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Seconda (17-18 giugno 2012) delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi…

 

 

 

 

Seconda Serie

Per il Risorgimento Economico e Sociale del Paese

 

Nelle vecchie e superatissime 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca sopra per leggere), il testo della SECONDA SERIE di Proposte era il seguente:

Cerchiamo di essere precisi e concisi, per quanto è possibile.
La gestione del Super-Ministero di Economia e Finanze da parte di Tremonti è il classico bicchiere mezzo vuoto che, a guardarlo e gustarlo meglio, si scopre contenere un liquido comunque incolore e insapore.
Non basta tenere i conti in ordine, quando non solo non si sia capaci di ridurre sensibilmente il debito pubblico, ma ci si permetta comunque di fare tagli dolorosissimi in settori importanti (ricerca, pubblica istruzione, società o enti partecipate dallo Stato), con costi sociali gravissimi, proprio nel momento di maggiore fragilità del sistema economico nazionale.
Le parole più azzeccate per definire questo grigio stile tremontiano (fatto salvo il valore intellettuale del Super-Ministro che, però, ha venduto l’anima al “diavolo”, cioè a Bossi e a Berlusconi, rinunciando a fare qualcosa di buono per il suo Paese) sono immobilismo e attendismo.
Ma cosa si attende, dal momento che l’Italia registra - è notizia di pochi giorni fa - un tasso di crescita inferiore persino alla Grecia?
Ebbene, in questo contesto, cosa propone Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra, per uscire dalla stagnazione “tremontian-berlusconian-leghista” ed avviare un robusto Risorgimento Economico e Sociale del Paese?

