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Sesta delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi. “A tutela concreta delle Comunità, delle Famiglie e della Maternità”

 

 

 

 

E’ evidente che, se si vuole tutelare concretamente il senso di appartenenza ad una stessa comunità (sia italiana che europea), occorre mettere da parte egoismi, indifferenze e fatalismi in mala fede.
Ad esempio, come italiani ed europei, Noi di DRP ci vergogniamo per il modo in cui i governanti del nostro Paese (parlamentari, ministri, presidente del consiglio e presidente della repubblica) hanno agito nei confronti dei concittadini greci.
Roba da essere maledetti per le prossime sette generazioni.
E c’è da vergognarsi non soltanto per i i governanti italiani ed europei di centro-destra iperliberista, i quali, magari, in omaggio ad un astratto feticismo del mercato, del rigore dei conti pubblici, dell’austerità come strumento di punizione ed espiazione sado-masochistica, hanno tranquillamente sorvolato sulla tragica macelleria sociale che sta sconvolgendo l’Ellade.
C’è da vergognarsi anche e soprattutto per quei politici italiani ed europei sedicenti progressisti o cristiano-sociali, che senza alcun empito di giustizia sociale o di carità cristiana hanno assistito indifferenti al tracollo di un intero popolo (quello greco), eccezion fatta per pochi privilegiati socialmente al riparo rispetto alla falce depressiva messa in opera dalla famigerata Troika (UE, BCE, FMI).
In questo modo, dove va a finire il senso comunitario dell’Europa?
Parimenti, in Italia si ciancia vacuamente da anni di tutela del senso delle comunità, della famiglia, della maternità.
Politiche concrete?
Nada de nada.
Intanto, vogliamo accogliere un termine alternativo a maternità, e cioè genitorialità.
Ebbene, per tutelare la genitorialità, Noi di DRP proponiamo che quando vi sarà davvero un governo progressista e riformatore in Italia, sostenuto da adeguata maggioranza in Parlamento, si vada a legiferare in questo senso: ogni single o coppia (etero o omosessuale) che metta al mondo un bambino e/o che decida di prendersene cura ottenendone l’adozione o l’affidamento, riceverà per questo bambino il rimborso di tutte le spese standard (esclusi i lussi, quindi, che ciascuno, se vuole e può, si paga da sé) dalla nascita alla maggiore età.
Parliamo di pannolini, vestiti, cibo, scuole, etc.
Chi paga?
Lo Stato, cioè tutti NOI.
E’ un aggravio impensabile e folle?
Niente affatto.
Lo Stato, sovvenzionando in questo modo le famiglie, gli consente di consumare dei beni che vanno a formare il reddito di imprese, lavoratori al servizio di imprese, commerci, libere professioni.
Questo reddito significa maggiore ricchezza del settore produttivo privato e maggiore – se serve – gettito per l’erario.
Diciamo se serve, perché, come si evince dalla Modern Money Theory che facciamo nostra, una entità statuale che spende a moneta sovrana (e l’Italia, dentro o fuori dall’Europa, deve tornare tale) non ha bisogno di gettito erariale per finanziare la sua spesa corrente o gli investimenti, ma soltanto per tenere a bada l’inflazione.
Questo investimento pubblico, così, non soltanto arricchirebbe il sistema economico nel suo complesso, ma restituirebbe fiducia ed empatia tra le famiglie (specie quelle meno abbienti ) e le Istituzioni, in un momento storico in cui tale rapporto fiduciario fra Stato e cittadini è al minimo storico.
Insomma, per questa via sarebbe possibile ricostruire concretamente e autenticamente il senso di appartenenza a una comunità sociale coesa, equa e solidare con tutti e con ciascuno.
Per questa via sarebbero tutelate davvero le famiglie e le persone si sentirebbero incoraggiate a mettere al mondo figli, se lo desiderano, scongiurando quella denatalità e quell’invecchiamento della popolazione che tutti lamentano in modo velleitario.
Inoltre, e questo dovrebbe far parte di un generale processo di rilancio dell’economia italiana, vanno abbattuti e ricostruiti interi quartieri nelle grandi e medie città, ri-edificando tutto in una logica di armoniosa interazione fra persone e ambiente; implementando aree verdi per l’infanzia e la gioventù, restaurando e ampliando asili, scuole elementari, medie e superiori,  palestre per l’attività fisica, all’interno di una prospettiva per la quale se i cittadini crescono in ambienti sani e salubri vi saranno statisticamente meno devianze di natura psichiatrica o criminale, devianze che rappresentano un costo sociale ed economico non indifferente per la collettività.
Occorre un grande piano urbanistico- rispettoso dell’ambiente e del paesaggio- per l’Italia che renda più felici le persone, più in equilibrio con se stesse e con il proprio prossimo.
Occorre che, anche sui posti di lavoro, la genitorialità sia favorita e premiata, attraverso accordi fra Stato e imprese che comportino il rimborso pubblico di tutti gli oneri per un’azienda i cui dipendenti siano momentaneamente assenti o a servizio ridotto per occuparsi di un nuovo nato.
Queste, ed altre simili sono le uniche ricette sensate per tutelare le “famiglie”, ben altro che le perorazioni cialtronesche e vacue di politicanti, i quali difendono i valori familiari in astratto solo per accattivarsi il consenso degli elettori più sensibili alla retorica familistica italica, ma non hanno mai saputo conseguire alcun provvedimento legislativo utile.

 

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 28-29 gennaio 2013 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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