nei processi civili e amministrativi o imputati in quelli penali, i cui giudici siano decaduti, avranno diritto, entro un anno, ad una sentenza (per giungere alla quale in tempo utile, verrà disposto un impiego straordinario di risorse umane, con la regia dello stesso CSM).
Questo sistema (tempi rapidi e certi dei processi, sanzione dei Magistrati che non li rispettino, ma nel contempo eliminazione del principio della prescrizione e quindi dell’impunità) è l’unico in grado di ripristinare la piena Legalità Giudiziaria in Italia.
Appare persino superfluo osservare che, se una tale Riforma della Giustizia Penale darà molti buoni frutti nella percezione generale degli utenti/cittadini (sia imputati che parti lese, compresa la collettività che vorrebbe vedere scagionati rapidamente gli innocenti e puniti con certezza i criminali), parimenti, in ambito CIVILISTICO, è incalcolabile la quantità di INVESTIMENTI di capitali stranieri che il Sistema-Italia potrà ATTRARRE, nel momento in cui saranno assolutamente certi modalità e tempi della risoluzione delle controversie legali (esattamente il contrario di quanto accade oggi…).
Sul piano dell’esecuzione delle pene, invece, ci sembra che occorrano due principi complementari tra loro.
Costruzione e allestimento di nuovi carceri, improntati effettivamente (non come accade ora…) ai principi di rispetto dell’umanità del detenuto e di volontà di recupero e reintegro- sociale, culturale, spirituale e professionale- dei condannati.
Nel contempo, però, certezza della durata della pena e assoluto rigore nel non concedere sgravi temporali della stessa in una misura che offenda e ferisca in modo irrimediabile l’esigenza di giustizia delle parti lese o dei loro cari, specie se si tratti di crimini di sangue.”
,

con l’ovvia considerazione, già fatta all’interno della

Seconda delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell'Italia dal 2013 in poi.... (clicca sopra per leggere),

che l’adozione di una prospettiva economica come quella supportata scientificamente dalla Modern Money Theory (MMT), rende di fatto superflua qualsiasi tassa di scopo per finanziare il potenziamento delle risorse a disposizione di Forze dell’Ordine e Magistratura.
Basterà, semmai, la capacità dello Stato di esercitare spesa a deficit positiva: di fatto un investimento che ritornerà indietro fruttuosamente in termini di servizi per i cittadini, ma anche di produttività per le imprese e dunque virtuosa circolazione economica in una direzione anti-recessiva di cui beneficerà tutta la collettività.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 19-22 giugno 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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