  1. Diminuzione di tutte le aliquote relative a tutti i tipi di imposta di una percentuale almeno del 4 o 6 %, così da rendere finalmente equa la tassazione italiana, da sempre sentita come troppo alta e oppressiva. Ciò costituirà un poderoso volano non solo per i singoli contribuenti e le loro famiglie, ma anche e soprattutto per le IMPRESE, mai come in quest’epoca bisognose di alleggerimento fiscale anche per rilanciare l’OCCUPAZIONE.
  2. Contestualmente, una volta ristabilita l’equità della tassazione: inasprimento delle pene relative all’evasione fiscale e rafforzamento dei mezzi di individuazione di essa, rivoluzionando tanto il sistema di accertamento e sanzione (prendendo esempio concreto dagli USA), quanto la sensibilizzazione mediatica sul disonore che deve caratterizzare chi evade le tasse. Bisogna capovolgere la morale corrente: chi non paga per intero le imposte è un delinquente e un criminale che sottrae risorse alla collettività, non un furbo da ammirare o tollerare. In effetti, le recenti esternazioni della Corte dei Conti relative alla presunta impossibilità di diminuire le tasse perché, anzi, bisogna ridurre il deficit annuale di bilancio e anche il debito pubblico, pur fondate in teoria, nella pratica rischiano di non cogliere il cuore del problema. Se tutti gli italiani pagassero le tasse dovute, le entrate dello Stato sarebbero più che sufficienti a far fronte alle spese della macchina amministrativa, a potenziare il welfare, a pareggiare il bilancio annuale, a ridurre nel tempo il debito pubblico. Il punto è che (giustamente) gli italiani si sentono vessati da un sistema fiscale con aliquote troppo elevate. Perciò, chi non può evadere le tasse (perché lavoratore dipendente) si sente discriminato e maltrattato dallo Stato (che poi, magari, gli offre pessimi servizi), mentre le categorie professionali che possono aggirare il fisco lo fanno tranquillamente, sia per la relativa inefficacia degli accertamenti, sia per la relativa clemenza del sistema sanzionatorio - oltre tutto vanificato da ricorrenti sanatorie - sia per la legittimazione morale collettiva dell’evasione fiscale. Bisogna capovolgere tutte queste condizioni. MENO TASSE, per ristabilire un rapporto di equità tra diritto di esazione e senso del dovere nel pagamento. ACCERTAMENTI scientifici e SANZIONI inesorabili, accompagnati da una campagna mediatica e culturale che mostri quanto sia più conveniente, per la collettività e per gli individui (specie in favore  delle nuove generazioni) contribuire senza deroghe (ma in forma equa e non vessatoria) al pagamento di ciò che alimenta la Macchina dello Stato e il Welfare. Attraverso questa piccola rivoluzione fiscale, saranno sempre di meno gli italiani invogliati ad evadere le tasse e il gettito per lo Stato, nonostante la diminuzione delle aliquote, crescerà in modo sensibile (abbiamo fatto in proposito diversi studi di fattibilità che dimostrano in termini incontrovertibili quanto stiamo affermando). Ecco così che, pur dando soddisfazione alle preoccupazioni della Corte dei Conti, si potrà finalmente realizzare quella diminuzione della pressione fiscale da vent’anni falsamente promessa da Berlusconi e tuttavia mai realizzata.
  3. ASSOLUTA NOVITA’ DI SISTEMA: creazione del SERVIZIO CIVILE MEDITERRANEO S.P.A.  (S.C.M. S.P.A.) Cioè costituzione di una società per azioni, holding di una serie di società collegate, la cui sottoscrizione di quote o azioni sia autorevolmente proposta (e in un certo senso garantita) da parte dello Stato, della Banca d’Italia e del sistema bancario nazionale, a tutti i piccoli o grandi risparmiatori italiani. Oltre e al di là dei sottoscrittori del debito pubblico (Bot e Cct), il S.C.M. S.P.A. proporrà ai detentori del risparmio privato italiano (e internazionale) di investire (con la prospettiva di trarne doppio profitto: speculativo e in termini di infrastrutture per l’Italia e aree contigue) su singole società costituite ad hoc per la creazione di nuove INFRASTRUTTURE e SERVIZI (compresa, nel corso degli anni, la MANUTENZIONE) in Italia e ovunque risulti strategico nell’ambito del bacino mediterraneo. L’Italia ha bisogno di risolvere problemi annosi come il compimento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, la costruzione di altre strade e auto-strade o sistemi ferroviari avanzati per unire territori ancora mal collegati: non c’è paragone tra la velocità e l’efficienza con cui ci si muove nel centro-nord, rispetto a quanto avvenga nel centro-sud. Si al ponte sullo stretto di Messina, ma davvero, in tempi rapidi e certi e non a chiacchiere. Soprattutto, è ridicolo costruire il ponte se non si trasforma radicalmente la viabilità calabrese e siciliana, sia quella su gomma che quella su rotaie. Ma il bello della creazione del SERVIZIO CIVILE MEDITERRANEO S.P.A. è che esso consentirà di risolvere contemporaneamente diversi problemi. Un stessa famiglia, sgravata di tasse grazie al taglio delle aliquote di cui sopra, invogliata dalle garanzie offerte da Stato, Banca d’Italia e sistema bancario complessivo, investirà volentieri i propri risparmi in società e aziende che creeranno nuove infrastrutture per comuni, provincie e regioni, offrendo contestualmente la possibilità di assumere al proprio interno propri componenti (padri, madri, figli, nipoti) e generando nel contempo nuovi consumi, nuova ricchezza e nuove possibilità di lavoro nei territori interessati. Inoltre, l’S.C.M. S.P.A., operando con incisività anche nell’area nord-africana del Mediterraneo (anche qui costruendo infrastrutture, industrie e professionalità collegate al sistema produttivo italiano), non solo consentirà all’Italia di assumere la leadership rispetto ai paesi del Maghreb, ma risolverà alla radice il problema dell’immigrazione. Anche qui, con il giusto dosaggio di rigore e solidarietà, inserite in un progetto di sviluppo che potrà rendere il Mediterraneo (e l’Italia con esso) assai più centrale e strategico nell’ambito degli scenari macro-economici del pianeta. Come sanno tutti i principali players internazionali, le potenzialità dell’area mediterranea sono enormi, PER VARIE RAGIONI. E, una volta costruiti nuovi sistemi geo-politici (democratico-liberali), sarebbe davvero un errore madornale che l’Italia non tentasse la via di una leadership diplomatica ed industriale di questi paesi in via di sviluppo. Così, acquisita una tale autorevolezza, il nostro Paese potrà intervenire in prima persona per regolare il flusso di migranti che voglia consentire o meno, senza dover affidare questo compito a qualche squallido tiranno locale. Il problema IMMIGRAZIONE è un problema che si risolve con una duplice “medicina”: coordinare uno sviluppo manifatturiero, turistico, artigianale e professionale nei territori d’origine dei migranti, coinvolgendo in ciò lo stesso sistema economico italiano delle imprese, delle professioni e dell’artigianato. Poi, forti di tale impegno, impedire con intelligente fermezza e alla fonte la migrazione di popoli che potranno trovare in patria le occasioni di quella vita più giusta e felice cui, come esseri umani, essi hanno diritto. In sintesi, la creazione di SERVIZIO CIVILE MEDITERRANEO S.P.A. e le iniziative connesse sbloccheranno il sistema economico italiano, drenando liquidità (che è quella che attualmente latita), stimolando i consumi, creando nuovi posti di lavoro, migliorando le infrastrutture, attivando nuove opportunità multilaterali con i paesi mediterranei e attirando nuovi investimenti internazionali. Questi ultimi, poi, saranno invogliati anche grazie alle riforme del sistema giudiziario da NOI proposte (vedi più avanti) che, snellendo tutti i tipi di cause e rendendone il percorso rapido, certo ed efficiente, non potrà che rassicurare e attirare quegli investitori stranieri che, attualmente, si guardano bene dal veicolare fondi verso l’Italia.
