Content Banner  

 

PRIMA (27-28 maggio 2012) delle 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio)

 

 

 

 

Rinviamo preliminarmente alla Prefazione, all’ Avvertenza, alla Premessa e all’Introduzione finora già pubblicate in

10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2013 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca sopra per leggere).

 

Prima Serie

Per un Governo Virtuoso dell’Italia

 

Nelle vecchie e superatissime 10 Serie di Proposte per il Governo dell’Italia dal 2011 in poi, da Democrazia Radical Popolare al Nuovo Centro-Sinistra (da costruire sulle ceneri del Vecchio) (clicca sopra per leggere), il testo della PRIMA SERIE di Proposte era il seguente:

 

“Si tratta di un’unica e simbolica proposta, la più generica e astratta (ma non meno importante) contenuta nel Decalogo in questione.
Virtus, in un contesto neo-risorgimentale come quello su cui puntiamo, fa riferimento essenzialmente ad un peculiare ethos civile da inventare, preservare, rafforzare e restituire (ammesso che sia mai appartenuto in modo diffuso alle popolazioni italiche, dopo il crollo dell’Impero romano) alla classe dirigente nostrana.
Un Governo Virtuoso significa (a tutti i livelli: nazionale e locale) aver cura della propria integrità e del proprio esempio quali amministratori della res publica.
Un Governo Virtuoso significa la fede laica nell’investimento spirituale e materiale che un pubblico amministratore fa per i propri figli, nipoti e pronipoti, curando la cosa pubblica come se fosse un bene e un lascito prezioso per la sua stessa progenie.
Se i governanti italiani del XXI° secolo sapranno agire con il coraggio, la determinazione, l’onestà e l’impermeabilità alla corruzione che caratterizzarono uomini come Camillo Benso di Cavour e Giuseppe Garibaldi (per citare solo i due massimi Padri dell’Unità nazionale), allora, in luogo di miserabili mentecatti che come mercede della loro corruzione o andranno in galera oppure saranno dimenticati dalla Storia, avremo finalmente nuovi busti con cui celebrare una felice generazione di grandi STATISTI.
Del resto, per i cattolici (in Italia, di nome, sembra che ce ne siano tanti…) e i “diversamente credenti”, come può l’onestà e l’integrità personale essere barattata con qualche sacco di iuta pieno di tangenti, dal momento che tanto la iuta che il suo possessore terreno andranno presto o tardi a far compagnia ai vermi, mentre l’anima immortale dovrà rendere conto di sé all’Onnipotente e/o ad altre Divinità?
E per gli agnostici, se non siete spronati dalla fama di gloria, dall’ambizione di passare alla Storia e di preservare il rispetto e la stima dei vostri concittadini, vi rendete conto che l’Italia è ormai, economicamente e socialmente, sull’orlo dell’abisso?
Che vantaggio avrete dal depredare una collettività per riempire le vostre tasche se rischiate non solo il disonore e il carcere, ma anche che la vita quotidiana, sempre più sconvolta da malaffare, criminalità e rivolta sociale, diventi invivibile e pericolosa per voi e per i vostri cari, che sarete/saranno esposti a violenze di ogni tipo, innescate proprio dalla vostra scarsa virtù civica?
E’ possibile avere un ceto politico che, invece di dedicarsi ad un orizzonte limitato e angusto (qualche mese, qualche anno, giusto il tempo di fare un po’ di soldi e spartire un po’ di potere e poltrone), si curi del futuro dei propri concittadini, tra i quali vi sono, ovviamente, anche i propri figli e nipoti?
E’ possibile lanciare progetti di governo che abbiano lungimiranza e profondità, costruiti per lasciare un segno nei decenni e per suscitare l’ammirazione e la riconoscenza dei posteri?
O l’ambizione dei nostri governanti è così miserabile da non oltrepassare piccole soddisfazioni di infimo cabotaggio?
E’ bello lasciare soldi e proprietà alla propria discendenza (oltre che goderne in vita), ma soltanto se quei beni siano stati guadagnati onestamente e se, ad essi, sia congiunto un sentimento di stima e ammirazione da parte di chi li riceve, invece della vergogna per essere stati figli o nipoti di un ladro, di un corrotto, di un criminale, di un predatore della comunità, di un ipocrita baciapile che sputava di notte su quel crocifisso che di giorno voleva a tutti i costi nelle scuole, nei tribunali e negli ospedali.”

Tale (ormai) antica formulazione rimane valida, nelle sue valutazioni generali, ma va integrata con qualche ulteriore considerazione.
Se si vorrà governare l’Italia con disposizione virtuosa, nel prossimo futuro, bisognerà rendersi consapevoli che persino il problema della corruzione e della mala gestione delle risorse pubbliche (questione atavica e incancrenita in Italia) è secondario rispetto alla carenza di sovranità politica ed economica di cui il nostro Paese sta soffrendo.
E si tratta di una sofferenza che patiscono anche le altre nazioni dell’eurozona, insidiate da un indirizzo complessivo europeo tecnocratico e anti-democratico.
Vale a dire che i futuri governanti del Nuovo Centro-Sinistra, prima ancora di cimentarsi in un esercizio di revisione migliorativa dell’ amministrazione nazionale, dovranno interloquire con i loro colleghi europei al fine di avviare un processo di restituzione della sovranità alle popolazioni del Vecchio Continente.
Poiché nessun governo italiano - nell’attuale quadro istituzionale privo di una moneta sovrana, appesantito dalla riforma suicida del Pareggio di Bilancio Costituzionale, vessato e commissariato dalle destrutturanti ricette austere, deflattive, recessive e depressive disposte dagli oligarchi che manovrano BCE, tecnocrazie europee ed esecutivo tedesco di Angela Merkel – potrà mai attuare autonomamente un rilancio economico del sistema-paese, il primo passo da compiere sarà di natura extra-italiana e continentale.
Spazzato via il deleterio Governo Monti, i nuovi inquilini di Palazzo Chigi (e la maggioranza che li sosterrà) dovranno interloquire con gli altri stati europei al fine di rivedere radicalmente le condizioni istitutive dell’attuale Unione Europea e il funzionamento dell’Eurozona.
Il che significa che si dovrà avere la forza e il coraggio per battere i pugni sul tavolo e sostenere (senza bluffare) che, o si costruisce un’Europa a guida politica confederata, legittimata democraticamente da un Parlamento Europeo rappresentativo della sovranità popolare, e a cui ciascun organo esecutivo europeo (pro-tempore) debba rendere conto, ottenendo o meno la fiducia assembleare, oppure l’Italia è pronta a uscire dalla UE e dall’Eurozona.
Si badi bene, la prospettiva non è quella di disintegrare la comunità europea: al contrario, la finalità ambiziosa è costituita dal desiderio di realizzare più Europa, ma che si tratti di un’Europa fondata sulla roccia del primato della politica (democratica) e non sulle sabbie mobili dell’involuzione tecnocratica ed oligarchica.

LE CITTADINE E I CITTADINI DI DEMOCRAZIA RADICAL POPOLARE

[ Articolo del 27-28 maggio 2012 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per comunicazioni, scrivete a: info@democraziaradicalpopolare.it