  4. ALTRA NOVITA’ DI SISTEMA:  creazione del COMMISSARIATO PER LA RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO (C.R.D.B.). Questa struttura sarà dipendente direttamente dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero del Bilancio e della Riduzione del Debito Pubblico. Verranno selezionati una serie di super-esperti della pubblica amministrazione che, a COSTO ZERO e per IMPEGNO CIVILE (essendo già lautamente stipendiati per i loro precedenti incarichi) si impegneranno per un certo periodo di tempo ad istruire e monitorare i COMMISSARI. Infatti, questi ultimi saranno selezionati esclusivamente fra i migliori giovani italiani neo-laureati in diverse discipline. I COMMISSARI, una volta istruiti, forniti dei massimi poteri di ispezione (e monitorati da Ministero del Bilancio e Presidenza del Consiglio) saranno “sguinzagliati” in tutta Italia con facoltà di raccogliere un’ informazione completa su tutte le voci di spesa delle amministrazioni centrali, regionali, provinciali e comunali (compresi enti collegati, partecipazioni societarie, etc.). I COMMISSARI, di base, per il loro lavoro, avranno soltanto un rimborso spese per gli spostamenti e i soggiorni. Tuttavia, per l’individuazione (e conseguente eliminazione) di qualsiasi “voce di spesa” assolutamente inutile oppure relativa ad un effettivo servizio di pubblica utilità ma che si potrebbe garantire con minori oneri, percepiranno il 20% di tutte le somme fatte risparmiare alle amministrazioni centrali o locali. Le inchieste dei COMMISSARI saranno pubblicizzate e discusse dal servizio pubblico radio-televisivo, così da dare il massimo di trasparenza a questa MACRO-OPERAZIONE di razionalizzazione della pubblica amministrazione e in modo da controllare che l’eliminazione di voci di spesa non significhi anche TAGLIO DI SERVIZI per la collettività. In seguito, per i COMMISSARI che si siano distinti per efficacia e professionalità (anche tutti, se ciascuno avrà raggiunto un certo standard di efficienza) sarà prevista l’assunzione a tempo indeterminato con ruolo dirigenziale in strutture statuali. L’inserimento quali Commissari di giovani neo-laureati (selezionati in base al talento e alle attitudini) apporterà anche questi benefici: nuovi posti di lavoro e una certa garanzia che le loro ispezioni siano fatte con la passione civile e l’onestà che questo tipo di lavoro richiede. D’altronde, un meccanismo di controlli incrociati e lo stesso diretto interesse professionale e pecuniario dei Commissariaffinché le “inchieste” vengano svolte con perizia, assicurerà che questo “corpo ispettivo” possa espletare il suo lavoro con grande efficacia e senza il rischio di connivenze con interessi conservativi dello status quo (cioè spreco, corruzione, disservizi). Vogliamo scommettere che, grazie a questa NOVITA’ DI SISTEMA, in capo a pochi anni la pubblica amministrazione italiana diventerà una delle più efficienti e oculate d’Europa? Vogliamo scommettere che, viste le somme in ballo (cifre enormi, che i cittadini nemmeno immaginano), tutti i soldi risparmiati potranno essere efficacemente spesi per adeguate e funzionali operazioni di sostanziale WELFARE e/o per diminuire il deficit di bilancio e il debito pubbico (con i suoi mostruosi interessi, che di nuovo tolgono risorse per gli ammortizzatori sociali)?
  5. NOVITA’ DI SISTEMA: istituzione del SERVIZIO DI PIENA OCCUPAZIONE (S.P.O.) Qui veniamo ad un punto qualificante e delicatissimo del Programma di rilancio economico che Democrazia Radical Popolare propone al Nuovo Centro-Sinistra. Chi l’ha detto che ll Sistema-Italia (allargato al Mediterraneo e alla cooperazione con altri Paesi europei e di altri continenti) non sia in grado di garantire la “piena occupazione”? O quanto meno di garantire una tensione costante, progressiva e concreta verso questo obiettivo? Fermo restando l’ancoraggio ai principi del libero mercato globale e del rifiuto di qualsivoglia protezionismo nazionalistico-continentale, la nuova frontiera (non solo italiana) del socialismo liberale non può che fondarsi su una feconda collaborazione tra principi liberisti classici e strategici interventi pubblici o semi-pubblici per correggere le non poche irrazionalità e ingiustizie di un mercato abbandonato alle sue fredde e ciniche dinamiche. La globalizzazione dei mercati (che NOI di D.R,P. riteniamo cosa ottima, purché accompagnata da globalizzazione di diritti politici e civili e di giustizia sociale) ha aperto nuovi scenari, con nuovi problemi, cui servono NUOVE RISPOSTE. Per rimanere al Sistema-Italia, il SERVIZIO DI PIENA OCCUPAZIONE (S.P.O.) costituisce una innovazione che può dare nuova speranza alle giovani generazioni, altrimenti drammaticamente escluse da un normale percorso socio-economico e da qualsiasi progettazione esistenziale. Spieghiamo in che consiste. Tale SERVIZIO sarà direttamente dipendente dal Ministero del Welfare e dalla Presidenza del Consiglio e saranno ASSUNTI dei neo-laureati per gestirlo, sotto la supervisione di funzionari dei Ministeri suddetti. Alla maggiore età (18 anni) tutte le cittadine e i cittadini italiani avranno la facoltà di iscriversi al SERVIZIO DI PIENA OCCUPAZIONE, allegando una documentazione delle proprie attitudini, capacità, aspirazioni ed esperienze formative (che potranno essere integrate di mese in mese). Grazie a questa ISCRIZIONE al S.P.O. cittadine e cittadini italiani che avranno deciso di effettuarla avranno accesso a una serie di importanti DIRITTI (attualmente inaccessibili alle nuove generazioni, abbandonate a se stesse da tutti i governi degli ultimi vent’anni), contestualmente ad una serie di precisi (e responsabilizzanti) DOVERI. Parliamo prima dei DOVERI. Il personale dell’S.P.O. dovrà individuare, di concerto con le Camere di commercio, con Confindustria, con Confartigianato, con i Sindacati, con tutte le altre Organizzazioni del lavoro, nonché per conto proprio, tramite sofisticate analisi dei territori e delle mappe del fabbisogno lavorativo, quali e quante figure professionali (di tipo manuale o intellettuale, artigianale o impiegatizio e/o dirigenziale) occorrano e a quali soggetti e in quali contesti. In base alla conoscenza delle possibilità di lavoro mano a mano disponibili e alle attitudini degli iscritti, l’S.P.O. proporrà a ciascuno di accettare un determinato impegno lavorativo (più o meno lungo). Se l’iscritto (giovane o meno) all’ S.P.O. rifiuta un determinato lavoro (manuale o intellettuale/impiegatizio), decade dalla condizione di aderente al SERVIZIO DI PIENA OCCUPAZIONE e perde tutti i DIRITTI conseguenti. Vediamo invece che accade se l’iscritto (giovane o meno) accetta il lavoro (breve o lungo) e la sede (vicina o lontana) del suo svolgimento sul territorio nazionale italiano e/o nei Paesi contigui di area nord-africana, europea, extra-europea (con le quali aree l’S.P.O. avrà stretto accordi multilaterali). In questo caso, a partire dal primo lavoro, quale che ne sia la retribuzione e quale che ne sia la durata, l’S.P.O. (grazie alle convenzioni stipulate con il mondo bancario nazionale e con tutte le rappresentanze del mondo del lavoro) garantirà al suo ISCRITTO di poter iniziare a versare contributi pensionistici,  di POTER accendere un MUTUO per la sua prima casa (ovunque la voglia comprare) e un PRESTITO D’ONORE per le spese relative, ad esempio, alla costituzione di una nuova famiglia o alla procreazione di figli e alla gestione della MATERNITA/PATERNITA’ delle neo-famiglie. In questo modo, il DOVERE di accettare un’ assoluta FLESSIBILITA’ e duttilità nell’espletamento di lavori anche molto diversi (pur all’interno di un percorso coerente con le attitudini, i percorsi formativi, gli studi e le aspirazioni del soggetto e pur in vista di possibili STABILIZZAZIONI) in realtà geografiche disparate, sarà ampiamente COMPENSATO dal DIRITTO di poter accedere a FINANZIAMENTI del PROPRIO PROGETTO DI VITA (Mutui e Prestiti) che, attualmente, la piaga caotica e scellerata del PRECARIATO di sistema e dei LICENZIAMENTI di massa non consente nemmeno lontanamente, distruggendo il presente e il futuro di milioni di giovani e meno giovani. Per il sistema bancario e per il sistema economico complessivo, pare persino superfluo ricordarlo, nuove famiglie e nuovi individui che recuperino dignità lavorativa ed esistenziale, significa nuovi conti correnti, nuovo possibile risparmio e nuovi consumi. Per lo Stato, tutto ciò significa anche nuove entrate per l’Erario ed emersione/riconversione di molto lavoro nero.
  6. L’individuazione (vedi sopra) di Tito Boeri quale nuovo titolare, prima nel “GOVERNO LUCE” (da contrapporre, sino al 2013, all’umbratile governo Berlusconi) e poi in un vero e proprio esecutivo votato dagli italiani, del Dicastero di Economia e Finanze, garantisce inoltre una serie di altre proposte innovative per il rilancio economico complessivo dell’Italia e del mondo del lavoro in particolare (basta ripercorrere tutto quello che Boeri ha detto o scritto in questi anni, per rendersene conto). Analogo ragionamento varrà per Stefano Fassina (proposto da Noi per il Ministero dello Sviluppo Economico) se, invece di proponimenti retorici, generici e stancamente ricalcati sul passato, l’attuale giovane dirigente PD vorrà affrontare con coraggio e originalità le sue eventuali responsabilità di governo.
  7. D’altra parte, ci sembra di aver già indicato delle “INNOVAZIONI DI SISTEMA” così radicali e concrete che, soltanto a partire da esse, il Bel Paese potrà offrire alle sue vecchie e nuove generazioni un avvenire ben diverso da quello posto all’orizzonte da Berlusconi Bossi, Tremonti, etc., così fosco e privo di speranze per le industrie, i commerci, le professioni e il lavoro dipendente, impiegatizio od operaio. Un presente e un avvenire, quello propugnato in salsa pidiellina e leghista, insoddisfacente rispetto a TUTTE LE CATEGORIE PRODUTTIVE, ma soprattutto tragicamente indifferente alla sorte di tanti lavoratori precari, giovani e meno giovani.
  8. Naturalmente, Democrazia Radical Popolare (e il Nuovo Centro-Sinistra, se esso vorrà fare tesoro dei nostri suggerimenti), parlerà di altre misure importanti per il Rilancio dell’Economia italiana (e del mondo dell’industria, dei commerci e delle libere professioni, oltre che del lavoro subordinato) anche più avanti, ciascuna misura/proposta in stretta relazione alle aree tematiche sintetizzate nelle 10 epigrafi riassuntive che campeggiano nella HOME PAGE del nostro sito ufficiale (www.democraziaradicalpopolare.it). Non senza ribadire che il taglio drastico delle aliquote fiscali (su cui vedi sopra) è una misura che dà grande sollievo tanto ad industriali e commercianti, quanto a liberi professionisti e lavoratori dipendenti, trattandosi evidentemente di un provvedimento inter-classista. E niente affatto demagogico o irrealizzabile, visti i solidi presupposti contestuali nel quale verrebbe incastonato; presupposti tali da rafforzare il gettito per l’Erario e per le opere di Welfare e Risanamento del Debito Pubblico che ne potranno conseguire.

Di certo, il contenuto di questo testo va preservato nei suoi spunti ancora utili e attuali, rivisto in una serie di passaggi non più opportuni.
Intanto non ci convince più il profilo di Tito Boeri per l’assunzione di importanti responsabilità ministeriali di natura economica.
Troppo subalterne e intempestive, le sue analisi relative alla crisi europea in corso, e troppo poco convincenti le ricette ultimamente proposte per porvi rimedio.
Il che non esclude, per Boeri come per altri, qualora la loro visione si riformasse in senso decisamente neo-keynesiano spinto (l’unica prospettiva in grado di risollevare l’Italia e l’Europa), la possibilità di essere recuperati per qualche futuro incarico governativo.

Il vecchio testo citato sopra si articolava al lume di una prospettiva keynesiana classica, laddove individuava nel Debito Pubblico un problema (non un isterico bau-bau per gli allocchi, naturalmente) da risolvere entro un complessivo ciclo economico, ma certo non tale da frenare necessarie politiche economiche cosiddette espansive, fondate sugli investimenti pubblici.
Inoltre, venivano messe in stretta connessione le risorse provenienti dalle tasse dello Stato e la disponibilità di mezzi per la spesa e gli investimenti pubblici.
Da allora, dopo averla lungamente studiata, ci siamo convinti della bontà scientifica della cosiddetta MMT o Modern Money (Monetary) Theory, a margine della quale sia Noi che i Massoni di Grande Oriente Democratico abbiamo scritto alcuni articoli (per leggerli inserisci il lemma “MMT” o “Modern Money Theory” nella Sezione del nostro Sito denominata CERCA IN DRP, clicca per leggere,e nella Sezione del Sito www.grandeoriente-democratico.com denominata CERCA IN GOD, clicca per leggere.
Perciò, riteniamo che quello del Debito Pubblico e delle tasse come fonte di finanziamento della spesa pubblica sarà un falso problema una volta che l’Italia e le altre nazioni europee si siano dotate di un’unica moneta veramente sovrana, di una Banca Centrale con poteri da prestatrice di ultima istanza, di unificati titoli del tesoro europeo (EUROBOND) e di una governance politica legittimata democraticamente, attraverso la centralità di un Parlamento europeo che possa sfiduciare o meno un esecutivo continentale eletto direttamente dai cittadini.
Quindi, del vecchio testo pubblicato molto tempo fa, si valorizzino le suggestioni ancora valide, ma si relativizzi ogni considerazione concernente la riduzione del Debito Pubblico, un non-problema se affrontato nella giusta chiave politica ed economica.
In effetti, una entità statuale che praticasse concretamente la MMT, spendendo a deficit positivo per alimentare occupazione, consumi, produttività, avrebbe il solo problema di tenere a freno eventuali spinte inflattive derivanti dalla massa monetaria messa in circolazione. Problema risolvibile sempre con un proporzionale incremento di produttività e, una tantum, con politiche ad hoc di tassazione su un tessuto socio-economico che sarebbe divenuto nel frattempo così opulento da sentirne a malapena l’effetto, al contrario di quanto accade attualmente con una pressione fiscale altissima sulla testa di aziende, professionisti, commercianti, lavoratori già devastati da una crisi epocale.
Naturalmente, proprio in un eventuale e futuro assetto di MMT felicemente operante, sarebbe importantissimo che la spesa pubblica andasse effettivamente nella direzione di investimenti produttivi ed efficaci: solo in questo modo, lo ribadiamo, l’aumento di moneta circolante non produrrebbe inflazione oltre i limiti tollerabili e sarebbe invece foriera di un parallelo incremento di prodotti, beni e servizi, in favore della prosperità generale.
Così, anche il contenimento o l’abbattimento del Debito Pubblico (e degli interessi relativi), in luogo di essere la preoccupazione primaria dell’azione governativa, diventerà un’eventualità molto subalterna, percorribile in periodi di grande espansione e benessere collettivo, e solo allo scopo di monitorare anche in questo modo l’inflazione.
Alla luce di queste considerazioni preliminari, possiamo tranquillamente confermare la bontà dell’istituzione del COMMISSARIATO PER LA RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO (C.R.D.B.), misura molto diversa dall’insipiente trovata della SPENDING REVIEW. Quest’ultima, infatti, avrà soltanto conseguenze depressive per la spesa pubblica e i servizi relativi.
Confermiamo invece pienamente, specie sullo sfondo di un auspicabile NEW DEAL europeo (di cui un’Italia a guida progressista potrà essere protagonista) quanto dicevamo nella vecchia stesura di questo testo a proposito del SERVIZIO CIVILE MEDITERRANEO S.P.A. (S.C.M. S.P.A.) e del SERVIZIO DI PIENA OCCUPAZIONE (S.P.O.), con la chiosa che l’eliminazione totale della disoccupazione (con contestuale emersione del lavoro nero) non deve essere un traguardo limite. Al contrario, la si consideri un obiettivo da raggiungere in tempi rapidi con massicci investimenti pubblici di tipo rooseveltiano che stimolino a loro volta ingenti investimenti dal settore privato.
Quanto all’abbattimento delle aliquote fiscali di tutti i generi, in riforma di quanto sostenevamo diverso tempo fa e ancora una volta forti delle elaborazioni scientifiche della MMT, riteniamo che in un momento come l’attuale sarebbe bene non solo cancellare del tutto tasse come l’IMU e abbassare l’IVA al 15%, ma proponiamo anche una riduzione del 10 % di tutte le forme di imposte indistintamente. E’ per questa via che si legittima la lotta all’evasione fiscale e si aumenta il gettito effettivo nelle casse dello Stato (se e quando ciò sia utile al sistema economico complessivo, per calmierare l’inflazione e non con la falsa convinzione di finanziare per questa via la spesa a deficit positivo: su ciò, vedi le elaborazioni della MMT).

La verità, è che la via per una trionfale ripresa dell’economia italiana, europea ed occidentale passa per una serie relativamente semplice di decisioni politiche.
Il grande, grandissimo problema, è che oggi non compaiono all’orizzonte statisti che abbiano la volontà, il coraggio e la visione lungimirante d’insieme per prenderle, tali deliberazioni.
Barack Obama, finora, ha dimostrato di valere meno della metà della metà di Franklin Delano Roosevelt.
Diamogli un’altra chance di ben operare, anche se stiamo danzando sull’orlo dell’abisso e servirebbe soprattutto determinazione e rapidità esecutiva.
Quanto a Hollande, adesso serve passare dalle enunciazioni di principio ai fatti.
Per l’Italia, Democrazia Radical Popolare non smette di sperare che il Partito Democratico si svegli dal suo sonno letargico e, insieme a IDV, SEL e a chiunque abbia voglia di concorrere alla costituzione di una coalizione autenticamente progressista, possa finalmente costruire un Centro-Sinistra degno di questo nome.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 17-18 giugno 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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